Caos Spesometro: criticità nella trasmissione delle fatture

Commercialisti costretti a sostenere rilevanti costi aggiuntivi di aggiornamento dei software in uso presso gli studi professionali


La Conferenza degli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili della Toscana stigmatizza la grave situazione che si è venuta a creare in relazione al nuovo obbligo di trasmissione telematica dei dati di tutte le fatture, emesse e ricevute.

I Commercialisti della Toscana parlano di "mancanza di rispetto" dovuta ad una normativa che non avrebbe messo a disposizione gli strumenti per essere attuata in maniera utile e funzionale. Il caos che ha prodotto alcune proroghe vede oggi i professionisti amareggiati e pronti a difendere il proprio operato. 
Il Presidente Dott. Maurizio Masini a nome degli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Prato e Siena sottolinea in una nota le criticità riscontrate e la situazione del sistema.

Sin dalla approvazione della norma che ha introdotto l’obbligo, avvenuta nello scorso novembre, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha sottolineato a più riprese l’estrema complessità e gravosità del nuovo adempimento in termini di costi e tempi necessari, nonché la sua singolarità nel panorama normativo dei Paesi ad economia avanzata e la sua conformità alle raccomandazioni allo Stato italiano degli Organismi internazionali (FMI e OCSE).

Erano state individuate e segnalate potenziali problematiche riguardanti l’estrema analiticità dell’adempimento (in termini di dati segnalati) e l’utilizzo di canali di trasmissione telematica non tradizionali (SDI, anziché il più collaudato servizio “Entratel”) che ha comportato la necessità di sostenere rilevanti costi aggiuntivi di aggiornamento dei software in uso presso gli studi professionali oltre che presso i contribuenti. Era stato paventato che l’enorme mole di dati richiesta (circa venti miliardi all’anno) avrebbe comportato elevati rischi di blocco dei servizi di trasmissione e di gestione delle ricevute.

Il mancato ascolto, nel dicembre scorso, ha indotto i commercialisti a mobilitarsi contro provvedimenti legislativi che "millantavano semplificazioni, mentre invece introducevano a carico del mondo produttivo nuove comunicazioni telematiche trimestrali dei dati dei dati IVA, come delle fatture e dei corrispettivi, ben consci che il costo sarebbe stato di gran lunga superiore al beneficio per la collettività".
Nonostante ciò le segnalazioni "sono rimaste inascoltate e l’Amministrazione Finanziaria non è riuscita a gestire il nuovo adempimento trovandosi a dover concedere tre insufficienti proroghe (l’ultima al prossimo 5 ottobre), senza riuscire nel frattempo a risolvere le sopra citate problematiche".

Siamo arrivati così al blocco del portale dal 22 al 25 settembre scorsi, con "rallentamenti e difficoltà di accesso che hanno caratterizzato l’operatività sia prima che dopo il blocco e con attese degli esiti degli invii che in molti casi sono state di giorni, segno evidente di una programmazione inadeguata da parte del MEF e della Agenzia delle Entrate che non hanno saputo percepire tempestivamente l’inadeguatezza degli strumenti predisposti, rendendoli disponibili per l’uso da parte dei contribuenti e dei loro professionisti in prossimità delle scadenze e prima che fossero adeguatamente implementati e verificati".

A ciò si aggiunge "la grave violazione della privacy dei contribuenti derivante dall’incapacità del sistema telematico di garantire la riservatezza dei dati inviati che è stata denunciata dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e che ad oggi non sembra ancora risolta, stante l’introduzione dell’alert che informa l’utente sul rispetto della normativa sulla privacy e sulle responsabilità connesse con eventuali abusi. Soprattutto su questa criticità riteniamo di unirci alla richiesta del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di immediata verifica ispettiva da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Agenzia delle Entrate e di sospensione dell’adempimento fino a quando non saranno messi a disposizione mezzi di trasmissione sicuri".

"Non è accettabile che in un Paese civile si gestiscano in questo modo iniziative di simile portata e ancora meno accettabile è che si obblighino i contribuenti ad inviare dati che non si è in grado di proteggere, con il rischio di generare agli stessi danni derivanti dall’utilizzo improprio delle informazioni relative alle dinamiche aziendali da parte di terzi interessati. È doveroso nell’immediato porre rimedio a questa situazione quale minimo segno di rispetto nei confronti dei contribuenti e dei professionisti.

Anche nel tentativo di dare parziale soluzione alla vicenda sono state prodotte ulteriori criticità. Non appare assolutamente condivisibile la previsione secondo la quale gli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate sono chiamati a valutare la possibilità di non applicare sanzioni, ove riscontrino obiettive difficoltà per i contribuenti, per meri errori materiali e/o quando l’adempimento sia stato eseguito dopo il 5 ottobre, ma entro i 15 giorni dall’originaria scadenza. Tale discrezionalità lasciata agli uffici locali della Agenzia delle Entrate potrebbe creare ulteriori criticità e trattamenti potenzialmente differenziati nella valutazione di merito sulla non applicabilità delle sanzioni".

I Commercialisti si dichiarano "non sono più disponibili a lavorare in queste condizioni di estremo disagio, di perdurante incertezza e di costante affanno, senza che la Pubblica Amministrazione abbia fatto la sua parte mettendo a disposizione gli strumenti necessari per la regolare e diligente esecuzione degli adempimenti richiesti. Peraltro questa vicenda ha dimostrato che i Commercialisti, operando sul campo, spesso sono in grado di valutare e prevedere le potenziali problematiche in modo più efficace di chi dispone l’inserimento di ulteriori obblighi senza avere cognizione della realtà operativa. È emersa altresì la necessità di prevedere esattamente e seriamente i tempi occorrenti per mettere a punto gli strumenti necessari per l’adempimento, oltre che di stabilire le scadenze degli adempimenti tramite il decorso di un certo lasso di tempo dal momento in cui l’adempimento è correttamente eseguibile in virtù della disponibilità e del regolare funzionamento di tutti gli strumenti necessari".

Gli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili della Toscana auspicano per il futuro "il pieno rispetto dei diritti dei contribuenti nei termini previsti dallo Statuto del Contribuente e invitano l’Amministrazione Finanziaria ad innalzare ulteriormente il livello di collaborazione. I Commercialisti nella propria attività affrontano problemi e propongono soluzioni e, come sempre, non si stancheranno mai di proporre e di accettare soluzioni che siano rispettose del lavoro e della dignità di chi opera, per raggiungere una vera semplificazione nell’interesse del Paese e dei nostri territori. A livello locale la disponibilità alla collaborazione con gli organi dello Stato e con le varie Istituzioni si è tradotta nella sottoscrizione di vari protocolli d’intesa, l’ultimo dei quali proprio con l’Agenzia delle Entrate Direzione Regione Toscana lo scorso 17 luglio 2017".

Redazione Nove da Firenze