Il Pd e Renzi nei giorni dei rottamatori

Manciulli: “Questa nuova moda di mettere in contrapposizione le iniziative non è utile”. Sani: «Non può pretendere di dettare l’agenda politica in base»

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
12 ottobre 2011 21:51
Il Pd e Renzi nei giorni dei rottamatori

Il 28, 29 e 30 ottobre Matteo Renzi ha organizzato il suo 'Bing Bang' alla stazione Leopolda di Firenze con il secondo appuntamento dei 'rottamatori'. Pier Luigi Bersani dribbla gli incontri dei giovani Pd e Leopolda 2: negli stessi giorni parlerà a Napoli un corso di formazione alla politica. Pronta la stoccata di Renzi su Twitter: "Anche quest'anno il Pd nazionale organizza casualmente un altro evento nei giorni della Leopolda? Cose che capitano, si capisce”. Eppure è proprio con l'intervento del segretario nazionale del Pd, venerdi' sera al palazzo dei congressi di Firenze, che prenderà il via la fase di mobilitazione straordinaria organizzata dal Partito democratico. “Questa nuova moda di mettere in contrapposizione le iniziative non è utile.

Nel PD più iniziative si fanno meglio è e non necessariamente bisogna vederle in contrapposizione. A Napoli si parlerà con i ragazzi del Mezzogiorno, alla Leopolda faranno la discussione che credono più opportuna. L’importante è che prevalgano i toni costruttivi: in questo momento di disastro del centrodestra, in cui in Parlamento e nel paese si gioca una battaglia decisiva, i cittadini si aspettano un PD unito e tutto proteso ai problemi del paese e ad aprire una nuova stagione in Italia.

Le nostre iniziative devono avere tutte questo chiodo fisso ed avere un carattere unitario e costruttivo perchè sul PD pesa una grande responsabilità nella costruzione dell’alternativa di governo”. Così il segretario del Pd della Toscana, Andrea Manciulli, sulla polemica per la concomitanza dell'iniziativa del Pd a Napoli con quella della Leopolda a Firenze. L’on. Sani, coordinatore segreteria Pd Toscana, critica la polemica di Renzi: «Non c’è bisogno di criticare gli altri per avere un proprio punto di vista.

Per questo capisco poco l’atteggiamento del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che su twitter polemizzare per la concomitanza dell’iniziativa di Napoli cui parteciperanno 2000 giovani del Pd con quella che lui ha organizzato alla Leopolda a Firenze. D’altra parte è noto che ottobre è un mese tradizionalmente dedicato a convegni e tavole rotonde, ce ne saranno del Pd anche a L’Aquila e Bologna, e sarebbe un po’ pretenzioso pensare di dettare l’agenda politica. Mettendo in fila gli appuntamenti in base alle proprie priorità, che in questo caso coincidono con l’evento all’ex stazione Leopolda.

L’ansia da prestazione nella rincorsa a interpretare il ruolo del più giovane e in ascesa dirigente politico, non è buona consigliera. Il rischio è di confondere il “noi collettivo” con il noi altri. Personalmente mi preme che tutti abbiano l’assillo che la manifestazione del 5 novembre organizzata dal Pd a Roma, sia un grande successo e si traduca in una grande manifestazione di popolo. In quell’occasione il Pd (“noi”) farà le proprie proposte per l’Italia, e tutti i contributi sono i benvenuti.

Senza primazie». Un vademecum per riformare l’Italia grazie alle proposte di ventidue autorevoli economisti e sociologi nel libro “Non ci resta che crescere” (editore Ube, pag. 204) curato e scritto da Tommaso Nannicini (professore universitario della Bocconi) che sarà presentato a Firenze, sabato 15 ottobre, ore 10.30, presso la “Sala dei Fiorentini”, sede del Corriere Fiorentino (Lungarno delle Grazie, 22) alla presenza di Matteo Renzi (sindaco di Firenze), Enrico Morando (senatore Pd), Andrea Ichino (Università di Bologna) e Andrea Mattozzi (Istituto Universitario Europeo).

La presentazione sarà moderata da Anna Bucciarelli dell’associazione LibertàEguale (associazione di cultura politica). L’autore pone, a esperti sociologi, economisti, politici e giornalisti (tra questi Tito Boeri, Pietro Ichino, Dario Di Vico, Chicco Testa e Giorgio Vittadini), quattro domande sulle riforme che servono al paese: che cosa si può fare subito (quali riforme a costo zero) per rimettere in moto l’economia italiana? Quali riforme nel lungo periodo si possono fare (e dove reperire i fondi per farle in modo equo)? Quali interessi si oppongono alle riforme e come arginarli? Quali interessi avrebbero tutto da guadagnare e come mobilitarli? “Nel paese – spiega l’autore - si sta rafforzando una vera e propria constituency delle riforme (c’è una forte domanda ma manca l’offerta): un insieme di elettori che potrebbero dare fiducia a un programma di profondo cambiamento del paese (….)”.

“Manca solo un imprenditore politico (leader o partito) che accenda la miccia. Un Tony Blair italiano che trovi il coraggio di rischiare di prendere qualche calcio, pur di smettere di stare immobile e inebetito a ricevere ceffoni. L’esito potrebbe essere dirompente. Sì, nonostante le insidie del dolce declino, c’è da essere ottimisti sul futuro dell’Italia”. "Sarà interessante – afferma l’autore Nannicini, che sarà tra gli economisti scelti per intervenire all’appuntamento politico dei post-rottamtori - sentire cosa ne pensano Matteo Renzi, della cui candidatura a ruoli di leadership a livello nazionale si parla con sempre maggiore insistenza, ed Enrico Morando, che è stato coordinatore del governo ombra con Walter Veltroni alla guida del Pd".

Tra i progetti di riforme il capitolo di Tito Boeri (professore ordinario di Economia del lavoro all’Università Bocconi ed editorialista di la Repubblica) propone “l’abbassamento della soglia d’età del diritto di voto a sedicenni anni e puntare sull’immigrazione ad alto capitale umano (avere un idraulico polacco e un medico olandese punterebbe su una competizione sana tra gli italiani e gli immigrati)”.

Notizie correlate
Collegamenti
In evidenza