Bus in ritardo: Firenze bloccata dai parcheggi selvaggi

Oltre ai cantieri e al traffico, occorre ricordare la sosta selvaggia


 Le strade di Firenze non sono larghe, il reticolo urbano è storico, ci sono strettoie e curve a gomito, ed in molti casi persino le rotatorie, chiamate a regolarizzare i flussi, non sono facili da percorrere.

"Ogni qualvolta c'è un restringimento causato da un veicolo messo male, c'è anche il conseguente rallentamento che si trasforma in coda" spiega Gianluca Mannucci, Vicecoordinatore RSU Ataf.

Mannucci risponde ad alcune nostre domande sulla gestione del trasporto pubblico dal punto di vista dell'autista.
 
Quanto incide la sosta selvaggia sulla regolarità degli autobus urbani?"Nel solo mese di gennaio i bus Ataf sono rimasti completamente bloccati da veicoli in sosta, dai dati in nostro possesso, circa quaranta volte. Siamo dovuti ricorrere alla Sala Radio per allertare la Polizia Municipale".

Esiste un dato sul totale degli ostacoli incontrati?"Sempre nel mese di gennaio, dalle segnalazioni che ci hanno fatto gli autisti, con i bus siamo rimasti bloccati circa 700 volte in un mese, magari per pochi minuti, il proprietario è arrivato prima che il collega avvertisse la Sala Radio, ma questo permette di farsi una idea su quanto accade quotidianamente per i veicoli semplicemente abbandonati in doppia fila".

Come si manifesta il contraccolpo sulla frequenza di transito? "Se la strada si blocca, il rischio è che si incolonnino un certo numero di autobus e che gli altri siano costretti a fare una deviazione imprevista. Se la strada è importante c'è un grande riflesso negativo sul servizio".

Cosa rischia l'autista se azzarda il passaggio e crea un danno all'auto in sosta? "Se l'autista tenta di passare e disgraziatamente tocca il veicolo in sosta o gli altri veicoli, è responsabile di quello che fa. In caso di eventuale sinistro avrebbe torto. Questo vuol dire avere problemi anche a livello aziendale con il premio di risultato".

Il mezzo successivo viene fermato al capolinea oppure parte comunque rischiando così di ritrovarsi due mezzi uno dietro l'altro con il secondo vuoto? "Se il blocco è di pochi minuti c'è solo un'alterazione della frequenza e della regolarità dei passaggi. Se il blocco è lungo occorre organizzare una deviazione delle linee in transito e il danno è maggiore .Tutto questo ha una forte incidenza sul servizio che viene erogato".

Più controlli sulle strade è quanto chiedono gli autisti da alcuni anni appellandosi anche al senso civico dei cittadini che sembrano in molti casi non avere remore nell'accostarsi ai cassonetti ad esempio o nel disporsi in doppia e tripla fila davanti ad un bar attendendo o meno di essere richiamati durante la colazione per spostare il mezzo, a comodo.

"Strade più scorrevoli sarebbero un bene per tutti, non solo per Ataf - conclude Mannucci - per questo la nostra richiesta di maggiore sorveglianza e di sanzioni certe non deve trovarci come nemici del trasporto privato, ma come dipendenti di un servizio pubblico costretti però a misurarsi ogni giorno con la rabbia dei passeggeri a bordo che si trovano ostaggio di un rallentamento improvviso e con coloro che attendono alle fermate mezzi che non rispettano la frequenza di passaggio".

Antonio Lenoci