giovedì 18 dicembre 2014

Santa Maria Novella, cosa serve davvero a Firenze: negozi o dignità?

Il Direttore regionale Confesercenti Toscana lancia su Facebook alcune osservazioni sulla Stazione centrale del capoluogo

GRANDI STAZIONI — Nel sottopasso della Stazione di Firenze è stata aperta una nuova Galleria di negozi, ad inaugurarla sono stati Moretti, Rossi e Renzi durante una calda mattina di fine luglio. Il primo ad arrivare è stato l'AD di Trenitalia, a seguire il sindaco di Firenze giunto in bicicletta e per ultimo il presidente della Regione Toscana. L'investimento, importante, fa parte dei lavori per le Grandi Stazioni. Firenze è un cantiere aperto, forse l'unico che lavora e produce. Una nuova scala mobile dal Parcheggio, nuove vetrine, nuove attività, a cominciare dal grande bar ristoro al posto del vecchio deposito bagagli, presto una libreria ed altre attrattive. Ma siamo certi che migliorare l'aspetto sia ciò che davvero serve?



Per un momento sono stati messi da parte i disagi dei pendolari, le piccole stazioni fatte fuori dal nuovo sistema di trasporto veloce, le attese dei treni regionali ai semafori, i portelloni che si staccano, i finestrini che non si aprono, gli impianti di condizionamento che viaggiano a singhiozzo. Tutti hanno esaltato l'investimento e puntato il dito sui nuovi negozi che porteranno, nelle aspettative, ben 400 nuovi posti di lavoro. Se così fosse sarebbe un aiuto considerevole in un momento di crisi. Ma se il primo a dubitare fosse il numero uno di Confesercenti?

Chi non si è fermato alla nuova Galleria ed ha gettato l'occhio oltre il nastro rosso ha subito visto le vetrine vuote ed i cartelli Affittasi presenti nella vecchia Galleria. Chi non si è accontentato di ascoltare la voce dei protagonisti ha potuto sentire il messaggio audio di Trenitalia "Si invitano i viagiatori a non acquistare merce dai venditori abusivi ecc". Lo stesso motivo per il quale è stato chiuso il sottopassaggio trasversale per tutelare la stazione dal degrado. Inferriate per evitare l'occupazione abusiva degli spazi. Spazi vitali, necessari, utili per offrire un servizio, visto che a Firenze ci sono i binari di fine corsa e per spostarsi da un binario all'altro occorre fare la 'circumnavigazione' alla Amerigo Vespucci.
La Stazione di Firenze ha bisogno di negozi o di panchine, di marketing o di servizi, di soldi o di dignità?

Il Direttore di Confesercenti Toscana, Massimo Biagioni su Facebook ha esternato le proprie perplessità: "La nuova Galleria parte dalla porta di fronte all'ingresso del parcheggio, fa un ampio arco e sbuca davanti al negozio Calzedonia; a metà una scala mobile porta ai binari, arrivando dove una volta c'era il giornalaio. Nello stesso sottopasso, però, nella Galleria commerciale altri negozi sfitti non trovano imprenditori e rimangono vuoti. C'era bisogno di altri spazi commerciali o manca qualcosa ancora?
Mentre i turisti sono costretti a bivaccare nell'atrio davanti ai treni, seduti sulle valige, con le panchine davanti alla biglietteria strapiene, le sale dei clienti vip Frecciarossa sono semideserte. Anche perché ci vuole la tessera da strisciare sulla macchinetta altrimenti la porta elettronica non si apre".

In attesa della nuova Stazione TAV di Foster (via Circondaria area ex Macelli) e della presunta pedana mobile che la collegherà a Santa Maria Novella, continua l'opera di restyling della struttura di Michelucci, mentre Firenze si aspetta sempre qualcosa di più, magari quel salto di qualità tra apparenza e sostanza.


Antonio Lenoci

Redazione Nove da Firenze