BTO – Buy Tourism Online: Strategie Digitali del Turismo

Cosa significa operare nel Turismo 4.0 al tempo dei Social Network e dello Storytelling


 La decima edizione della Borsa del Turismo Online di Firenze si presenta ricca di relatori pronti a portare nuovi contributi nel settore attraverso software studiati per attrarre flussi turistici di qualità: dalle piattaforme specializzate e di nicchia alle Applicazioni sempre più customizzate, da leggere 'cucite addosso'.
Una edizione talmente top level da portare il Presidente di Firenze Fiera Leonardo Bassilichi a lanciare una dichiarazione di intenti "Ve la do io una notizia.." ed ecco l'appello ai privati che volessero investire nella BTO come pacchetto full optional.
 
Cosa significa?
Significa che il Brand Toscana funziona perché offre mare e montagna, terme e città d'arte.. escursioni nella Natura, occasioni per ammirare e studiare la Cultura e propone una vasta selezioni di Enogastronomia. Queste tre delle parole chiave del futuro. Per intendersi quelle che nella 'nuvola' delle key word appaiono con il carattere più grande.

Ma i viaggiatori hanno interessi variegati, hanno dei desideri inespressi che devono essere catturati e poi vorrebbero vivere personalmente all'interno delle immagini visualizzate su Instagram o raccontate su Facebook.

Ma come il mondo virtuale ha cambiato il Turismo contemporaneo? Ce lo racconta il founder di SL&A Turismo e Territorio Stefano Landi che ci svela alcuni segreti nascosti dell'animo umano, attraverso i dati.

Landi sottolinea come la consultazione del web sia oramai una abitudine irrinunciabile, quasi un riflesso condizionato dell'essere umano, del millennial sicuramente, ma anche degli utenti più maturi, quelli che hanno giocato a Pac-Man.
Esperienza, piace tanto questo termine, quale corrispettivo ha nel mondo virtuale? "Sono le foto, i video, gli aggiornamenti di stato. I Social sono usati principalmente per conoscere le altrui esperienze. Se andiamo ad indagare tra i dati scopriamo che chi utilizza un Social lo fa al 63% per osservare le attività altrui, il 50% per sapere se ci sono eventi di proprio interesse, il 38% visualizza sconti e promozioni, il 17% va a caccia di news, e circa l'1% lko fa per motivi di studio".

Ma gli operatori turistici lo hanno capito, si sono riversati tutti sui Social? "Alla domanda se investiranno ulteriormente nel digitale la risposta si spacca in due fette, se la giocano al 50% tra innovatori e conservatori, che però non è detto che non abbiano già fatto qualcosa in rete. Albergatori e gestori di Agriturismo sono tra i più propensi ad investire sui Social".
Di quali piattaforme parliamo? "L'84% delle imprese si promuove sui Social. La prima piattaforma è Facebook con un 54% di utenti business, segue Instagram con il 25% e Facebook personale con il 23%, poi ci sono Twitter con il 9% e YouTube con l'8%". 

Colpisce l'uso di Facebook aziendale e privato, ma non esisteva la regola di separare i profili? "Bella questione questa. Non più. Sveliamo un segreto agli operatori. Sembra infatti che la rete stia richiedendo sempre più fidelizzazione e così se una struttura posta un messaggio del tipo "Venite è la stagione dei funghi" le reazioni a questo invito non sono tante quante quelle ricevute dal gestore che sul proprio profilo pubblica la foto dei funghi e magari scrive la stessa cosa ma sottende "Li cuciniamo assieme". Per questo molti operatori oramai viaggiano in parallelo sulla Pagina e sul Profilo cercando una stretta di mano virtuale con il potenziale ospite che si sente rassicurato dal leggere gli aggiornamenti direttamente da parte del gestore al quale può dare un nome ed un volto".

 Proviamo a dare un altro consiglio a chi crede, magari, di poter gestire da solo la propria attività sui Social "Accade sempre più spesso che il gestore si trovi in difficoltà nel seguire la propria attività virtuale perché è appurato che il tempo da dedicare quotidianamente ai Social è aumentato, siamo attorno alle 2 ore al giorno e parliamo quasi del 50% degli utenti poi c'è un ulteriore 30% che ai Social dedica oltre 2 ore al giorno. E non è tutto, oltre il 40% vorrebbe fare molto di più ma dichiara di non avere abbastanza risorse da dedicare alla gestione dei Social".
 
Spieghiamo cosa significa dedicarsi al Social "L'attività non si esaurisce con l'inserimento del post, occorre essere attivi" sono le cosiddette reazioni che rendono il profilo vivo perché mette 'like' 'cuori' o 'emoji' emozionali, commenti di ogni tipo producendo così reindirizzamenti e traffico.  

Ancora una volta l'asso lo cala lui, Bassilichi, che entra a gamba tesa e dopo l'intervento sull'uso ragionato dei Social spende parole di elogio per All'Antico Vinaio, di Tommaso Mazzanti. "Vorrei che tutta la Toscana diventasse via de' Neri - esclama - una via che fino a qualche anno fa non se la filava nessuno, ed io lo so perché ho un immobile che non riesco a vendere" trattasi dell'Ex Capitol, ex Uffizi Center, un immobile stellare all'uscita incompiuta degli Uffizi.
L'Assessore Stefano Ciuoffo chiede che alle sue spalle compaia la nuvola delle key word del futuro e concentra il proprio intervento sulla necessità di catturare il desiderio degli utenti-ospiti ancor prima che si rendano conto di voler effettuare un viaggio. Si tratta del pensiero caratterizzante dell'algoritmo che governa oramai Fil web dove una determinata pubblicità appare perché l'utente ha navigato su alcuni siti specifici. Si tratta del principio in virtù del quale sulla stessa notizia pubblicata dal nostro quotidiano qualcuno potrebbe trovare a corredo di un aggiornamento sullo stato dei cantieri la promozione di un paio di scarpe da tennis, un costume da bagno, un fuoristrada super accessoriato oppure un impermeabile per cani.

 Più volte nel corso della prima giornata del BTO incrociamo l'ingegner Ciuoffo, alias assessore, che si intrattiene ad ascoltare le relazioni delle start up del turismo esperienziale "Se si crede di conoscere tutto si è sconfitti in partenza. Mi piace capire quali siano le potenzialità ancora nascoste" confessa. Davanti a noi un gruppo di professionisti spiega di aver ideato un selettore di cantine vitivinicole con la possibilità di proporre mini tour con degustazione, a seguire un software che incrocia i bisogni di albergatori, artigiani e viaggiatori in modo da fornire a tutte le figure interessate una fetta di territorio in cui coabitare virtualmente: l'agriturismo ospita, l'artigiano vende, il viandante soggiorna mangiando cibi tradizionali ed interessandosi alla manifattura locale.

Intorno a questo mondo di 'intercettatori' di desideri e dunque di ospiti, si muove tutto il settore dei servizi che anima gli stand della BTO fin dalla sua prima edizione. 
Ad un primo impatto può apparire surreale trovarsi davanti la stessa proposta diversamente brandizzata, ma curiosando e sollecitando l'interlocutore si possono cogliere numerose sfumature.
Se è vero che l'obiettivo è fornire agli operatori del settore piattaforme attraverso le quali gestire le proprie imprese in termini di immagine, indicizzazione, raccolta delle prenotazioni ecc. è vero anche che ciascuno si è ritagliato una nicchia: dalle case d'epoca agli agriturismi, dai grandi alberghi al luxury ai piccoli proprietari che vogliono elevarsi rispetto ai siti generalisti (già perché pare che Airbnb sia diventato troppo borghese).
 C'è chi spinge sull'indicizzazione affinché il risultato della ricerca "Dormire a Firenze" sia l'immagine del letto che si trova nella stanza della struttura del proprio cliente, ma c'è anche chi punta sulla "comparazione dei prezzi" in barba al turista disposto a spendere qualsiasi cifra pur di passeggiare sul Ponte Vecchio.
Troviamo poi chi si mette in mostra le partnership con i colossi del settore e così capita che la propria struttura compaia ovunque e non solo come prima scelta ma anche con un box dedicato con tanto di mappa virtuale, costi, servizi, bellezze del territorio ecc.

Sì, ma nel periodo della disintermediazione, chi ci spiega come l'operatore si aggiudica lo spettacolare servizio? Esistono varie modalità di pagare lo sviluppatore del software tuttofare: c'è un canone annuale che generalmente si basa sul numero di stanze o di coperti, c'è una opzione pay for use che consente di centellinare gli euro in base ai clic reali d'uso del portale e c'è poi la possibilità di riconoscere una percentuale sulla pigione o provvigione... Basta un ma... ed ecco pronta la replica: "Beh.. sì in quel caso non sarebbe più una disintermediazione". 

Il turismo online. Un mondo affascinante e ricco di suggestioni che parte dal consierge robotico ed arriva al generatore di QrCode passando per l'ospite che arriva dall'Oriente con la combinazione inviata sullo Smartphone per aprire una stanza a Borgo San Frediano, un imprenditore desideroso di perdersi tra le vigne del Chianti perché le ha viste a Tokyo durante una Virtual full immersion offerta dalla realtà aumentata. 

Un futuro che non sembra però poter prescindere dall'essere umano che, vivendo sulla propria pelle il territorio, contribuisce a fornire quello Storytelling, o arte del raccontare storie persuasive, che fu dei nostri nonni la più grande virtù, spesso inascoltata. Beati i ritardatari.

Antonio Lenoci