Il regalo per Firenze da parte delle comunità straniere

In Palazzo Vecchio la mostra multimediale ‘Il Nuovo Nuovo Mondo’ sullo scambio culturale tra il capoluogo toscano e gli immigrati che ci vivono


AMERIGO VESPUCCI — Ricordare Amerigo Vespucci, il grande navigatore fiorentino che ha portato l’Italia verso il nuovo mondo. Ma non solo. Perché, a cinquecento anni di distanza, parlare di quella scoperta che ha cambiato per sempre il corso della storia è anche l’occasione per riaffermare che la contaminazione con l’altro arricchisce la cultura, al contrario di xenofobia e razzismo.

Questa mattina, in Palazzo Vecchio, l’assessore Cristina Giachi ha presentato la mostra multimediale ‘Il Nuovo Nuovo Mondo’ organizzata dal fotografo e fotoreporter Mark Abouzeid. Statunitense di nascita ma toscano d’adozione, Abouzeid ha vissuto in tre continenti prima di scegliere Firenze per viverci con le sue due figlie: fotografo, insegnante, anima dell'associazione “Non sono clandestino” (http://www.nonsonoclandestino.com/ufficiostampa, che raggruppa associazioni e individui che rappresentano immigrati provenienti da USA, Messico, Venezuela, Guatemala, Ghana, Senegal, Svizzera, Kuwait, Yemen, Giappone, Russia, Israele e altri Paesi) e organizzatore di eventi, collabora con la nuova factory “The sARToria” che è il set di elaborazione della mostra in programma il 5, 6 e 7 giugno nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio.

La mostra propone immagini e video di persone con visti regolari o carte di soggiorno, con permessi di lavoro, famiglia e che pagano le tasse allo Stato. Sono artisti americani, stilisti giapponesi, astrofisici cileni, cantanti di blues filippini, mediatori culturali yemeniti, soprani dell’opera cinesi, “Rhodes Scholars” colombiani ma anche semplici operai. Agli Uffizi, a Palazzo Pitti, e in altri musei fiorentini c’è un patrimonio di capolavori. Spesso si tratta di ritratti di personaggi della tradizione rinascimentale fiorentina. Grazie all’obiettivo di Mark Abouzeid, agli abiti cuciti da Diana Ferri e al make up di Paolo Manciocchi, questi ritratti diventano contemporanei: invariata l’iconografia classica, vengono reinterpretati da immigrati che a Firenze vivono, lavorano, e producono cultura. Così Lorenzo De' Medici diventa il rapper nero Dre Love, che viene dalla moda e ha lavorato con molti grandi della musica italiana, da Irene Grandi agli Almamegretta. Savonarola avrà il volto di Mihaly Gera Bela, ebreo ungherese che parla quattro lingue e a Firenze gestisce il ristorante Borgo Antico. Pietro Aretino ritratto da Tiziano avrà la faccia di Antonio Roldan Villafan, ex calciatore messicano e couchsurfer che in tre mesi ha ospitato a Firenze oltre cento stranieri. Lo stesso Mark Abouzeid diventerà Amerigo Vespucci, mentre due gemelle russe che arrivano dalla scuola internazionale interpreteranno il Ritratto di donna del Pollaiolo. E poi un dj italo giapponese, un tenore argentino, un ballerino albanese, un imprenditore cinese, uno sportivo senegalese e altri stranieri che a Firenze vivono e portano cultura, interpreteranno Vasari, Pico della Mirandola, Isabella dei Medici, Andrea del Sarto, Baccio Bandinelli, Caterina dei Medici.

L’obiettivo è di avvicinare la cultura fiorentina, attraverso il suo momento di massimo splendore, alla ricchezza culturale apportata dagli extracomunitari e di cambiare il modo con cui sono percepiti i ‘nuovi italiani’ che troppo spesso vengono presentati dai media come coloro che «danno fastidio» e «rubano il lavoro agli italiani». Meno pubblicizzato, e molto più scontato, è invece il principio che tantissimi amano questo paese e vogliono creare delle possibilità economiche, culturali e sociali per tutti.
«Non sono clandestino – ha sottolineato l’assessora alle politiche giovanili e alle pari opportunità Cristina Giachi – è un progetto che per il Comune incarna lo spirito dell’anno di Amerigo: il nuovo mondo oggi ci viene incontro con volti di molti colori, nazionalità, esperienze; e dare un nome al futuro è rimanere attenti e ricettivi rispetto a tutta questa novità e diversità. Essere in grado di riconoscere il nuovo oggi vuol dire possedere quella libertà dell’intelligenza e quella fiducia nella propria identità che sole consentono di comprendere, e accogliere, la ricchezza e la novità che ci vengono incontro principalmente con il volto di altri uomini e donne.

Il progetto ha poi il merito e l’indubbia qualità di raccogliere quelle collaborazioni ed esperienze che hanno reso possibile la realizzazione in economia».
«L’esibizione – ha spiegato Mark Abouzeid – è sponsorizzata da numerose piccole attività commerciali che hanno fornito i loro prodotti permettendoci di soddisfare singole necessità organizzative sviluppando allo stesso tempo capitale ed ulteriore visibilità. Un bar ha sponsorizzato le prime 100 t-shirt aggiungendo il proprio logo come sponsor. Con un costo di 5 euro ed un prezzo di vendita di 15, ogni 100 t-shirt che vendiamo generano pubblicità per il nostro evento e per lo sponsor, finanziando allo stesso tempo ulteriori 100 t-shirt e 1000 euro per i beneficiari dell’iniziativa. Lo stesso principio è stato utilizzato per cataloghi, poster e stampe».

Le sponsorizzazioni di privati ed istituzioni sono state organizzate con programmi specifici, come ad esempio “adotta un’opera d’arte”. Ad un prezzo stabilito è possibile sponsorizzare una delle opere dell’esibizione rendendo possibile coprire i costi e raccogliere ulteriori fondi. Durante l’evento un cartello informerà i visitatori lo sponsor che ha deciso di adottare quell’opera, mentre a mostra conclusa l’opera verrà trasferita all’acquirente divenendo un bene di valore ed un’occasione di ulteriore pubblicità».
In questo periodo di crisi, l’organizzatore della mostra ha deciso di non chiedere finanziamenti da parte di Comune, altri enti pubblici e istituzioni.

«Già alcuni eventi importanti sono stati cancellati per mancanza di fondi – ha aggiunto Abouzeid - come possiamo chiedere aiuto se noi siamo i nuovi arrivati? Usando tecnologie nuove, come Ipad e Kapipal, con cui abbiamo già raccolto 2500 euro da cittadini privati negli Stati Uniti, con il contributo in impegno e lavoro di oltre 40 diverse associazioni e individui, artigiani, studenti, e grazie al patrocinio del Comune e alla sede espositiva in Palazzo Vecchio, possiamo dare a Firenze questo regalo senza chiedere nessun compenso economico».

La mostra ‘Il Nuovo Nuovo Mondo’ ha finalità benefiche. Il ricavato sarà devoluto alle famiglie di Samb Modou e Diop Mor, i due senegalesi uccisi nel dicembre scorso a Firenze

Redazione Nove da Firenze