Atti vandalici, a Firenze arte salvata dal muro digitale

In otto mesi sui muri interni del Campanile di Giotto solo nove graffiti mentre le scritte digitali sono state 15.484


“Campanile di Giotto, non scrivete sui muri, lasciateci il vostro messaggio digitale che sarà conservato nei secoli”, ad otto mesi dall’inizio del progetto Autography contro gli atti vandalici ai monumenti del Duomo di Firenze, per l’Opera di Santa Maria del Fiore è tempo di bilanci: gli interni del Campanile di Giotto sono stati deturpati in questo periodo solo da nove graffiti, subito rimossi dai restauratori dell’Opera, mentre i visitatori hanno lasciato sulle postazioni digitali di Autography ben 15.484 scritte che, oltre ad essere consultabili su un’apposita sezione del sito dell’Opera, sono state raccolte in un primo volume, anch’esso consultabile presso l’Archivio dell’Opera. E’ evidente che il progetto Autography sta funzionando oltre ogni aspettativa e la strada intrapresa è quella giusta.

Ora, per Autography - nato per sensibilizzare i visitatori contro gli atti vandalici e allo stesso tempo dare la possibilità di lasciare una testimonianza della propria visita attraverso i nuovi strumenti digitali - dopo il Campanile di Giotto è la volta della Cupola del Brunelleschi. Da oggi,così come fatto in precedenza per il campanile, gli interni e la base della lanterna della Cupola,deturpati da scritte e graffiti presenti sui vari tipi di supporto, saranno oggetto di un importante lavoro di pulitura e manutenzione generale che finirà a febbraio del prossimo anno. Per due settimane, dal 22 novembre al 4 dicembre 2016 e dal 23 gennaio al 3 febbraio 2017, la Cupola rimarrà chiusa al pubblico per permettere i lavori.
A seguire saranno installate le postazioni di Autography che, grazie a un’applicazione creata appositamente, permetteranno ai visitatori di lasciare un messaggio digitale al posto di un graffito.

A differenza delle scritte sui muri, che saranno cancellate in breve tempo, quelle digitali saranno scaricate, catalogate e conservate nell’Archivio storico dell’Opera di Santa Maria del Fiore, dove sono custoditi i documenti di sette secoli di vita dell’Opera. Le persone che utilizzeranno Autography potranno ricercare il proprio messaggio sull’apposita sezione del sito: http://autography.operaduomo.firenze.it/.

Il successo di Autography è una combinazione di più fattori, spiega il presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore, Franco Lucchesi: “Un ottimo stato di conservazione del monumento è il primo deterrente, abbiamo visto che la gente sporca meno facilmente dove è pulito. Secondo, se qualcuno fa un graffito, noi lo rimuoviamo subito, quindi assicuriamo una manutenzione costante. Terzo, ma non ultimo, la possibilità di lasciare un messaggio digitale che, a differenza di quello sui muri, l’Opera conserverà nei secoli. La maggior parte di chi fa i graffiti pensa di lasciare qualcosa che duri nel tempo, nei nostri monumenti è possibile farlo solo virtualmente”.

“Questo spostamento dal reale al digitale è il primo caso di sensibilizzazione contro i graffiti che promuove i graffiti stessi - spiega Alice Filipponi social media manager dell’Opera del Duomo -ma in una nuova dimensione, quella del digitale”.

“Per garantire lo stato di conservazione del Campanile di Giotto e della Cupola del Brunelleschi, d’ora in poi attueremo interventi annuali di manutenzione” - prosegue Beatrice Agostini, architetto responsabile del Restauro e Manutenzione dei monumenti dell’Opera del Duomo - “Un’attività costante, come non era mai stato fatto prima d’ora, in modo da mantenere nelle migliori condizioni possibili questi tesori dell’umanità”.

L’inizio dei lavori alla Cupola è l’occasione per presentare anche la fine del restauro della Campana

Apostolica del Campanile di Giotto, risalente al 1401. Con i suoi 615 anni e 1.268 chili di bronzo, la campana è tuttora visibile nella sua posizione originaria, al terzo livello del campanile. Il restauro - sotto la tutela della Soprintendenza ai Beni Architettonici, la direzione dei lavori dell’Opera di Santa Maria del Fiore e il restauro eseguito da Sveta Gennai, Chiara Valcepina, Ra Yunjoung - è durato cinque mesi e ha riportato il manufatto alle originarie condizioni di conservazione dopo decenni di danneggiamenti atmosferici e vandalici. In particolare la campana era deturpata da decine di scritte e incisioni lasciate dai visitatori nel tempo, realizzate con vari materiali: vernici, smalti, penne a sfera, correttori da cancelleria, pastelli a cera, pennarelli indelebili e perfino matite per gli occhi. Per questo è stato necessario applicare varie tecniche per la rimozione.

Redazione Nove da Firenze