Pareggio 1 a 1 tra Juventus e Fiorentina

I viola giocano come a Milano e pressano i bianconeri che si fanno trovare impreparati. Vargas entrato dall'inizio propizia l'autorete di Motta. Stiramento per Gilardino, crampi per Camporese, Boruc miracoloso. Pepe segna su punizione. Felipe espulso.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
28 novembre 2010 00:54
Pareggio 1 a 1 tra Juventus e Fiorentina

Dentro dal primo minuto Juan Manuel Vargas, l'incognita della vigilia a causa dei dubbi sollevati da Mihajlovic (pretattica?), sulla fascia destra Santana. Esordio da titolare per il giovane Camporese. Tra i bianconeri Del Piero preferito a Iaquinta. Viola bravissimi ad entrare in campo concentrati, con grande ordine e carattere recuperano palla e rilanciano l'azione, con il passare dei minuti iniziano anche a spingere ed al 5' una palla ribattuta dai difensori bianconeri finisce tra i piedi infiammati dell'esterno peruviano che dalla sinistra scarica un cross verso Storari, Motta si inserisce per liberare e trova l'angolino basso per la rete gigliata. La Juve si scuote e si fa pericolosa con Melo e Krasic tallonati rispettivamente da Donadel e Pasqual aiutati da Vargas spesso e volentieri in raddoppio di marcatura; il capitano viola invece riesce anche a triplicare, è ovunque, un cuore da gladiatore. Gilardino viene atterrato da Motta che dopo l'incornata del gol incorna anche il bomber di Biella colpendolo alla nuca.

Viola in dieci per alcuni minuti. La Juve non sembra irresistibile, piuttosto macchinosa ed i viola si coprono bene con Camporese, a Quagliarella riesce difficile persino girarsi e resta spalle alla porta. Del Piero ci prova su calcio piazzato e su azione ma non è preciso, orchestra invece nel suo solito modo per i compagni. Attorno al 40' i viola hanno l'opportunità del raddoppio con Ljajic non ispiratissimo ma capace di far salire i suoi portando in avanti il pallone, il giovane talento arrivato alla linea dell'area difesa da Storari deve scegliere tra Gilardino vicino alla sua destra e Pasqual più defilato a sinistra, appoggia per quest'ultimo che manda abbondantemente fuori.

Resta il tempo per una grande azione Aquilani - Del Piero non finalizzata da Marchisio e per una favolosa giocata di Vargas che dalla linea del fallo laterale sottrae palla ai suoi tre marcatori costringendo Bonucci all'atterramento. Nella ripresa la gara sembra non essersi mai fermata, stessi schieramenti e stesso rendimento con la Juve che spinge per cercare il pareggio ma i viola che restano concentrati sull'obbiettivo. Al 10' Gilardino, dopo una personale incursione spalla a spalla con Chiellini si ferma e si tocca la coscia sinistra.

Cammina per un po' poi decide da solo il cambio avvicinandosi al mister, in ritardo il riscaldamento di Babacar che entra dopo alcuni minuti. La Juventus fa rientrare Del Piero e Aquilani, dentro Iaquinta e Pepe. Marchionni rileva invece Ljajic. Camporese accusa nuovamente i crampi ed è costretto ad abbandonare il campo, al suo posto Felipe. Santana sciupa una buona occasione dopo una ottima costruzione di gioco ed un assist invitante. Boruc si oppone a Iaquinta con i piedi, ripetendosi su Chiellini con l'istinto, nell'occasione si infortuna alla spalla destra.

Pepe batte una punizione per una ostruzione di Comotto, tutti si aspettano un cross anche Boruc che è fuori porta, tanto da non riuscire ad allungarsi sul tiro che sfiora la traversa interna e si deposita in rete per il pareggio. Felipe viene ammonito per la seconda volta in 13 minuti e Valeri estrae il rosso, gara finita, era il rientro per il brasiliano apparso in grande confusione rispetto a Camporese. I viola chiudono in avanti dopo 5' di recupero con una punizione di D'Agostino. Per il pareggio avrebbero firmato in tanti, ma per come si era messa in campo poteva anche finire diversamente.

Vargas, dopo le polemiche sul suo rientro e la poca spinta nella trasferta rossonera, è uno dei migliori, se non il migliore che contiene la fascia destra bianconera e getta il panico nella difesa dei padroni di casa matematicamente saltati. Boruc ha tenuto chiusa la porta, ma i suoi sono riusciti a mancare il raddoppio nel loro momento migliore mancando di lucidità e freddezza con Ljajic che non pesca Gilardino e Santana che spreca malamente du tiri da dentro l'area. Quando è uscito Gilardino la manovra ha perso efficacia, al suo posto Babacar ha mostrato le debolezze caratteriali.

La sostituzione di Ljajic, apparso l'unico in grado di fare da collante tra centrocampo e attacco, lascia una piccola ombra sul buon voto meritato da Mihajlovic che ha schierato per due insidiose trasferte undici leoni in grado di aggredire la preda. "Mi è piaciuto il carattere della squadra - dice il mister Sinisa Mihajlovic al termine della gara - anche di Felipe che ha battuto il record con una espulsione dopo 13 minuti, però almeno ho visto quella cattiveria che era mancata e sono contento così.

Valuteremo Gilardino nelle prossime 24/36 ore (lesione muscolare ai flessori della coscia secondo il Report medico a caldo), speriamo sia di lieve entità, così anche per Boruc che si è infortunato ad una spalla (si parla di sublussazione) e Camporese che ha accusato crampi di tensione e non di stanchezza. In difesa siamo senza Natali, con Kroldrup squalificato ed ora anche Felipe, giocheremo con Camporese e Gamberini. Davanti rientrerà Mutu, c'è Babacar. La prestazione è stata ottima, poteva andare meglio e soprattutto dobbiamo imparare a chiudere le partite" Le parole dell'Azionista di riferimento Andrea Della Valle nel dopo gara: "Sono stati bravi tutti, è stata l'ennesima prova di carattere.

Stiamo uscendo dal tunnel. Vediamo ora come stanno i ragazzi. Alla fine il pari è giusto, bravo Boruc e sono felice perché questa gara è molto sentita a Firenze. Un punto in due gare sono pochi per quello che si è visto" Dello stesso parere anche i giocatori, come Donadel e Pasqual che riconoscono la buona prova del gruppo, con un certo malcelato rammarico per una vittoria mancata che avrebbe dato morale all'ambiente ed anche allo spogliatoio, ammettendo l'incapacità di chiudere l'incontro con il 2 a 0 sfumato in più occasioni per mancanza del giusto cinismo e della necessaria precisione.

In crescita. Preoccupano le assenze ed i danni da valutare. Difficile crescere con i pezzi che continuano a mancare. Dopo una gara così in cui si è notato chi ha dato tutto pur sbagliando (Marchionni a parte), viene in mente quella canzone "fin quando fa male fin quando ce n'è" di uomini in campo sperando in giorni migliori. Antonio Lenoci in foto, tratta da Violachannel.tv, Sinisa Mihajlovic

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