Sant'Orsola, storia di un restauro senza soldi. Inutile pregare la Gioconda

Il recupero dell’ex convento da sempre al centro dell’attività degli amministratori di Palazzo Medici. Dal 2 agosto 2007 al 12 settembre 2013 si sono susseguiti più di 30 atti e passaggi amministrativi


DEGRADO — E’ il 2 agosto del 2007 quando la Giunta provinciale approva l’atto di indirizzo sul protocollo d’intesa che poco dopo sarà siglato con l’agenzia del Demanio del Ministero delle Finanze, con la Regione Toscana e con il Comune di Firenze. E’ questo l’inizio ufficiale del lungo e complesso iter burocratico finalizzato a portare nella disponibilità della Provincia di Firenze il complesso edilizio dell’ex convento di Sant’Orsola, destinato fino a quel momento a diventare una grande caserma della Guardia di Finanza.
E inizia così anche una fase progettuale di recupero attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini e delle associazioni.
Il 21 ottobre 2007 (ricorrenza di Sant’Orsola) nella sede di Via Larga, apre la “Bottega del Futuro” (nome appropriato e lungimirante, ndr) per elaborare le idee, i suggerimenti e le proposte per individuare le funzioni che dovranno essere inserite nel gigantesco immobile di via Guelfa.

Tra queste idee spicca la proposta di inserire nell’ex convento il liceo artistico Alberti. Tra le varie richieste arrivate da parte del Quartiere di San Lorenzo la proposta di inserire all’interno del progetto di recupero un presidio di Polizia. Il cammino amministrativo prosegue tra mozioni, delibere e ricerca di finanziamenti.
Il 20 Maggio 2008 con la partecipazione della 4^ Commissione consiliare si svolge il convegno “Sant’Orsola, come sarà” organizzato dalla Provincia di Firenze nell’ambito del programma del Genio Fiorentino con illustrazione delle funzioni previste: spazi culturali (espositivo, wellness culturale, rete atelier per artisti, uffici, auditorium), spazi per il Quartiere (pubblica utilità, spazi per l’infanzia, palestra spazi per attività e incontro, commercio di qualità, ristorazione) e locali scolastici per il liceo artistico.
Il 16 giugno 2008, in virtù di una mozione approvata in Consiglio, si aggiunge anche uno spazio dedicato a Carlo Lorenzini, al suo capolavoro “Le avventure di Pinocchio”.
Una mostra fotografica allestita nella Galleria dei Medici il 7 febbraio 2009 descrive Sant’Orsola e le destinazioni previste.
Lo studio di fattibilità viene approvato il 20 febbraio 2009. A cui segue l’approvazione del progetto preliminare (importo € 31.341.972,00) che poi viene inserito nel programma triennale delle opere pubbliche.
L'attuale sindaco di Firenze Matteo Renzi era all'epoca presidente della Provincia (il passaggio di consegne nell'estate 2009) ed ha più volte sostenuto che al termine del suo mandato i soldi erano già pronti, domandandosi di conseguenza come mai il procedimento si fosse arenato. L'attuale presidente Andrea Barducci ha rispedito al mittente la polemica.

Finalmente il 30 novembre del 2009 viene firmato il contratto di acquisizione del “Compendio Immobiliare Sant’Orsola” da parte della Provincia di Firenze, la quale entra ufficialmente in possesso dell’immobile il 29 gennaio 2010.
Seguono i protocolli d’intesa con il Comune che precedono note inviate a Palazzo Vecchio per l’avvio della variante. Il 5 febbraio Sant’Orsola “si accende” in una festa che illumina il quartiere di S. Lorenzo. Si susseguono conferenze di servizi, audizioni al ministero dei beni Culturali finché, il 10 marzo 2011 viene approvato in Conferenza dei Servizi il progetto definitivo redatto dalla Provincia, con prescrizione da parte della Soprintendenza affinché si proceda ad una campagna di scavi archeologici preliminari ad interventi di ristrutturazione e recupero.

La Gioconda. Si tratta della Campagna di scavi obbligatoria portata avanti da Silvano Vinceti e dal suo staff alla ricerca dei resti mortali di Lisa Gherardini del Giocondo, presunta modella di Leonardo per il quadro più famoso del mondo. Scavi che si svolgeranno in due fasi a cavallo tra il 2012 e il 2013. Sono in corso gli esami sui resti rinvenuti nelle cripte individuate grazie all'uso dei georadar ed al lavoro degli archeologi.

Intanto il 16 gennaio 2012 prende avvio la procedura di project financing a cui risponderà (entro il giugno 2012) un’unica proposta che viene esaminata da un gruppo di esperti in ingegneria, architettura e in materie economiche per valutare la corrispondenza tra il progetto definitivo e quello del progetto di finanza.
Ne scaturisce una richiesta di modifiche e integrazioni da presentare entro il 10 Luglio 2013, che però non arrivano. Il 10 settembre 2013 la Giunta Provinciale prende atto dell’esito negativo del procedimento di Project. A questo punto occorre cambiare strada e il 12 settembre 2013 avviene l’incontro a tre, fra Provincia, Comune e Regione Toscana durante il quale sono state condivise le scelte e le procedure per ricercare i finanziamenti prendendo in considerazione l'ipotesi di usufruire di bandi europei, per avviare la ristrutturazione del complesso di Sant' Orsola anche attraverso stralci funzionali.

Si fa il punto su Sant'Orsola e non può mancare l'intervento del presidente dell'Ordine degli Architetti Alessandro Jaff: "L'Ordine degli architetti della provincia di Firenze non può che accogliere e rilanciare con forza l'appello lanciato dalle associazioni degli abitanti di San Lorenzo per il recupero di Sant'Orsola, invitando i propri iscritti ad impegnarsi a fianco dei cittadini per il recupero di una parte importante della nostra città. Di fronte ad una vicenda che si trascina da ormai troppo tempo e ha oltrepassato i limiti della decenza, cittadini, architetti, commercianti e associazioni che hanno a cuore il futuro della città e la vitalità del nostro centro storico devono farsi carico di individuare soluzioni ponendosi da stimolo verso le pubbliche amministrazione.
Nessuno si senta escluso, nessuno si tiri indietro. Siamo convinti che il miglior antidoto contro il degrado dell'area sia portare la cittadinanza all'interno di Sant'Orsola, creando un complesso in cui la funzione residenziale con finalità sociali sia l'elemento trainante di una struttura multifunzionale che viva durante tutta la giornata. Un elemento catalizzatore di attività culturali, servizi, piccolo commercio, compatibili con la residenza, che crei un luogo vivo e vivibile, un luogo degno delle aspettative tanto a lungo disattese. Esempi di successo in questa direzione già esistono, anche nella nostra città, e oggi vi sono, grazie alla Cassa Depositi e Prestiti, gli strumenti finanziari che possono agevolare operazioni immobiliari a valenza sociale come questa"


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Redazione Nove da Firenze