Firenze capitale del possibile: bilanci e progetti culturali

L'assessore Giuliano da Empoli presenta la sua prima relazione annuale


Dieci cantieri in corso, alcuni progetti per il futuro, i tasti dolenti. L’assessore alla cultura e contemporaneità Giuliano da Empoli ha raccolto in un documento di 13 pagine la sua prima relazione annuale, ovvero quanto fatto nel primo anno di giunta, e lo mette a disposizione per commenti, idee e suggerimenti da quanti vogliano dare il loro contributo alla vita culturale della città. All’interno del documento, l’assessore ricorda i progetti messi in campo durante l’anno, partendo da Palazzo Vecchio: dalle Domeniche del Fiorentino con il museo aperto gratuitamente una volta al mese, alla riapertura del Percorso del Principe, al prossimo riallestimento della Sala d’Arme contestualmente alla partenza di una nuova gara per i servizi aggiuntivi museali. A settembre, ricorda l’assessore, sarà anche pronta una card museale che mette in rete i musei civici e i musei statali. Senza dimenticare che ora Palazzo Vecchio è aperto fino a mezzanotte, così come la Biblioteca delle Oblate, e da pochi giorni turisti e cittadini possono usufruire della riapertura delle storiche quattro porte, senza più i metal detector. Nel documento vengono ricordate anche le Murate, con il progetto Smart dissident e gli aperitivi di Aperto alle Murate, i successi del Capodanno e della Notte Bianca, l’impegno del Comune per il rilancio del Maggio, l’Estate fiorentina e i nuovi criteri di selezione dei progetti cui dare contributi. Dopo 10 anni, sottolinea l’assessore, è stato riaperto l’anfiteatro delle Cascine ed è stato messo a punto un piano di recupero che partirà in autunno.

Tra i punti critici, l’assessore mette il Forte Belvedere, ancora sotto sequestro; i ritardi nella ristrutturazione dell’ex cinema Alfieri; e le ristrettezze di bilancio che hanno dovuto incidere sulle convenzioni con le associazioni culturali.

Ma oltre a quanto fatto, da Empoli lancia anche tre progetti per il futuro. Il primo si chiama ‘L’arte dappertutto’ e propone di diffondere l’arte al di fuori dei musei e degli spazi preposti per farla entrare nella vita quotidiana dei fiorentini e dei visitatori: si parte a Natale con un nuovo progetto di illuminazione, a gennaio con l’arrivo in città della Fondazione Trussardi e nel 2011 con un modo nuovo e contemporaneo di celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, grazie alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

Altro progetto, le Murate, che in autunno entreranno nel vivo, con l’avvio del caffè letterario e delle botteghe creative e soprattutto SUC, Spazi urbani contemporanei., dedicati proprio all’arte contemporanea. Il primo artista residente sarà Rie Nakajima, giovane artista giapponese.

Terzo progetto, ‘diplomazia culturale’: dalla Rete delle città storiche per il contemporaneo, che sarà costituita in occasione di Florens 2010, al ‘Florence Future Festival’ nel maggio 2011, in collaborazione con The Daily Beast, la piattaforma web di Tina Brown. “Al di là dei risultati raggiunti e delle criticità tuttora irrisolte – afferma l’assessore da Empoli – il punto cruciale è la sensazione di possibilità che si è impadronita della vita culturale della città. Questa vitalità non è certo il frutto di un’azione esterna, ma dipende principalmente dai fiorentini e dei tanti stranieri che vi abitano o lavorano. L’amministrazione ha semplicemente dato loro un segnale di disponibilità e di apertura, recuperando alcuni ritardi e cercando di innescare cicli virtuosi”. “Se l’Italia è un luogo nel quale tutto sembra impossibile – conclude l’assessore da Empoli – Firenze vuole e deve diventare capitale del possibile, un luogo che sprigiona energia, un’impresa collettiva dove tutti possono identificarsi e trovare ragioni di ottimismo, non una città creativa del mondo ma una città creativa per il mondo, una comunità vibrante e ricca di opportunità”. (edl)

Redazione Nove da Firenze