Firenze gemellata con Kiev, Dario Nardella chiede un Consiglio speciale

Il presidente Giani, dopo avere sentito il vicesindaco Dario Nardella, ha deciso di dedicare uno specifico punto del Consiglio comunale di lunedì prossimo alla crisi in Ucraina


UCRAINA — “Firenze in questi giorni di sangue ha una responsabilità in più: quella di far sentire forte il gemellaggio che lega la nostra città a Kiev da oltre 40 anni. Un gemellaggio che porta la firma di Giorgio La Pira, che gettò così un ponte tra Occidente e Oriente”. Lo ha detto il vicesindaco Dario Nardella, commentando gli scontri in Ucraina.

E' in programma domattina, sabato22 marzo, l'incontro del presidente Enrico Rossi con alcuni membri della comunità ucraina a Firenze per portare la solidarietà della Toscana per le violenze perpetrate in questi giorni contro civili inermi da parte del regime repressivo di Yanukovich. L'appuntamento è in Piazza Duomo 10, Sala Pegaso, alle ore 9.30. Insieme al sacerdote Volodymyr Voloshyn intervengono alcune donne della comunità ucraina di Firenze. Le accompagnerà Maurizio Certini, presidente della Fondazione "Giorgio La Pira" che ha organizzato una fiaccolata di solidarietà nei giorni scorsi.
In collegamento skype parteciperanno all'incontro anche Viorel Badea, senatore della diaspora ucraina in Romania, e George Bodnaras, studente e giornalista dell'agenzia di stampa Cherniytsi News.



“Ho chiesto alla presidenza del Consiglio comunale di dedicare una parte della seduta di lunedì ai drammatici eventi degli ultimi giorni - ha continuato Nardella -. Il mondo non può rimanere mummificato di fronte al sangue, ai morti e al dolore di cittadini come noi che chiedono solo libertà”. “L’accordo tra Ianukovich e i leader dell’opposizione, facilitato dal lavoro dei ministri di Francia, Germania e dal rappresentante speciale della Russia, è solo un timido inizio - ha aggiunto Nardella -, non basta purtroppo a silenziare le armi. Ci vuole più decisione e concretezza. Mi auguro che dalle città del mondo si levi un appello corale, di pace e democrazia”. “Firenze sarà davanti a tutte come lo è stata con La Pira durante la guerra fredda, promuovendo il dialogo tra culture e religioni diverse e opposte - ha concluso -.L’iniziativa del Consiglio di lunedì sarebbe un gesto di forte impegno e di condanna, un richiamo universale all’Europa e agli altri Stati ad agire presto e in modo risolutivo”.



Kiev, il presidente Giani: “Lunedì in Consiglio testimonieremo la vicinanza di Firenze alla città gemella”
Il presidente Giani, dopo avere sentito il vicesindaco Dario Nardella, ha deciso di dedicare uno specifico punto del Consiglio comunale di lunedì prossimo alla crisi in Ucraina, in modo da testimoniare la vicinanza di Firenze verso la città gemella. “Ho visitato due volte Kiev come assessore ai gemellaggi – ha sottolineato Giani- , trovando nella capitale uno straordinario rapporto con Firenze, città di cultura e solidarietà. Il rapporto di gemellaggio – ha proseguito Giani- , risale agli anni 70, ma già Bargellini aveva visitato Kiev, la cui amministrazione comunale aveva stanziato risorse durante l’alluvione. Oggi ci sentiamo vicini al popolo ucraino ed importante guardare con la massima attenzione e capire cosa fare per pacificare questa esplosione di guerra civile”

"Le immagini che arrivano insieme alle notizie della protesta ucraina lasciano sbigottiti". Così il consigliere del Pd Giampiero Gallo che aggiunge: " I video che documentano la brutalità della repressione a Kiev richiedono una reazione del mondo civile. All'origine della protesta c'è una forte richiesta di attenzione all'Europa e dall'Europa. Firenze che è città gemellata con Kiev deve esporre un segno tangibile della vicinanza ideale che la città sorella esprime alla sofferenza e al bisogno di dialogo e di democrazia. Questa sorella ascolti il grido di dolore, senta nella propria carne il fuoco delle pallottole, estenda una mano di aiuto. Dalla città di La Pira- conclude Gallo- si levi un'iniziativa che coinvolga le maggiori città dell'Unione Europea per un cessate il fuoco e per una trattativa che ascolti le ragioni della protesta, ma soprattutto ponga fine ad una reazione così brutale".

Redazione Nove da Firenze