La Toscana avrà a luglio il suo primo Gay Pride

La kermesse organizzata dal Consorzio friendly Versilia per rilanciare il ruolo della Toscana nella battaglia per i diritti omosessuali; la replica della portavoce dell'opposizione in Consiglio Regionale


MANIFESTAZIONE — E’ per il prossimo 7 luglio a Viareggio l’appuntamento con il primo Toscana Pride, la manifestazione del popolo lgbtqi (lesbiche, gay, bisex, transex e intersesso) organizzata dal Consorzio friendly Versilia per rilanciare il ruolo della Toscana nella battaglia per i diritti omosessuali, già sanciti dalla legge regionale numero 63 del 2004. Un incontro che non vuol essere di opposizione ma di proposizione, hanno sottolineato gli organizzatori nel corso di una conferenza stampa svoltasi stamani a Firenze, cui hanno partecipato la deputata Anna Paola Concia, Franco Grillini e l’assessore regionale a cultura e turismo Cristina Scaletti.

“Porto l’adesione della Regione e mia personale perché anche possedere una legge specifica non basta – ha sostenuto l’assessore Scaletti -, niente può essere dato per scontato nella lotta alla discriminazione. I diritti vanno affermati e garantiti giorno dopo giorno, senza indulgere alla prudenza. Sono fiera di poter vantare il sito web regionale che abbiamo voluto colorato dall’arcobaleno del movimento lgbtqi, intendiamo proseguire su questa strada. Quanto stiamo facendo ci mette al passo con il resto dell’Europa; e sottolinea anche l’importanza di un mercato dedicato, in questo caso turistico, che però contribuisce ad accrescere il livello di cultura di tutti noi, e insieme fa girare anche settori dell’economia”.

Concetti ribaditi dagli altri ospiti: rivendicare significa rafforzare i diritti comuni, non solo quelli di un solo settore della popolazione. E sia Concia che Grillini hanno chiesto che tutti i toscani si sentano coinvolti e partecipino all’appuntamento di luglio; non devono esistere, e non ci sono, barriere e distinzioni. Il modello è quello dell’allegria vissuta insieme, senza guardare all’orientamento sessuale di ciascuno, nelle notti d’estate della Marina di Torre del Lago; anche se al momento sono messe a rischio da rapporti incrinati con l’amministrazione comunale viareggina e quella del Parco di San Rossore.

Al Toscana Pride hanno già dato l’adesione personaggi come Fabio Canino, la cantante Dolcenera, Ivan Scalfarotto, Alessandro Cecchi Paone.

Le reazioni

“La Regione destini risorse a favore delle famiglie in difficoltà, purtroppo in aumento, anziché patrocinare e finanziare iniziative destinate a una esigua porzione della cittadinanza toscana. Gli organizzatori chiedono fondi? Li cerchino presso sponsor privati. Le casse della Regione – oggi più che mai – non possono e non devono alimentare iniziative di nicchia”.

Così Stefania Fuscagni, portavoce dell’Opposizione in Consiglio regionale, in merito al Toscana Gay pride in programma a luglio a Viareggio. In occasione della presentazione, avvenuta stamani a Firenze, gli organizzatori hanno affermato di aver chiesto alla Regione Toscana il patrocinio ed un contributo economico.

“Qui non si tratta di questionare sul valore dell’iniziativa, giacché gli orientamenti sessuali rientrano nella sfera privata di ogni cittadino. La Regione vuole patrocinare il Gay pride? Lo faccia pure, ma non un euro esca dalle casse pubbliche, alimentate dalle tasse di tutti i toscani. L’assessore Scaletti è convinta che il festival richiami a Viareggio molti turisti: un motivo in più per sollecitare gli organizzatori ad individuare sponsor privati, visto il ritorno in termini economici. Rifuggo ogni discriminazione, ma non condividerei la scelta di sovvenzionare il festival, quindi confido che la Regione si limiti ad aderire formalmente, senza versare un euro. Con la speranza che il Gay pride, così come spesso accade, non assuma contorni eccessivi o toni irriguardosi nei confronti della Chiesa e dei credenti. Perché in tal caso sarò io a chiedere che la Regione si dissoci e tolga il patrocinio”, conclude Fuscagni.

Redazione Nove da Firenze