Scoperto ambulatorio medico abusivo a Prato

Si è concluso il "Piano Coordinato di Controllo Economico del Territorio" che la Compagnia della Guardia di Finanza di Prato ha condotto sul territorio provinciale la settimana scorsa

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
08 maggio 2012 19:10
Scoperto ambulatorio medico abusivo a Prato

Si è concluso il "Piano Coordinato di Controllo Economico del Territorio" che la Compagnia della Guardia di Finanza di Prato ha condotto sul territorio provinciale la settimana scorsa. Indagini condotte sul territorio nell'ambito della tutela alla salute pubblica hanno permesso di scoprire un cittadino cinese 35enne che da tempo esercitava abusivamente l'attività medica, sia generica che specialistica in ginecologia, presso una abitazione nella "Chinatown" pratese, adibita a vero e proprio "ambulatorio medico". L'intervento ha consentito di identificare un medico abusivo di etnia cinese il quale, all'interno di due appartamenti, aveva allestito un ambulatorio, con vicino deposito di medicinali, corredato di attrezzatura necessaria a svolgere l'attività medica. Nello specifico erano presenti attrezzature per visite ginecologiche e visite mediche in genere (lettini da visita e apparecchiature medicali quali stetoscopio, sfigmomanometro, flebo pronte all'uso, e persino un isteroscopio) nonché 202.000 medicinali tra pomate, fiale e pillole (analgesici, antinfiammatori, antipiretici, antiallergici, anticoncezionali, cortisonici ed antibiotici) privi di ogni indicazione circa la composizione e la provenienza .Il tutto per un valore commerciale di circa € 150.000. Inoltre, sono state rinvenute riviste mediche e manuali di medicina cinese nonché la somma di circa 4.000 euro ritenuta frutto dell'esercizio abusivo della professione medica.

Lo stesso medico abusivo risultava essere poi anche clandestino, unitamente ad altro soggetto presente nello pseudo-ambulatorio. In materia di sicurezza prodotti e tutela del consumatore, all'interno di un'azienda che esercitava l'attività di commercio al dettaglio di macchine per cucire, amministrata da un soggetto cinese, i finanzieri hanno rinvenuto e posto sotto sequestro amministrativo oltre 13.800 componenti meccanici per la filatura e la tessitura (parti di ricambio per macchinari tessili nonché confezioni e rocchetti di filato) privi dei requisiti obbligatori per l'utilizzo nel territorio italiano tra i quali la marcatura CE. La rappresentante legale della società è stata segnalata alla locale Camera di Commercio per i molteplici illeciti riscontrati.

La sanzione pecuniaria nella quale incorre la cittadina cinese può raggiungere anche i 28.000 Euro. Contemporaneamente, altre 5 pattuglie sono intervenute all'interno di altrettante ditte di confezioni per un controllo in materia di lavoro nero e manodopera clandestina. All'interno delle 5 aziende pratesi, tutte gestite da soggetti cinesi, i militari hanno individuato 34 lavoratori in nero, di cui 2 clandestini. Oltre alle precarie condizioni igienico-sanitarie, i locali aziendali erano stati tramezzati abusivamente con strutture in cartongesso in modo da creare 40 "loculi" adibiti a dormitorio, adiacenti a 126 postazioni di lavoro. Complessivamente sono stati sequestrati i 2 immobili nei quali operavano le 5 aziende e denunciati 9 soggetti responsabili a vario titolo delle violazioni in materia di manodopera clandestina e abusivismo edilizio. Le suddette aziende sono state segnalate alla Direzione Territoriale del Lavoro per la sospensione dell'attività in quanto, al momento dell'accesso, all'interno delle ditte erano intenti a lavorare soggetti irregolari in misura superiore al 20% rispetto al totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro. Nei confronti delle predette aziende sono tuttora in corso controlli fiscali e previdenziali. In materia di emissione scontrini e ricevute fiscali sono stati eseguiti 92 controlli che hanno portato alla constatazione di 42 violazioni per mancata o irregolare emissione nei confronti di vari esercizi commerciali.

La percentuale di irregolarità riscontrata nei confronti di soggetti cinesi sfiora l'80% a fronte del 43% toccato dal resto dei contribuenti. I soggetti controllati risultano riconducibili alle molteplici categorie di esercenti che compongono il tessuto economico-commerciale del territorio pratese. In particolare, sono state constatate irregolarità nei confronti di 14 attività di ristorazione, 5 tra macellerie e pescherie, 4 parrucchieri, 4 minimarket, 3 ambulanti, e più in generale gelaterie, centri estetici, erboristerie, cartolerie, gioiellerie, negozi di abbigliamento e calzature.

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