Bagni pubblici a Firenze: tra bisognosi, turismo e movida

 La chiusura dei bagni in via Sant’Agostino, nel settembre scorso, ha aggravato le condizioni di molte persone a cominciare dai senza tetto


Il target non è lo stesso per tutti i servizi igienici. A Firenze il turismo di qualità può contare su una offerta, limitata, di toilette a pagamento, anche 1 Euro per espletare il bisogno fisiologico minimo.
Già per un utente medio risulta una prestazione economica rilevante, ce lo segnalano ad esempio i lettori che si trovano in contesti quali il Parco delle Cascine durante il mercato del martedì, dove raggiungere un locale risulta più difficile.
Non l'hanno presa benissimo in questi anni quei commercianti cui è stato delegato il servizio igienico, in alcuni casi le porte si aprono su richiesta e previa consumazione al banco, altre volte il locale è fuori uso.

A far suonare l'allarme, ogni anno e soprattutto in estate è la Movida che richiama in strada numerosi consumatori di cibi e soprattutto bevande offerti all'interno del centro storico. Dove la concentrazione di persone è alta a causa di eventi organizzati corrono in aiuto i servizi chimici temporanei, che a fine della festa vengono portati via. 
Poi ci sono i bisognosi, quelli che nella toilette avrebbero bisogno di trovare anche la doccia e relativi servizi.

La chiusura di un presidio in Oltrarno, a settembre, avrebbe creato un vuoto nel sistema assistenziale, ma la proposta di ripristinare il servizio è stata bocciata da Palazzo Vecchio.

“Nessun miglioramento dei servizi e totale disprezzo per i più deboli. Così si può riassumere la posizione della maggioranza” commenta Miriam Amato che si è vista bocciare in consiglio una mozione sui bagni pubblici.
 
“Avevo chiesto interventi in centro storico, garantendo un servizio docce in orario diurno, e di ripristinare il servizio in Oltrarno, che fra le altre cose era stato richiesto anche dai residenti. Negli ultimi due anni – prosegue la consigliera di Alternativa Liberasono state inaugurate strutture e servizi per i turisti ed i frequentatori della movida, servizi comunque insufficienti per una città come Firenze. Tutte le strutture infatti non hanno il servizio docce. Una situazione di estremo disagio, in cui i diritti minimi delle persone non sono garantiti, e destinata a perdurare, considerato che la maggioranza e questa amministrazione risultano essere insensibili alle richieste e alle necessità delle persone più deboli. La solidarietà e il sostegno alle fasce più povere della popolazione non sono più valori della nostra città” è la conclusione di Amato.

Redazione Nove da Firenze