Cacciatore denunciato: usa video sul cellulare come richiamo acustico

Nel fine settimana i Carabinieri Forestali del Gruppo di Firenze sono stati impegnati in attività di controllo sull'esercizio venatorio


I controlli e le sanzioni sono entrati in funzione anche a fronte di segnalazioni di privati, che lamentavano la pratica dell'esercizio venatorio in prossimità delle abitazioni.

I Carabinieri della Stazione Forestale di Ceppeto (Sesto Fiorentino) in servizio di emergenza ambientale, in riscontro alle chiamate al numero di pubblica utilità 1515, a seguito di segnalazione della Centrale Operativa allertata da una cittadina che udiva numerosi spari ripetuti in prossimità di strade e abitazioni, si portavano Scandicci, dove sottoponevano a controllo tre cacciatori in esercizio di caccia in deroga allo storno. Gli stessi avevano abbattuto e detenevano nel carniere 123 capi di storno in violazione a quanto disposto dalla Delibera Toscana che prevede un prelievo giornaliero per cacciatore di 20 esemplari per un complessivo annuo di 100 capi.

Pertanto gli operanti elevavano sanzioni amministrative ai tre cacciatori per complessivi 1.530 Euro, sia per il superamento del carniere giornaliero che per la mancata annotazione dei capi abbattuti sul tesserino venatorio. Sottoponevano poi a sequestro amministrativo 21 capi abbattuti in eccedenza per ogni cacciatore, per un complessivo di 63 capi abbattuti in violazione alle norme.

Inoltre i militari della Stazione Carabinieri Forestale di Borgo S. Lorenzo nel Comune di Borgo San Lorenzo (FI), durante una perlustrazione mattutina del territorio, al fine di verificare il corretto svolgimento dell’esercizio dell’attività venatoria, udivano un canto di uccelli ripetuto provenire dal luogo in cui era ubicato un appostamento fisso di caccia che faceva supporre l’utilizzo di un richiamo acustico a funzionamento elettromagnetico. La pattuglia si avvicinava all’appostamento fisso, udendo chiaramente il suono registrato, che riproduceva il canto del tordo provenire dal capanno.

Il suono giungeva da un cellulare posizionato sulla feritoia del capanno: il cacciatore alla vista dei militari levava il cellulare, tentando di spegnerlo. All’interno del capanno, il cacciatore stava esercitando la caccia alla selvaggina migratoria minuta da appostamento fisso con due fucili al seguito, che al momento del controllo risultavano carichi, ed aveva abbattuto un tordo sassello, specie di per sé cacciabile.

Appuravano dunque che sul cellulare era presente il file scaricato da Youtube riproducente il canto del tordo sassello, che veniva attivato ad alto volume.

I Carabinieri Forestali ravvisavano dunque il reato di esercizio di caccia con uso di richiami acustici a funzionamento elettromagnetico (mezzi vietati dalla Legge sulla caccia L. 157/92) e procedevano a sottoporre a sequestro penale i due fucili, il cellulare utilizzato come richiamo acustico a funzionamento elettromagnetico e l’avifauna abbattuta.

Redazione Nove da Firenze