Caos a Santa Maria Novella: selezione e futuro dei bus

Gli addetti ai lavori continuano a chiedere accessi limitati per evitare congestioni di traffico e nevrosi dell'utenza


Santa Maria Novella è il punto più delicato di Firenze, su questo concordano tutte le parti in causa e tutti i sistemi in gioco.
Colpa della pedonalizzazione del Duomo? Colpa della riorganizzazione dei transiti dopo la pedonalizzazione del Duomo? Colpa del progetto tramviario che vede tutte le linee convogliare attorno ai treni della solita Stazione? Colpa di chi ha scelto di mantenere "centrale" Santa Maria Novella anche dopo la realizzazione della Stazione Foster e dell'Hub annesso? 
La riorganizzazione dei flussi con le linee 1 2 e 3 a regime comporta oggi una nuova riflessione: e se fosse il trasporto pubblico ad abbandonare Santa Maria Novella?

Le ultime accuse lanciate dai sindacati del trasporto pubblico riguardano la saturazione dell'area, dovuta ai restringimenti necessari ai cantieri della Tramvia, ad opera di mezzi disomogenei.
Nella nota ufficiale di Palazzo Vecchio l'assessore alla Mobilità ha confermato la problematica "vista la situazionepossono verificarsi blocchi" più o meno improvvisi a causa di piccoli imprevisti su via Nazionale, su via Santa Caterina da Siena e via della Scala e su via Jacopo da Diacceto.

Privilegiare il traffico privato in transito, quello diretto al parcheggio o il trasporto locale composto da taxi, ncc ed autobus? Sembra giocarsi qui il futuro del traffico in centro storico.

Gianluca Mannucci della Rsu di Ataf impegnato quotidianamente sul fronte ritiene intanto "un errore rimandare ancora la Ztl domenicale" richiesta come provvedimento provvisorio almeno fino all'esercizio delle tramvie. E dopo?
 "Il centro storico è una meta appetita - spiega Mannucci - lasciarlo aperto significa sottoporsi all'invasione; i flussi di auto in entrata nella Ztl sono eccessivi, in particolare dall'Oltrarno, immaginiamoci cosa accadrà avvicinandosi a Natale. Questo si ripercuote su Santa Maria Novella dove ognuno vorrebbe parcheggiare, ma quando i posti sono completi il collasso è una normale conseguenza. Il numero di veicoli in entrata va limitato allo spazio disponibile, non c'è altro da fare. Dobbiamo pensare adesso a quando i cantieri occuperanno altri metri vitali per la viabilità della Stazione, proprio sulla rotonda che spesso si blocca". E dopo?

Il filtraggio dei veicoli, ma andrebbe bene spostare il trasporto pubblico? "Bene la selezione in entrata in Via Jacopo da Diacceto, fino all'esaurimento dei posti disponibili; è bene anche l'adeguamento dell'uscita di via Valfonda che ora non riesce a smaltire i flussi.Va bene lo spostamento dei bus a percorrenza nazionale dal piazzale Montelungo, dove i bus urbani non riescono a fermarsi per il poco spazio. Sul futuro di quelli extraurbani l'analisi va fatta tratta per tratta. Spostare il servizio pubblico urbano dalla Stazione, per evitare di limitare il traffico privato, a nostro avviso sarebbe invece una sconfitta pesante per la città, per la sua vivibilità e per l'ambiente. Il centro storico va preservato in ogni suo aspetto, sia esso culturale, economico o di decoro. E questo può essere fatto soprattutto con i mezzi pubblici".

"In centro ci si si va con il mezzo pubblico" esordisce Massimo Milli della Rsu Ataf.
Il vice segretario Faisa Cisal spiega inoltre "Dovrebbe scendere in campo il buonsenso, la razionalità ed ovviamente la determinazione con cui approssimarsi a prendere certe decisioni. Siamo davvero giunti ad un bivio, e dobbiamo uscirne a tutti i costi. Possibile trovarsi oggi a dove scegliere se fare entrare alla Stazione i mezzi pubblici o quelli privati? Basterebbero pochi, ma necessari accorgimenti per coniugare le cose: limitare l'accesso ai mezzi privati tramite postazioni filtro della Polizia Municipale, diversificare i flussi dei mezzi pubblici urbani in ingresso città, individuando arterie alternative a quelle usate sino ad oggi ad esempio non facendo passare la linea 14 ed e la 17 da via Jacopo da Diacceto, facilitare i veicoli in uscita dalla Stazione, con soluzioni valide al fine di snellire e velocizzare la suddetta manovra".
Come? "Ad esempio togliendo lo spartitraffico in cemento presente nel viale Strozzi, ostacolo pericoloso e limitativo" risponde Milli.

Redazione Nove da Firenze