Caso Sguanci: il ricordo di Mussolini nel centro storico di Firenze

Il presidente del Consiglio di Quartiere 1 ignora la storia del quartiere che governa


Chissà quante volte avrà sentito esprimere un giudizio su Mussolini, simile a quello postato l'altro giorno sul proprio profilo Facebook, Maurizio Sguanci, Presidente del Consiglio di Quartiere 1 del Comune di Firenze? Chissà quante volte parole simili sono risuonate a casa sua, magari quando era ragazzino e la vecchia nonna gli preparava la merenda, mentre lui ciondolava distrattamente sopra un libro di storia.

Ma le nonne governano casa propria e non il popoloso quartiere centrale della città Medaglia d'oro al valor militare. Perciò tralasciamo ogni considerazione di carattere storico generale e il fatto che il due volte golpista Mussolini non può essere in alcun modo un riferimento per un Partito che si intitola Democratico. Ci permettiamo invece di ricordare al presidente del Consiglio di Quartiere un solo giorno di quella guerra provocata da Benito Mussolini e da cui anche Firenze ha subito insanabili ferite. Vogliamo raccontare a Sguanci del 17 luglio 1944 a Piazza Tasso, uno dei cuori pulsanti del quartiere, che lui dovrebbe conoscere tanto bene.

In quel pomeriggio d'estate, molti abitanti di San Frediano erano in piazza, allora una spianata sterrata, frutto della demolizione di un immobile fatiscente. Si trattava in gran parte di donne, anziani e bambini. Improvvisamente da un camion, con a bordo militari della Repubblica Sociale Italiana guidata da Mussolini, fermatosi all'angolo tra via Villani e viale Petrarca, cominciarono a sparare sulla gente, probabilmente per ritorsione contro un quartiere di tradizione popolare e antifascista. Rimasero uccisi in cinque: Ivo Poli di soli otto anni, Aldo Arditi, Igino Bercigli, Corrado Frittelli e Umberto Peri; oltre numerosi feriti. Altri abitanti del quartiere furono catturati e di loro si persero le tracce. Solo molti anni dopo furono ritrovati i loro corpi sul greto del fiume, dove erano stati fucilati.

La strage è ricordata dal monumento in piazza e da una targa all'angolo con viale Petrarca. Se il presidente del Consiglio di Quartiere decidesse in recarvisi nelle prossime ore per un momento di riflessione, saremmo felici di offrirgli la nostra spalla di conforto, qualora avesse un attimo di comprensibile commozione. Gli errori servono a questo.

Nicola Novelli