Leopolda: da Firenze Matteo Renzi tenta la volata in chiave laica

Diritti Adesso! Manifesto LGBT in sostegno del candidato a poco più di una settima dal primo turno delle Primarie del Centrosinistra


FOTOGRAFIE — FIRENZE- La kermesse di Matteo Renzi, secondo i suoi organizzatori, dovrà dare la volata finale per il primo turno delle primarie del centro-sinistra. «Il quadro dei sondaggi è un quadro in cui siamo lì: se vota un numero di persone molto significativo, la partita è aperta; se votano in pochi, è più difficile vincere» ha detto il sindaco di Firenze nel secondo giorno alla stazione Leopolda. Oggi ha sfidato le logiche elettorali e ha assunto una posizione di rottura su un tema che divide il paese. Nella antica stazione fiorentina ha incontrato le Famiglie Arcobaleno, un tema scomodo, tipico di un candidato di minoranza e non di uno che rischia di vincere. In ballo ci sono però 100 mila bambini italiani -si stima- figli di coppie omo-genitoriali.

Come spiega ai giornalisti il Vicepresidente del PD, Ivan Scalfarotto: “Matteo ha dimostrato una discreta sensibilità anche se la sua cultura di provenienza esprime un'altra tradizione. Che non gli impedisce di dimenticare, per opportunismo, i diritti e il destino di un bambino con omo-genitore, qualora quest'ultimo decedesse, esponendo il piccolo, stanti le norme attuali al rischio che l'altro genitore sia impedito a prendersene cura. Ebbene su questo tema Renzi ha una posizione avanzata. Questo è il bello del PD, un partito in cui si può provenire da tradizioni politiche diverse e trovarsi a difendere insieme i diritti civili ”-

“Il PD sul tema -spiega Giuliano Gasparotti, presidente di Officine Democratiche- non è mai riuscito a far approvare una legge, neppure quando è stato al governo. Adesso la candidatura di Matteo Renzi offre questa opportunità entro 100 giorni, dalla vittoria elettorale, con una civil partership equiparabile al matrimonio”. Il contributo di Officine Democratiche, una delle associazioni più attive dal punto di vista politico al fianco di Renzi, in questi mesi si è esteso dalla cultura e dalla economia ai diritti civili. Obiettivo colmare quel gap di laicità, che pone l'Italia come fanalino di coda dell'Europa.

Il Manifesto LGBT in sostegno di Matteo Renzi presentato oggi alla Stazione Leopolda, invita a riconoscere ciò che in natura è il collante che crea una società, è una necessità che appartiene a tutti e per prima alla politica. L'amore è sinonimo di futuro, di progettualità, di famiglia: “Siamo esausti di una politica che in questi anni ha promesso e ha dato solo briciole a tutti noi -affermano i promotori del manifesto, Ivan Scalfarotto, Giuliano Gasparotti, Cristiana Alicata della Direzione PD Lazio e Alessio De Giorgi, Direttore di Gay.it- a tutti noi cittadini di questo Paese, in perenne attesa di risposte ai problemi reali. A tutti noi in quanto donne e uomini che vivono liberamente la propria voglia di amare. A tutti noi cittadini lesbiche, gay, bisessuali, transessuali. Non è più tempo di promesse che non verranno mantenute. E' il momento di fare un salto di qualità”.

di Nicola Novelli

Redazione Nove da Firenze