Rubrica — Spettacolo

Bye Baby Suite a Roma

Le ultime ore di Marylin nei giorni scorsi in una suite del Baglioni Hotel Regina di via Veneto. Dopo otto anni di rappresentazioni lo spettacolo è arrivato nel cuore della dolce vita romana


Mentre la cronaca ci inchioda a quotidiane violenze sulle donne e abituali soprusi nello star-system, da otto anni un piccolo gioiello illumina le scene italiane, restituendo dignità e splendore all’attrice più amata d’America e a tutte le donne del mondo: Bye Baby Suite, le ultime ore di Marylin Monroe, ha preso forma in una suite di un grande albergo di via Veneto a Roma, nei luoghi della dolce vita e nelle giornate della Festa del Cinema. Nessuna cornice avrebbe potuto racchiudere meglio uno spettacolo che mette in scena la vita di una diva di Hollywood e che ci consegna una Marylin come non l’abbiamo mai vista. In quaranta minuti di monologo, scritto dall’autrice fiorentina Chiara Guarducci, Alessia Innocenti ci restituisce una donna vera che, spogliatasi letteralmente di tutti gli orpelli della finzione, ci appare in tutta la sua struggente umanità.

Sbaglia chi inseguirà le prossime repliche per puro spirito di gossip, sperando di spiare dal buco della serratura: al contrario gli spettatori siedono di fronte al letto della diva e la vedono spostarsi dentro la stanza intenta in azioni abituali. L’interprete offre il proprio corpo per disegnare l’immagine più intima della donna e per riempire quel vuoto che le mangiava l’anima. Ecco perché quando Marylin resta letteralmente a nudo, dietro una tenda che le offre un pietoso riparo, vediamo la sua femminilità per intero, vestita dal corpo dell’Innocenti che si muove nello spazio con assoluta padronanza. Luci e ombre si alternano nella camera e nella vita della diva, una realtà scomoda con cui ci si confronta vis a vis, in un gioco di specchi che ci porta dritti al cuore della dolcissima e fragile Monroe. Lo spessore del testo e la messa in scena dell’attrice e regista toscana rendono l’ultima notte di Marylin indimenticabile anche per noi.

Elena Novelli

Redazione Nove da Firenze