sabato 20 dicembre 2014

Trasporti: sciopero il 5 dicembre

Indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl contro la privatizzazione di Ataf

TOSCANA — Firenze 23.11.2013- I lavoratori del trasporto locale, delle linee bus urbane ed extraurbane in Toscana, della tramvia di Firenze e della ferrovia aretina, sciopereranno per quattro ore il 5 dicembre. Le associazioni regionali delle stesse aziende (asstra-anav-agens), alle quali tutte le organizzazioni sindacali del settore hanno ripetutamente chiesto il confronto, hanno respinto la richiesta di congelamento dei provvedimenti ed hanno dichiarato “non sussistente” una discussione di merito con loro. L’ultimo atto della rottura si è consumato ieri, davanti al Prefetto di Firenze. I tentativi di fermare le decisioni unilaterali delle aziende, che di fatto comprimono i salari dei lavoratori non hanno dato risultati, per l’atteggiamento delle singole aziende, pubbliche e private.

I lavoratori del trasporto locale sono senza contratto di lavoro da sei anni, quindi con salari sempre più’ deboli, nonostante il contemporaneo aumento di passeggeri e la continua diminuzione di offerta di trasporto e il peggioramento della qualità dei mezzi.

"La privatizzazione di Ataf a Firenze è stata così seria che le Rsu dell'azienda il 5 dicembre prossimo hanno indetto uno sciopero, il decimo dal 2011, per difendere l'azienda ed evitare il suo spacchettamento in tre -commenta Ornella De Zordo- Le dichiarazioni di Renzi a proposito della mobilitazione dei lavoratori di Atm di Genova e il paragone con la privatizzazione di Ataf è il solito miscuglio di vanagloria e aria fritta. Altro che serietà. Renzi nasconde volutamente che una forte mobilitazione contro la svendita di Ataf e del trasporto pubblico locale è avvenuta anche a Firenze. Nonostante questo il sindaco ha forzato i tempi di un'operazione che ha peggiorato il servizio per gli utenti e le condizioni dei lavoratori. Oggi, nel ruolo di mentalist, rimuove d'un sol colpo i nove scioperi dei lavoratori Ataf tra il 2011 e il 2012. Si rivolge ad un'altra platea, quella nazionale, digiuna delle sue chiacchiere dietro le quali cela la pratica di politiche di destra, liberiste, irrispettose della democrazia e dei diritti. Nel 2011 l'opposizione dei lavoratori, accompagnata da comitati di cittadini, consiglieri comunali, associazioni e movimenti che si sono battuti contro la privatizzazione di Ataf è stata forte. Chiedevamo il rispetto dei valori alla base della democrazia, ovvero il rispetto e l'attuazione dell'esito referendario in cui la schiacciante maggioranza degli italiani si era pronunciata contro le privatizzazioni dei servizi pubblici essenziali. Invano. Perché Renzi quel referendum l'ha sempre ignorato privatizzando Ataf, lasciando in mano ai privati Publiacqua. Renzi oggi strumentalizza la lotta di Genova, mente sapendo di mentire e confonde ulteriormente il quadro politico proponendosi di volta in volta come oppositore delle privatizzazioni se si tratta di contraddire il governo Letta, e invece come sponsor delle privatizzazioni nel settore dei servizi essenziali. Il rischio è che gli italiani, in cerca dell'ennesimo uomo della provvidenza, non si accorgano in tempo dell'inconsistenza delle sue parole e della pericolosità delle sue proposte".

Redazione Nove da Firenze