Caos mense scolastiche: tornano di moda panierino e fai da te

 A causa dello sciopero nazionale della refezione scolastica, è stata concessa agli studenti milanesi la possibilità di portare il pranzo da casa


Recentemente in Toscana ha tenuto alta l'attenzione il caso dei menu delle mense scolastiche. La discussione è sorta in merito alle pietanze somministrate, secondo l'Amministrazione utili ed educative per una dieta intelligente, a detta di alcuni genitori non gradite ai ragazzi, una valutazione che sarebbe stata sostenuta dall'aumento degli scarti di cibo registrati dagli stessi genitori durante alcuni sopralluoghi. Dati non confermati da Palazzo Vecchio che ha invece difeso la finalità educativa del progetto gastronomico scolastico.

Oggi, in occasione dello sciopero dei dipendenti impiegati nei refettori scolastici, il Codacons riapre il dibattito in merito al pranzo fai da te.
Il diritto di tutti i bambini di potersi portare il cibo da casa è una delle battaglie che l’Associazione ha portato avanti per anni, mettendo al primo posto la salute dei bambini che frequentano le mense scolastiche. – afferma l’Associazione a tutela dei consumatori Codacons – Non esiste alcuna normativa né alcuna direttiva regionale, nazionale od europea che faccia divieto della possibilità di consumare, all’interno degli edifici scolastici, pasti portati da casa.”

Già il Tribunale di Torino aveva sancito il diritto di ogni bambino di potersi portare da casa la cd. “schiscetta”. I Giudice torinesi, rigettando il reclamo presentato dal Ministero dell'Istruzione contro l'ordinanza che estendeva la facoltà di consumare il pranzo fatto dai genitori nei refettori comunali, sancivano il diritto di scelta di per tutti i bambini di poter mangiare liberamente il pranzo portato da casa, assieme agli altri studenti.

Il Codacons sottolinea oggi l'esempio di Milano dove non sarebbero state prese misure normative esplicite ma dove "i bambini continuano a poter portare il cibo da casa solamente in caso di sciopero”.

Ma le nuove generazioni di genitori sono pronti all'autodeterminazione del menu e soprattutto alla preparazione casalinga dei prodotti?
La scelta del menu dovrebbe avvenire allo stesso modo della spesa familiare, sia questa effettuata sotto forma di acquisto solidale in condominio, al banco di una cooperativa biologica, attraverso la prenotazione online dei prodotti dell'orto o sul banco frigo di un qualsiasi supermercato.

In un momento storico di forte dissociazione dietetica in cui le allergie alimentari sono in aumento e l'attenzione ai prodotti consumati, che siano integrali, biologici o di filiera corta, è altissima, la tradizione del panino incartato nella carta stagnola, il pentolino di latta infagottato con un primo o un secondo o altri contenitori utili all'occorrenza potrebbero essere il futuro della ristorazione scolastica?

Redazione Nove da Firenze