Cascine Show: cittadini contro i grandi eventi, il rebus delle aree compatibili

Immancabile la polemica a Firenze ogni volta che lo sguardo si alza oltre il Rinascimento


I Comitati Cittadini Area Fiorentina avevano criticato la scelta dell’amministrazione Comunale di ospitare nel Parco delle Cascine l’edizione Firenze Rocks 2017 parlando di "stupro perpetrato ai danni del più importante parco pubblico dichiarato dallo Stato monumento di particolare valore storico, artistico e monumentale".
Toni forti che sembrano fare eco a quelli utilizzati dai cittadini delle piazze storiche, caso emblematico Santa Croce dove oltre alla musica è stato messo in discussione anche un evento come le letture della Divina Commedia eseguite da Roberto Benigni o i mercati tradizionali che concentrano rumore e persone sino a tarda notte in un contesto urbano di particolare pregio storico ed architettonico.

La stessa Estate Fiorentina negli ultimi anni è stata spinta ad estendersi verso la periferia per andare a coprire da un lato aree che necessitano di presidio ed allo stesso tempo lasciare libere quelle zone in cui i residenti vogliono dormire.  
Con buona pace degli amanti delle notti tranquille, gli eventi nelle piazze storiche suscitano grande attrazione e sono apprezzate dal pubblico, non solo turistico. Esempio il Musart festival di piazza Santissima Annunziata, un concentrato di musica ed arte di alto livello scenografico e culturale.

Il centro storico deve essere preservato, la prima periferia presenta parchi monumentali di pregio, ma allora dove dovrebbero tenersi i grandi eventi fiorentini? Una riflessione si impone alla luce di un piano urbanistico in linea con la vocazione turistica del capoluogo. Quali sono i "luoghi idonei"?

Intanto i cittadini non ci stanno ed alla vigilia dei grandi eventi dell'estate rock commentano "Si è pensato bene riproporre ancora più potenziata l’iniziativa anche quest’anno. Così il nostro Sindaco può vantarsi di aver riportato Firenze ad essere capitale italiana del rock con l’assenso della Soprintendenza ai Beni Culturali di Firenze che così dimostra di aver ormai rinunciato a quello che è il suo ruolo istituzionale (la tutela). In realtà cede ad un uso privato una porzione rilevante del parco pubblico più importante della città nato come luogo dove i cittadini sovrani possono vivere il loro tempo libero all’aria aperta a contatto con la natura e le testimonianze storiche lì conservate in pace e gratuitamente".

L'accusa rivolta all'iniziativa è sottrarre spazi vitali. "Dal 14 al 17 giugno i cittadini proprietari e destinatari di questo bene pubblico saranno espropriati di questo loro diritto e saranno obbligati ad un rapporto col parco non come sovrani ma come consumatori all’interno di una grande operazione di marketing musicale che a nostro avviso non ha nulla a che vedere con alcuna motivazione culturale".
Il problema è un biglietto da pagare? "Saremmo contrari ad eventi del genere nel parco delle Cascine anche se fossero gratuiti, ma non possiamo tollerare che un bene pubblico sia concesso per eventi a pagamento con biglietti che vanno dai 55-70 euro dei posti unici (cioè popolari) a qualche centinaio di euro per i posti vip"

La soluzione? "Anche se una coscienza ecologica seria ci dovrebbe fare riflettere sulla opportunità di mega eventi pubblici e sulla loro sostenibilità in un contesto urbano ormai ampiamente saturato e consumato dall’uomo, siamo dell’idea che se si vuole fare eventi rock si debbano individuare aree compatibili con la natura degli interventi e non calarli in contesti che non li possono contenere come quelli di un parco pubblico storico come le Cascine".

Resta da definire la terminologia "aree compatibili". 

Redazione Nove da Firenze