Autostrade: 350 operai toscani in house a rischio

Domani mercoledì 19 ottobre sciopero di 8 ore e presidio a Firenze sotto la Regione 


Domani mercoledì 19 ottobre sarà sciopero nazionale (proclamato da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil) delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti delle imprese che effettuano lavorazioni in house per conto delle concessionarie autostradali.
In Toscana dalle 10 alle 12 sempre domani si svolgerà un presidio sotto la Regione (piazza Duomo 10, Firenze), previsto anche un incontro tra le sigle sindacali toscane e la Regione stessa, al fine di informare sulle ragioni dello sciopero, avanzare richieste ed esprimere preoccupazioni sul futuro dei lavoratori in seguito all'approvazione della nuova legge sugli appalti.

"Sono iniziati i licenziamenti nelle aziende controllate alle concessionarie autostradali, nonostante gli impegni presi al Ministero delle Infrastrutture per affrontare il problema occupazionale determinato dalla nuova legge sugli appalti pubblici. Le concessionarie autostradali intendono utilizzare il biennio di transizione previsto dalla legge per licenziare progressivamente le maestranze e stanno adeguando in questo modo le loro strategie. Infatti, non affidano più direttamente molti lavori alle controllate per poter rientrare nei limiti della legge. In Toscana sono circa 350 i lavoratori che rischiano il posto.Per questo domani sono previste 8 ore di sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti di imprese che effettuano lavorazioni in house per conto delle società autostradali Itinera, Abc, Sicogen, Sea, Interstrade, Sina per il Gruppo Gavio, Pavimental e Spea per Atlantia, Serenissima Costruzioni per A4 Holding".

I sindacati chiedono al Governo di "mantenere gli impegni presi sulle internalizzazioni, e di escludere con il decreto correttivo le manutenzioni e le progettazioni dal conteggio del 20% in quanto funzioni essenziali per qualsiasi concessionaria di un bene pubblico. E chiedono inoltre alle imprese e alle concessionarie di fermare i licenziamenti, e di predisporre piani industriali che salvaguardino l’occupazione nelle società controllate. Senza risposte positive, la mobilitazione non potrà che continuare".

Redazione Nove da Firenze