Bivacco all'ombra del Battistero

Se all'ora di pranzo il cibo da asporto viene consumato dove capita


Sono quotidiane le segnalazioni dei nostri lettori a nove@nove.firenze.it ed alla Pagina Facebook di Nove da Firenze: a che punto siamo dopo l'ultima estate?

Pizze, panini, gelati e bibite. C'è chi punta il dito sulla mancanza di educazione, chi accusa del fenomeno la presenza di troppi locali in cui si somministrano cibi da asporto e chi al tempo stesso se la prende con l'eccessiva presenza di dehor destinati alla consumazione di cibi e bevande ma a prezzi significativamente ritoccati.
Una vicenda, quella dei dehor, non ancora risolta viste le recenti diatribe in merito all'allestimento degli stessi secondo un disegno urbanistico più volte rettificato.

La lotta ai bivacchi nel 2017 si è aperta con l'intervento straordinario di Palazzo Vecchio sui sagrati delle chiese fiorentine attraverso l'uso di idranti; una iniziativa che ha scatenato numerose polemiche.
Il fenomeno ha comunque avuto luogo durante tutta l'estate in una città museo frequentata da migliaia di turisti che ogni tanto hanno la necessità di fermarsi a mangiare.
Per arrivare alle ultime settimane con l'inserimento delle fioriere anti-terrorismo che hanno animato il dibattito sul decoro pubblico ma al tempo stesso sono state accolte perché, è il caso di via de' Martelli, provviste di panchine.

L'assenza di aree destinate alla consumazione dei pasti è un tema che sembra giustificare quanto avviene ogni giorno davanti ad una necessità fisiologica, così come lo è la caccia alle toilette, e che tiene sotto scacco il museo a cielo aperto.
Cosa fare? Come rispettare il patrimonio artistico ed allo stesso tempo fornire un servizio utile ai visitatori?

Una meta turistica di eccellenza, che ha visto nel 2017 in ulteriore aumento gli accessi, è costretta a trovare una soluzione al problema? 

Redazione Nove da Firenze