Calcio Storico, ultime dal Campo degli Azzurri, Gabriele “Zena” Ceccherelli

Tutti a Firenze conoscono lo “Zena”, lui ha fatto il pugilato, il karate, il centometrista, il salto con l’asta, ma soprattutto il Calcio Storico, dal 1974


TRADIZIONI — Gabriele Ceccherelli, detto Zena, ci aspetta al campo degli Azzurri al Ponte di Mezzo. Quando lo vediamo è a sedere davanti al prefabbricato attiguo agli spogliatoi, agibile da poco più di un mese come ci dirà poco dopo nell’intervista. Ci muoviamo stando attenti a non inciampare sul pavimento sconnesso ed andiamo dentro al locale, dove Ceccherelli ci invita a sederci. è qui che inizia l’intervista:

Cosa pensi delle cosiddette nuove regole, per l’edizione 2013 ancora più nuove, che quest’anno sono al 3° anno di vita?

Sono sempre da accomodare queste regole, tutte le volte si evolvono in modi che sul momento sembrano giusti, ma poi in pratica non funzionano.

Queste regole non accontentano tutti
No, non accontentano tutti, prendiamo un colore che comincia a chiamare 10 persone, stranieri professionisti, - Ceccherelli si riferisce al fatto che fino al 2012 non esisteva una norma che limitava il numero di “non fiorentini” a scendere in campo, e poi continua - , cioè, questo è il Calcio Storico… Fiorentino, non è il mondialito

Ma le regole ci vogliono
Certo che ci vogliono le regole, ed hanno fatto anche delle regole che a livello di gioco vanno bene, ma è a livello di chi può giocare che non vanno bene.

Quest’anno però hanno limitato a 5 i giocatori non residenti che possono giocare
Sì, si è limitato il numero che stava diventando esponenziale.

Voi li schiererete tutti e 5?
Noi non sappiamo neanche se sono disponibili 5, si cercherà di utilizzare questa regola per trovare qualche ragazzo che ci interessa.

Avete dominato la scena per molti anni, puoi dirci a livello qualitativo gli anni migliori della squadra Azzurra?
Dall’1981 al 1996, ma anche oltre fino ad arrivare al 2004 - 2005, la squadra è sempre stata la più forte in assoluto, con un ricambio fra vecchi e nuovi, ora un po’ di calo nel ricambio c’è, anche perché c’è stato un fermo del Torneo per diversi anni che ha impedito di fare crescere dei ragazzi che oggi avrebbero giocato. Un altro fattore è che è il primo anno che abbiamo il campo agibile con gli spogliatoi, siamo sempre stati nomadi, una volta alle “Cupole”, una all’ ’’Iti” - l’Istituto tecnico industriale - e così diventa difficile creare il Quartiere.

Ho letto che avete una rosa di 40 giocatori qualitativamente molto forti, fra questi avete anche dei giovani da far crescere. O per questi c’è un settore a parte?
La rosa è di 60 giocatori, ma con il campo nel Quartiere c’è stato l’avvicinamento di molti ragazzi giovani, fra i 14 e 15 anni e per questi c’è una seconda squadra che sta crescendo, poi magari non tutti se la sentiranno di giocare, ma è comunque importante avere il campo stabile nel Quartiere così da non perdere per strada i ragazzi che si sono avvicinati.

Giochi quest’anno?
Boh, se c’hanno bisogno gioco, io sono sempre dell’idea che se ce n’è uno meglio preferisco far giocare lui, altrimenti gioco io. Spererei che ci fossero 27 giocatori bravi e che non ci fosse bisogno di me.

Nel 2012, dopo molti anni di vittorie, avete lasciato la vittoria ai Bianchi, quali sono le cause? Infortuni squalifiche…
La realtà è che eravamo 11 titolari in meno. Mancavano dei personaggi di punta, dei trascinatori, a livello di forza contavano per un 60% nell’economia della squadra. II resto lascia il tempo che trova, le scuse si possono trovare se uno si vuol giustificare. Poi loro avevano fame di vittoria.

I Bianchi comunque sono una bella squadra.
Sì… certo, però bisogna vedere la bella squadra chi si trova davanti. Se loro con gli Azzurri al completo riescono a vincere come hanno fatto l’anno scorso, sono il primo a complimentarmi.

Intervistando David Rettori per il suo match di mma, ci ha detto che nel 2012 è mancato qualcosa in termini di unità della squadra, di spirito, cosa ne pensi?
Sai, dall’1981 abbiamo perso nel 1996, e da quell’anno abbiamo perso nel 2012, e a livello psicofisico accusi un po’ di calo, la vittoria sembra scontata. Avevamo già rischiato nel 2011 ma con la squadra al completo siamo riusciti a vincere. La forza delle squadre al momento è in sostanziale equilibrio, siamo lì - Ceccherelli mima con le mani il segno dell’equilibrio, poi continua - ce la giocheremo, può darsi anche che ce la facciamo a vincere, ma non basterà un anno per rompere questo equilibrio.

Dovesse succedere di perdere…
Succede di perdere, non è mica obbligo che si debba vincere per sempre, l’importante è ricreare un ambiente sano, ricreare l’amicizia e qui torna in ballo l’importanza di avere un Campo, una sede fissa, agibile, pensa che il boiler l’hanno messo ieri - 4 Giugno 2013 - che ci permetta di allenarci e di fare gruppo. Anche se quest’anno dovesse andare male, non c’è da prendersela più di tanto. Con questa sede fissa possiamo fare tante cose, il prossimo anno potremo allenarci da Febbraio.

Avevo letto che già quest’anno vi allenavate da Gennaio..
In pratica da Maggio, a Gennaio erano in 4, il tempo certo non ci ha aiutato e senza spogliatoi la cosa era improponibile.

Quanti anni sono che scendi in Piazza Santa Croce con tuo figlio Emanuele.
Sono 18 - 19 anni che giochiamo insieme.

L’apprensione paterna per un figlio che gioca al Calcio Sorico ti è passata.
Ora è lui che deve stare attento a me.

Nell’ambiente Emanuele è ritenuto un forte giocatore e un personaggio carismatico, puoi dirci le sue doti e cosa deve mettere a posto per essere un leader?
È troppo nervoso per fare il trascinatore, anche se potenzialmente potrebbe esserlo per le doti fisiche ed atletiche, però è sempre a bubare, e va bene anche non essere d’accordo, ma poi bisogna avere l’alternativa.

Il Calcio Storico ha contribuito a farti conoscere a Firenze come “Zena”, cosa puoi dirci di Gabriele Ceccherelli nella vita, un’altra passione…
Ora lavoro soprattutto, sono sempre a negozio,12 ore al giorno e non ho tempo per altro.

Si spenge il registratore e Gabriele Ceccherelli corre a cambiarsi per l’allenamento. Ci mettiamo a bordo campo insieme a ragazzi e meno giovani a vedere gli Azzurri che si allenano. “Zena” corre insieme a loro, si allena a fare caccia insegnando il giusto movimento del braccio e della mano, per dare la traiettoria migliore alla palla e poi gioca la partitella di allenamento segnando la prima caccia. Sicuri che non ci sia bisogno di lui anche quest’anno?

Intervista di Massimo Capitani e Alessio Farolfi, un ringraziamento speciale all’amico Luca Romualdi per i contatti, le foto sono di Ana Hilel photographer.

Redazione Nove da Firenze