Napolitano: ''Condivido timori studenti e docenti''

Il Capo dello Stato, rivolgendosi agli allievi, ha sottolineato che "nessuno può fingere di ignorare le difficili condizioni in cui versa il sistema" e ha aggiunto di condividere "la forte preoccupazione di studenti e docenti".


BICENTENARIO SCUOLA NORMALE DI PISA — "Il ruolo strategico della ricerca e della formazione per lo sviluppo futuro dell'Italia e dell'Europa, per uno sviluppo coerente con il patrimonio di civiltà che esse rappresentano e capace di reggere alle sfide di un mondo in via di radicale mutamento, non può essere a lungo negato e contraddetto".
Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Pisa nel corso del suo intervento alla cerimonia di celebrazione del bicentenario di fondazione della Scuola Normale Superiore.

"La consapevolezza di quel ruolo - ha proseguito il presidente Napolitano - non è separabile dalla più ampia disponibilità e partecipazione al cambiamento necessario cui non possono contrapporsi né interessi particolari né vecchi schemi e tabù".

"Il riconoscimento della priorità e della valenza strategica della ricerca e della formazione - ha aggiunto il Capo dello Stato - deve riflettersi sia nella scala delle elaborazioni e delle scelte di riforma, sia nella scala degli investimenti di risorse pubbliche".

Il Capo dello Stato, rivolgendosi agli allievi, ha sottolineato che "nessuno può fingere di ignorare le difficili condizioni in cui versa il sistema" e ha aggiunto di condividere "la forte preoccupazione di studenti e docenti", contando sul loro "sentimento di responsabilità al di là di ogni momento di comprensibile frustrazione".

"Per quel che mi riguarda - ha aggiunto - senza interferire nelle discussione e nelle decisioni che hanno luogo in sede di governo e parlamentari, sento di dover raffermare, e non cesserò di farlo, il rilievo prioritario che va attribuito, non solo a parole ma nei fatti, alla ricerca e all'alta formazione e dunque all'università".

Il 18 ottobre 1810, ben 200 anni fa, nasceva la Scuola Normale Superiore di Pisa.
Voluta da Napoleone come succursale italiana dell'École Normale Supérieure di Parigi, la Normale ci riporta alla missione didattica primaria di formare insegnanti di scuola media superiore con il compito di trasmettere, appunto, “norme”.

La Scuola era destinata agli allievi più bravi selezionati alla fine dei corsi liceali, con un’età compresa tra i 17 e i 24 anni e cominciò la sua attività nel 1813 accogliendo i primi alunni di scienze e di lettere e fissando il Regolamento di disciplina per il Pensionato accademico.

La Scuola Normale Napoleonica non durò tuttavia molto; dopo l’abdicazione di Napoleone il 6 aprile 1814 la Scuola chiuse.
Venne rifondata nel 1846 grazie al granduca Leopoldo II di Lorena con la funzione di “semenzaio dei professori e dei maestri delle scuole secondarie del granducato”.
La Normale pisana ha da sempre accolto tra i suoi studenti personaggi illustri del calibro di Giosué Carducci, Enrico Fermi, Giovanni Gentile, Carlo Azeglio Ciampi e Tiziano Terzani, solo per citarne alcuni. Ancora oggi è uno dei luoghi più prestigiosi per l’alta formazione.

Stasera alle ore 21 al Teatro Verdi di Pisa si celebra il ‘compleanno’ della Scuola con un concerto diretto da Jordi Savall con musiche di Lully, Biber, Corelli, Marais, Avison, Boccherini.



Redazione Nove da Firenze