Cassaggì commemora i cecchini fascisti

Il capogruppo Bonifazi (Pd): “Un’offesa a tutta la città”. De Zordo: "Intollerabile che si celebrino i franchi tiratori". Torselli (PdL): “Che noia le solite polemiche”


FIRENZE — In occasione dell'anniversario della Liberazione di Firenze, che cade l'11 agosto, il centro sociale di destra Casaggì ha annunciato un'iniziativa di celebrazione dei cecchini, una sorta di celebrazione alla rovescio. I camerati lo hanno pubblicato sul loro sito in cui annunciano che l'11 agosto saranno tutti al cimitero di Trespiano davanti alle tombe dei volontari della RSI. Il Comitato Provinciale Anpi di Firenze, oltre ad esprimere una forte condanna per tale ignobile manifesto, denuncia il fatto come profonda ferita al cuore democratico di questa città e dell’intero Paese. L’assessore Mattei, in relazione ai manifesti in memoria dei Franchi Tiratori fiorentini affissi da Cassaggì, ha sostenuto che “La vergogna è che in giro ci sono ancora fascisti, quelli veri”.

“Evidentemente l’assessore Mattei”, sostiene in una nota CasaPound Firenze, “ha un metro di giudizio in materia di ‘vergogna’ ben diverso dal nostro. Per noi la vergogna sta nelle condizioni di indecenza di certe piazze del centro storico che, la notte, sono luogo di bivacco, campeggio e sbornie di sbandati. Magari la vergogna risiede nel mandare a casa qualche decina di lavoratori del Maggio Musicale senza chiedere conto dei danni prodotti dai precedenti amministratori dell’Ente. Oppure la vergogna potrebbe risiedere nel far finta di essere contrari al sottoattraversamento della TAV salvo poi zittirsi quando nelle casse comunali cadono duecento milioni di euro.”

“I camerati del centro sociale di Casaggì hanno annunciato sul loro sito che l’11 agosto celebreranno a Trespiano i ‘franchi tiratori -commenta il capogruppo Pd Francesco Bonifazi- caduti per l’onore dell’Italia’. Non c’è molto da commentare. È un’iniziativa grave, una provocazione ed un’offesa per la città di Firenze, medaglia d’oro al valor militare. I franchi tiratori furono organizzati a Firenze dal gerarca fascista Alessandro Pavolini e dai nazisti per terrorizzare la città e consentire alle truppe tedesche di riorganizzare le proprie forze. Di quale onore si parla? Casaggì affianca alle proprie simbologie neofasciste il simbolo del partito del Popolo della Libertà. Non voglio neppure per un momento credere che esponenti come il coordinatore Toccafondi o il capogruppo Galli possano, anche solo indirettamente, apparire come ‘conniventi’ a tale vergognosa iniziativa. Ciò detto, non credo sia possibile che essi restino in silenzio: su di loro incombe l’obbligo politico ed etico di smentire categoricamente l’adesione del Pdl alla vergogna di Casaggì così come della partecipazione di esponenti di gruppi consiliari del Pdl a Trespiano. Se ciò non accadesse vorrebbe dire che tutto il Pdl ha finito per ripiegarsi su principi non solo antistorici, ma addirittura antidemocratici. Per quanto riguarda il gruppo consiliare Pd, rinnoviamo la nostra adesione ai valori democratici ed antifascisti della Costituzione, la gratitudine verso i partigiani, gli Alleati e il popolo fiorentino che con le armi o con la resistenza civile liberarono la città dal nazifascismo. Alla luce di queste risorgenti manifestazioni neofasciste assume un significato ancora più profondo la risoluzione presentata dal gruppo consiliare del Partito Democratico contro la proposta di legge del deputato Pdl Fontana ed altri che vuole equiparare tutte le associazioni combattentistiche e quindi riconoscere anche le associazioni dei combattenti della Repubblica di Salò. Il Pd continuerà a contrastare ogni tentativo di ricostituzione o legittimazione di partiti o associazioni legate alla storia, alle vicende e ai principi del fascismo. Lo faremo per difendere la verità storica e per affermare un futuro di libertà, di democrazia e di pace. Invitiamo tutti i cittadini a partecipare l’11 agosto alle iniziative per la celebrazione della Liberazione di Firenze”.

"Riteniamo un intollerabile segnale di barbarie il fatto che il prossimo 11 agosto alcuni esaltati, come del resto ogni anno -interviene la consigliera comunale perUnaltracittà-lista di cittadinanza, De Zordo- si ritrovino per celebrare non coloro che quel giorno di 67 anni fa parteciparono alla liberazione di Firenze dal nazifascismo, ma chi, in nome di una feroce dittatura arrivata ormai alla sua fine, sparava dai tetti, vigliaccamente nascosto dietro al mirino di un fucile, su chiunque si muovesse per strada. Erano gli stessi componenti delle bande fasciste che affiancarono le SS nell’appennino tosco emiliano compiendo stragi feroci quanto inumane, con centinaia di vittime civili fra cui donne e bambini. Quest’anno una organizzazione di estrema destra, comodamente accolta nel PdL e lautamente finanziata, arriva a pubblicizzare l’iniziativa con manifesti e volantini. Crediamo che questa vergogna non possa avere cittadinanza a Firenze, medaglia d’oro della Resistenza. E non certo per un formalismo retorico legato a celebrazioni di eventi lontani: è storia di oggi la necessità quotidiana di difendere i principi della Costituzione nata dalla Resistenza dagli attacchi di una destra governativa che intende calpestarla. Dal principio di uguaglianza fra tutte e tutti, alla difesa dei diritti, dalla giustizia sociale al ripudio della guerra, questa Costituzione andrebbe applicata, e non stravolta in direzione autoritaria e iniqua. Così come è necessario respingere i tentativi di riscrivere la storia in un becero revisionismo, che intenderebbe cancellare con un tratto di penna non solo le vicende e i fatti, ma soprattutto le responsabilità".

“Non voglio fermarmi all’indignazione -dichiara la consigliera PD Susanna Agostini, presidente della Commissione Pace- di fronte all’annuncio della commemorazione da parte dei giovani di destra di Casaggì dei cecchini che, nei giorni della battaglia per liberare Firenze dal nazifascismo, sparavano dai tetti su persone inermi oltreché su partigiani e alleati. Voglio andare oltre, e mi chiedo: cosa muove questi ragazzi? Cosa trovano di ‘contemporaneo’ nell’idea di sparare da un tetto o da una finestra su persone innocenti? Cosa nella storia non solo di Firenze ma dei tanti, troppi conflitti che hanno tristemente visto i cecchini in azione (e non si può, in tempi recenti, non ricordare con un brivido l’assedio di Sarajevo)? Vorrei aprire un dibattito con la nuova e vecchia destra per capire ‘chi è’ Casaggì: credo sia importante per la crescita democratica della nostra città e del nostro paese. Firenze fu tra le poche città ad avere i franchi tiratori, non vorrei che oggi fosse l’unica ad avere un centro Casaggì con questo profilo culturale. Comunque, alla luce di questa ultima iniziativa, diventa più che mai necessario che quella dell’XI agosto a Firenze non si limiti ad essere da parte delle istituzioni democratiche una commemorazione, ma la condivisione di una memoria storica. Perché nessuno, ora e nel futuro, possa mai dimenticare”.

“E' veramente noioso leggere in prossimità di tutti gli anniversari legati alla guerra civile italiana le solite -commenta il Consigliere Comunale del PdL, Francesco Torselli- strumentali, polemiche messe in piedi dalla sinistra per cercare di ridarsi un tono ideologico, ormai snaturato dal tempo e dalle tante svolte centriste. Questa volta a dare il la al solito "copia e incolla" di vecchi comunicati stampa riadattati solo nelle date è stato l'appello lanciato dal Centro Sociale di Destra "Casaggì" a coloro che vorranno ricordare, il prossimo 11 agosto, chi anche a Firenze combatté la guerra civile dalla parte sconfitta. L'iniziativa di Casaggì non è assolutamente una novità, ma prosegue una tradizione che l'MSI prima ed Alleanza Nazionale poi, hanno sempre organizzato, anche grazie ad autorevoli esponenti istituzionali. I motivi? Né riscrivere la storia, né celebrare le gesta militari di una parte belligerante, ma semplicemente quella di non scordare il sacrificio di quei poco più che bambini che scelsero di restare coerenti all'idea sotto la quale erano nati e cresciuti. Ed a tal proposito si legga il passaggio de "La Pelle" di Curzio Malaparte che racconta proprio la fucilazione di questi giovanissimi franchi tiratori sul sagrato di Piazza Santa Maria Novella. Qualcuno evidentemente non ha capito ancora lo spirito di chi organizza questi ricordi. Anzi, siamo certi faccia decisamente finta di non capire”.

“Comprendiamo la voglia da parte della destra di apparire ad ogni costo ogniqualvolta si celebra la memoria della Resistenza -interviene il capogruppo di SEL Eros Cruccolini- e in particolar modo l’11 di agosto, anniversario della Liberazione di Firenze dal nazifascismo. Ma arrivare addirittura a celebrare la memoria di chi sparava dai tetti su cittadini inermi, in quella tragica quanto eroica stagione della nostra città, rappresenta un qualcosa che a qualunque persona autenticamente democratica e, vorremmo dire, dotata di senso di umanità, ripugna dal profondo del cuore.
Dispiace dover constatare che giovani animati dalla passione politica possano, nel 2011, cedere a simili ‘tentazioni’. Da parte nostra, non possiamo che stigmatizzare questa iniziativa, augurandoci di poterla ascrivere a qualche isolato ‘esaltato’. Sarebbe di una gravità inaudita se un simile sentire allignasse all’interno del PdL fiorentino”.

Redazione Nove da Firenze