Regionali 2010: da domani a sabato si presentano le liste

C'è tempo fino alle 12 del 27 febbraio. Ultimi giorni per raccogliere le firme. Il coordinatore fiorentino del PdL Alessio Bonciani e il vice coordinatore provinciale Samuele Baldini hanno rimesso il mandato


ELEZIONI — Firenze- C'è tempo fino a mezzogiorno di sabato per presentare i candidati presidenti e le liste dei candidati consiglieri regionali per le elezioni in programma il 28 e 29 marzo. Chi è già pronto lo potrà fare già domani, a partire dalle 8. Chi ancora sta raccogliendo le ultime firme avrà tempo fino alle 12 del 27 febbraio. Le candidature per la presidenza della Regione dovranno essere presentate agli uffici della Corte d'appello di Firenze. Le liste dei candidati consiglieri vanno consegnate agli uffici dei tribunali di ciascun capoluogo di provincia. Tutti e due saranno aperti domani dalle 8 alle 20 e sabato dalle 8 alle 12.
Per il candidato presidente non occorrono firme da raccogliere. La legge elettorale toscana, a differenza di altre regioni, non le prevede ed il motivo è semplice: un candidato presidente deve es sere sostenuto da almeno una lista e sono le liste che lo presentano. Le firme dei cittadini elettori occorrono invece per le liste dei candidati consiglieri, in numero diverso da provincia a provincia. Ne servono tra 1.750 e 2.500 a Firenze, tra 750 e 1.000 a Massa-Carrara, tra 1.000 e 1.500 in tutte le altre otto province toscane.
Le firme potranno essere autenticate dai segretari comunali, da funzionari incaricati dal sindaco o dal presidente della provincia, da consiglieri provinciali e comunali che comunichino la propria disponibilità al sindaco o al presidente della provincia. Potranno autenticare le firme anche i consiglieri, provinciali o comunali, che siano contemporaneamente candidati. Lo potranno fare, come gli altri, negli uffici di Comune e Provincia ma anche in un luogo pubblico, purché aperto e all'interno del territorio di competenza. Gli uffici elettorali dei Comuni dovranno rimanere aperti per almeno 8 ore al giorno: 4 nei comuni con meno di tremila abitanti.

La candidata alla vicepresidenza della Regione Toscana per l’Udc al fianco di Francesco Bosi è Anna Borgia Guicciardini, nata nel ‘56 a Buenos Aires in Argentina, sposata dal ’79, ha sei figli. Laureata in scienze dell’educazione con varie specializzazioni in educazione ortofonica e orientamento familiare, da anni si occupa di scuola e dell’inserimento di ragazzi stranieri nelle classi. Attualmente si occupa della formazione delle madri, di formazione umana e di risoluzione di problematiche inerenti alle relazioni interpersonali. Fa parte del comitato scientifico di Villa Lorenzi che si occupa di disagio giovanile ed è impegnata a Villa Guicciardini a Montughi della Madonnina del Grappa nella formazione delle madri. Impegnata nel mondo del volontariato, ha di recente scritto il libro “Nel cuore di Tolstoj. Ricerca della verità nei diari intimi’ edito dalla Libreria Editrice Fiorentina.

Sono nel segno del rinnovamento le liste del Popolo della Libertà per le elezioni regionali, in coerenza con la candidatura alla presidenza di Monica Faenzi. Sono 53 i candidati che porteranno avanti in Toscana il messaggio del ‘Governo del fare’ e del cambiamento. Ben un terzo dei candidati è sotto i 40 anni, e, almeno sei, sono in posizione di possibile eleggibilità. Nelle liste c’è inoltre una concreta rappresentanza del centro-destra di Governo: sono infatti una decina i Sindaci e gli Assessori candidati nelle liste della Toscana, tra i quali i Sindaci di: Firenzuola (Claudio Scarpelli), Isola del Giglio (Sergio Ortelli), Marciana (Anna Bulgaresi). Hanno ricoperto e ricoprono ruoli di Governo anche Salvadore Bartolomei (listino regionale), 37 anni, già Assessore al Comune di Capannori, Letizia Bandoni (Lucca, lista provinciale), attuale Assessore al Comune di Lucca, Giulia Locci (Arezzo, lista provinciale), 31 anni, membro di Giunta della Comunità Montana Valtiberina, Paolo Ammirati (Arezzo, lista provinciale), già Assessore e Vice Sindaco di Arezzo, Massimiliano Simoni (Lucca, lista provinciale), già Assessore al Comune di Pietrasanta e attuale Presidente della Versiliana e della Fondazione Pucciniana, nonché Capogruppo del PDL in Provincia. Le donne in lista sono 20 (il 36% dei candidati), e di queste, sette sono sotto i 40 anni. Il rinnovamento è stato coniugato con l’esperienza di un nucleo forte di consiglieri uscenti ricandidati: i due presidenti dei gruppi di Forza Italia e AN verso il PDL Alberto Magnolfi e Roberto Benedetti, capilista nelle rispettive province; Andrea Agresti, Alessandro Antichi, Anna Maria Celesti, Jacopo Ferri, Stefania Fuscagni, Paolo Marcheschi. Conferme che raggiungono il 44%, a differenza di un 63% di conferme nel PD, a dimostrare un significativo elemento di reale rinnovamento e continuità.

Il coordinatore della segretaria del PD Sani critica aspramente i finto rinnovamento del PDL: «Faenzi e Migliori figli della debolezza del PDL, che candida due parlamentari destinati a non entrare mai in consiglio regionale. Candidati Pd scelti sui territori con le primarie, quelli del Pdl nominati nella corrente di Verdini. Pdl toscano oligarchia nel fortino».

I conflitti all’interno del Pdl? Anche secondo l’on. Francesco Bosi, candidato alla presidenza della Regione Toscana per l’Udc: “le reazioni polemiche degli esclusi, anche eccellenti, dalle liste del Pdl al consiglio regionale sono la prova provata che l’accordo Pd-Pdl sull’abolizione delle preferenze – che siamo stati gli unici a contrastare – è stato un grave errore che danneggia i partiti, i cittadini e la credibilità della politica. Si potrebbe dire ‘Chi è causa del suo mal pianga se stesso’, se non fosse che il danno ricade su tutti e determina una caduta di credibilità diffusa presso il corpo elettorale che, da facili profeti, avevamo previsto. È una ragione in più per premiare le nostre battaglie dicendo basta a questo consociativismo tra i due maggiori partiti che rappresenta una cappa insopportabile che danneggia la Toscana e i presupposti per il buon governo”.

Quanto ‘pesa’ il fattore A di ambiente nelle politiche dei futuri governatori regionali? Lo chiede il WWF Italia che da oggi in tutte le sezioni regionali vede l’associazione al lavoro per presentare nelle 13 regioni che vanno al voto le proprie proposte ai candidati governatori dei vari schieramenti sulle emergenze ambientali e sul ruolo che le Regioni possono svolgere per fare in modo che nella nuova legislatura ci siano segnali chiari di un impegno concreto in difesa dell’ambiente, del paesaggio, del territorio. Dalle richieste specifiche emerge, infatti, un “Decalogo dell’Ambiente” con temi comuni a tutto il territorio e una “Mappa delle emergenze ambientali” di ciascuna regione come il recupero di cave, l’istituzione di parchi, interventi strutturali per il trasporto, la revisione di opere a forte impatto ambientale, piani di azione per la biodiversità, permessi di estrazione petrolifera, normative specifiche sulla tutela delle coste, impianti di recupero rifiuti, etc. “Mai come in questo momento di ripetute crisi ambientali è fondamentale il ruolo delle Regioni– ha dichiarato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia – Eppure c’è ancora una sproporzione tra le competenze attribuite alle Regioni in materia ambientale e le risorse messe a disposizione. Infatti queste spendono oggi per l’ambiente in media 75 euro l’anno pro capite, una cifra che complessivamente è pari a solo lo 0,31 per cento del PIL (poco più di 2,4 miliardi di euro: il 64% destinato alla difesa dell’ambiente, il 36% a gestire le risorse naturali, fonte ISTAT). Eppure il Titolo V della Costituzione, pur riservando la tutela dell’ambiente alla competenza esclusiva dello Stato, vede un importante ruolo delle Regioni nella materia concorrente del governo del territorio, tutela del paesaggio, gestione delle aree protette regionali e della Rete Natura 2000, oltre che in settori economici tradizionali, quali quelli industriale, agricolo e turistico. Il nostro appello, lanciato proprio nell’Anno della Biodiversità è di investire nella difesa della natura, ripartendo da un tema che accomuna tutti i cittadini, perché salvare l’ambiente vuol dire tutela della salute, investimenti per lanciare seriamente la green-economy, futuro garantito alle nuove generazioni”.

Redazione Nove da Firenze