Carceri: nuovo Provveditore per Toscana e Umbria

Aggressioni in danno del Personale di Polizia penitenziaria. Grave la situazione a Pisa


Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha nominato Antonio Fullone Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria della Toscana, Umbria. Antonio Fullone, nato a Taranto, e recentemente nominato Dirigente generale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, nel corso della sua carriera, iniziata nel 1994, ha svolto funzioni di direttore aggiunto presso gli Istituti di Catanzaro, Taranto, Bari e Mamone, e successivamente è stato direttore, fra l’altro, degli istituti di Foggia, Perugia, Verona, Lecce, fino all’ultimo incarico a Poggioreale, dal 2014 ad oggi. Ha inoltre diretto l’Ufficio traduzioni e piantonamenti del PRAP di Bari, ha svolto funzioni di docente presso l’Istituto Superiore Studi Penitenziari ed è stato componente dell’Ufficio ispettivo del Dipartimento e di varie Commissioni dipartimentali.

In regione la situazione del sistema penitenziario è pesantissima e la nomina del dott. Fullone può essere un elemento importante per un rilancio della gestione. Negli ultimi si moltiplicano le aggressioni al Personale di Polizia Penitenziaria con episodi agli onori delle cronache a Pisa e Firenze. Ed è di mercoledì notte il suicidio di un ragazzo di appena 21 anni nel carcere Don Bosco di Pisa. La mattina successiva sembra sia scoppiata una rivolta a seguito del suicido del detenuto tunisino. Non si hanno molte informazioni, ma la situazione del Don Bosco era stata monitorata e denunciata già lo scorso anno in un esposto alla Procura di Pisa da una delegazione del Partito Radicale guidata da Rita Bernardini, membro della presidenza del partito.

Fin troppo facile, ora, dire che l’avevamo previsto e preferisco sottrarmi al gioco delle profezie. Certo, però, che se non profetici i vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e persino il Ministro Orlando avrebbero potuto e dovuto prevedere e prevenire gran parte delle più gravi criticità che stanno continuando a interessare le carceri nostrane”. È quanto dichiara Angelo Urso, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria, a seguito degli ennesimi gravi episodi di violenza che si stanno registrando negli istituti penitenziari del Paese, dal nord al sud. “In queste ore – spiega Urso sono in corso gravi disordini presso la Casa Circondariale di Pisa. In particolare, pare che a seguito del suicidio di un detenuto per impiccagione avvenuto nella notte, vi sia una sommossa operata da diversi detenuti con risse e barricamenti che la Polizia penitenziaria sta fronteggiando con grande professionalità, ma con gravi difficoltà – dovute soprattutto alle carenze organizzative e alla penuria di risorse umane – tanto che altre forze dell’ordine (Polizia di Stato e Carabinieri) stanno presidiando dall’esterno il carcere pronti ad intervenire laddove necessario e richiesto”.

Il Partito Radicale ha lanciato dal 16 agosto una mobilitazione nonviolenta per la riforma dell’ordinamento penitenziario, un grande Satyagraha che ha già raccolto l’adesione di 5000 detenuti e cittadini.

“Il terribile episodio è la dimostrazione delle condizioni inaccettabili di una struttura assolutamente invivibile. Una condizione disumana, di cui fanno le spese anche gli operatori e le operatrici, la stessa polizia penitenziaria, gli addetti ai servizi, e il personale sanitario. E’ stata quindi più che giustificata la rivolta dei detenuti. Per tanto chiederò che i consiglieri regionali della terza commissione, di cui faccio parte, visitino urgentemente il Don Bosco , nel quadro del tour istituzionale già previsto” così Paolo Sarti Consigliere regionale di Sì Toscana a Sinistra.

Redazione Nove da Firenze