Caldo: domani si attenua l'ondata

Tante telefonate questa settimana al 118. Tutte le strategie per contrastare la “grande sete” toscana


Firenze– Caldo da “codice giallo” per domani, domenica 6 agosto, a Firenze. Lo annuncia il bollettino della protezione civile del Comune sulla base delle previsioni biometeo del Cibic, il Centro Interdipartimentale di Bioclimatologia dell'Università di Firenze. Il codice giallo è il primo livello di allerta in una scala che va da zero a tre. Sempre validi quindi i consigli per la popolazione soprattutto per gli anziani ma anche bambini e soggetti fragili, che sono a disposizione sul sito della protezione civile. In particolare si raccomanda di limitare le attività all'aperto. Gli anziani e i loro familiari in caso di bisogno possono usufruire anche del segretariato sociale. Il numero da chiamare è il 800508286 il lunedì, il martedì, il mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13.

Pronto sono solo, ho 85 anni e non ho il condizionatore. Con questo caldo mi sento male, mi gira la testa e non so cosa fare”. E’ una delle tante telefonate che in questi giorni sono arrivate alle Centrali Operative 118 Firenze-Prato e Pistoia-Empoli. Dall’altro capo del filo rispondono gli infermieri, se necessario il medico; nella gran parte dei casi serve un consiglio e bastano pochi minuti per risolvere un problema e garantire anche una corretta presa in carico per la risoluzione di quei casi che potrebbero aggravarsi. Le chiamate si sono sempre concluse con la consulenza telefonica e non è stata quindi necessaria la missione di soccorso. Il dottor Claudio Becorpi medico della Centrale Operativa 118 Firenze-Prato riferisce che chiamano soprattutto gli anziani, le persone sole in genere che non sanno gestire piccoli malori, come l’eccessiva sudorazione, vertigini, gonfiori diffusi, sonnolenza, crampi. “Molte di queste sensazioni possono per esempio essere causate da un inizio di disidratazione –spiega il medico- soprattutto negli anziani che avvertono poco la sensazione della sete”. Alcuni hanno chiesto anche suggerimenti e pareri su come rifrescare al meglio gli ambienti domestici, nel caso di anziani allettati o con gravi patologie croniche. Per il direttore dell’area aziendale delle Centrali Operative 118 dottor Piero Paolini il lavoro svolto dagli infermieri e dai medici delle Centrali in questi giorni di caldo intenso è un fondamentale “filtro” che si aggiunge all’ordinaria attività di gestione di emergenza-urgenza ed evita a molte persone il disagio di ricorrere al pronto soccorso.

Duecento milioni di euro di danni per le colture agricole, annientate dalla siccità e dal caldo. Una cifra importante che senza gli interventi straordinari attuati dai Consorzi di Bonifica poteva crescere in modo esponenziale, con risvolti economici ancora più devastanti per l’agricoltura toscana. Soprattutto in Valdicornia dove il pomodoro da industria, fiore all’occhiello dell’agricoltura locale, ha rischiato di essere completamente compromesso e, nella zona di Massaciuccoli, dove il divieto di attingimento dal lago ha messo in serio pericolo i 500 ha coltivati a ortive, mais e girasole. I progetti ideati e realizzati dal sistema della bonifica hanno lanciato una ciambella di salvataggio all’agricoltura irrigua toscana che, fino a settembre/ottobre, necessita di acqua. Restano ovviamente, e sono pesanti, i danni causati da una stagione rovente alle altre colture di prestigio della regione. D’altra parte la siccità, che diventa un fenomeno ormai ricorrente, a causa dei profondi e radicali mutamenti climatici in atto, impone di agire anche sul fronte della prevenzione oltre che per tamponare le emergenze. Con questa convinzione i Consorzi di Bonifica toscani stanno mettendo a punto un piano d’attacco che spazia dal potenziamento degli invasi alla realizzazione o al recupero e manutenzione delle infrastrutture per la distribuzione dell’acqua fino all’adozione di interventi utili per garantire un uso intelligente, razionale e oculato della risorsa. Una strategia a 360 gradi per intervenire su tutta la filiera con opere anche strutturali ma di impatto minimo sull’ambiente, realizzabili a costi contenuti e capaci di dare risposte concrete all’agricoltura, per mettere la Toscana al riparo dalla grande sete che, ciclicamente e in modo sempre più frequente la colpisce, rischiando di mettere in ginocchio le imprese agricole e di azzerare i raccolti.

Redazione Nove da Firenze