Carotidi, restringimento: nuovo percorso assistenziale 

Sono 66 i pazienti che avevano un restringimento delle carotidi e sono stati salvati dalla chirurgia d’urgenza


Attivo, nei quattro presidi ospedalieri dell’Azienda USL Tc: al San Giovanni di Dio, area fiorentina, a Pistoia, Prato e Empoli.

Equipe della chirurgia vascolare, dirette dal dottor Stefano Michelagnoli, integrate a quelle delle malattie cerebrovascolari e degenerative, dirette dal dottor Pasquale Palumbo, hanno trattato pazienti, nei quali le carotidi si erano “chiuse”, impedendo il passaggio del sangue, ed erano giunti in codice rosso nei pronto soccorsi degli ospedali di Torregalli, Santa Maria Annunziata, Santa Maria Nuova, di Firenze, San Giuseppe (Empoli), S.S. Cosma e Damiano (Pescia) Santo Stefano (Prato) e Borgo San Lorenzo.

Il nuovo percorso urgente attuato ha, come punto di forza, équipe multidisciplinari composte, oltre che dai chirurghi vascolari, dai neurologi e dagli internisti; fondamentale l’intervento dei medici di tutti gli 8 pronti soccorso aziendali (diretti dalla dottoressa Germana Ruggiano) che all’arrivo del paziente, somministrano, entro 4 ore, la terapia trombolitica ed effettuano tutti i necessari accertamenti diagnostici (esami di laboratorio, Tc, ecc…) ai quali può seguire il ricovero nelle stroke unit – dotate di monitoraggio sub intensivo -: da questi reparti il paziente esce per essere operato entro 24 massimo 48 ore, in uno dei quattro centri aziendali.

Così sono stati operati 39 pazienti al San Giovanni di Dio, 17 a Pistoia, 7 a Prato e 3 a Empoli.

Il dottor Michelagnoli ha spiegato che le ostruzioni alla carotide, se vengono precocemente trattate, non solo salvano i pazienti, ma riducono gli esisti di invalidità; le tecniche adottate nelle sale operatorie sono, inoltre, di ultima generazione e quindi hanno una ridotta invasività.

In pratica nei centri, empolese e pistoiese, rispettivamente diretti da dottori Pierfrancesco Frosini e Enrico Barbanti, (quelli fiorentino e pratese sono coordinati da Michelagnoli) è stata riprodotta l’esperienza che l’Ospedale di Torregalli, attuata dall’inizio del 2015.

Il nuovo percorso assistenziale dell’Azienda USL Tc è inserito nelle reti di emergenza e urgenza di area vasta, per la cura tempestiva delle patologie tempo dipendenti, appunto come l’ictus e le stenosi carotidee, ed è integrato l’AOU di Careggi (dottor Salvatore Mangiafico) in un’ottica di collaborazione interdisciplinare.

Questa organizzazione a rete, dichiara il dottor Giancarlo Landini, direttore del dipartimento specialistiche mediche della Azienda, permette di rendere accessibile a tutti i nostri ospedali la possibilità di un intervento di eccellenza come la chirurgia delle carotidi in fase acuta. Questo grazie anche alla possibilità di ricovero nelle stroke unit, ormai attive in tutti i presidi.

“La grande azienda sanitaria –ha detto Landini- permette di fare ciò che prima non era pensabile: grandi opportunità ed integrazioni che stanno migliorando significativamente lo standard della nostra assistenza”.

Redazione Nove da Firenze