Bocciodromo Albereta: dopo la tempesta saltano palle e pallino

Quello che non è riuscita a fare l'evento eccezionale che ha sradicato gli alberi del parco, sembra poterlo fare la mano dell'uomo


Nell'agosto 2015 una violenta perturbazione si abbatte sulla zona sud di Firenze: acqua, grandine, vento producono danni ed alberi che cadono come birilli. 
Pochi minuti che hanno cambiato il paesaggio e che, dopo alcune ore di incredulità da parte dei fiorentini della zona nord, sono diventati la priorità di Palazzo Vecchio.
 Il parco si è ripreso grazie ai tanti volontari, tra i quali anche migranti, ed ai nuovi innesti di verde pubblico.
Nell'autunno 2017 una nuova calamità sembra abbattersi sul parco ma ad essere interessato stavolta è solo il Bocciodromo che i residenti vorrebbero difendere.

Il bocciodromo è attivo nel quartiere dagli anni ’70, la copertura si presenta con le caratteristiche di quel periodo, così come gli interni e le paratie esterne.
Strutturalmente ben poco sembra essere stato fatto per tutelare la conservazione degli ambienti: una pavimentazione quasi domestica, una stufa centrale e due piste ai lati. Il valore affettivo è sicuramente superiore a quello materiale.
 Attorno al Bocciodromo vi è un capanno per gli attrezzi ed anche un piccolo orto, segno di una attività vissuta in maniera familiare.
 
Esternamente al Bocciodromo si trovano campi da calcetto, basket e tennis gestiti da una società sportiva ed affittati ad ore.

La demolizione della struttura è prevista per fine anno e a sostenere la sopravvivenza del sito non sono solo gli anziani frequentatori, ma anche i parenti degli stessi residenti in zona ed una nota arriva anche dal CPA Firenze Sud che sottolinea "Non sarebbe una struttura storica, che altrimenti sarebbe da tutelare, solo perché esiste da 38 anni e non da 40 (limite previsto per essere riconosciuta “storica”). A quanto pare in difetto sarebbe il Comune in quanto ha perso la documentazione messa a disposizione dal bocciodromo stesso".

In piena crisi demografica con una popolazione anziana che supera le nuove generazioni, il luogo rappresenta un esempio di aggregazione sociale, un baluardo per gli abitanti, una specie di "area protetta" nella memoria collettiva la cui perdita segnerebbe una sconfitta.
Così come di 'sconfitta' parlano gli anziani se dovesse vincere l'ipotesi di trasferire le piste da gioco in un'altra struttura esistente in riva destra d'Arno, dal quartiere 3 al quartiere 2.

A quanto pare non è stato mai avviato un piano di recupero o di ammodernamento della struttura. Potrebbe essere una opzione, prima della demolizione definitiva?

Antonio Lenoci