Attentati islamisti: bandiere a mezz’asta a Palazzo Vecchio e rose gialle e rosse sul David

Due italiani morti sulla Rambla di Barcellona. Nardella: “Ancora una volta una città europea colpita. La nostra missione è combattere il terrorismo senza tregua e promuovere la cultura ovunque, senza temere le rispettive identità”. Alla Lega Nord invece fa paura ogni nuova Moschea


A confermare la morte di due nostri connazionali era stato in tarda mattinata il capo dell'Unità di crisi della Farnesina, Stefano Verrecchia, aggiungendo che gli italiani rimasti feriti nell'attacco sono tre, di cui solo una ancora ricoverata, la fidanzata di Luca Russo, che nell'attacco ha riportato alcune fratture. Nato a Marostica 25 anni fa, aveva studiato ingegneria presso l'università di Padova, dopo aver frequentato il liceo scientifico Brocchi. E la sorella Chiara su Facebook ha scritto: "Aiutatemi a riportarlo a casa. Vi prego'.' Bruno, il giovane papà italiano travolto sulla Rambla, lascia una compagna, Martina, un figlio, il piccolo Alessandro e un'altra figlia, la piccola Aria "che non conoscerà mai il suo papà".

E' caccia a Moussa Oukabir, ritenuto il giovane conducente del furgone, che è riuscito a fuggire dal luogo dell'attacco con il volto semicoperto da un berretto: sarebbe armato e viene considerato pericoloso. Fa parte di una cellula terroristica composta da 12 persone.

Firenze è vicina alla Spagna, a Barcellona e a Cambrils. Dopo gli attentati terroristici che hanno colpito il capoluogo della Catalogna e la cittadina sulla costa a sud-ovest di Barcellona, sono a mezz’asta, in segno di lutto, le bandiere italiana, europea e spagnola esposte sul terrazzino di Palazzo Vecchio. Per dimostrare la vicinanza della città al popolo spagnolo 14 rose, come il numero di vittime dell’attentato di Barcellona, di colore giallo e rosso, le tonalità della bandiera spagnola, sono state adagiate su un cuscino blu, che insieme al giallo e il rosso è uno dei colori della bandiera catalana. Vasi di fiori degli stessi colori sono stati posizionati anche ai piedi della copia del David che si trova in piazza della Signoria. I due vasi che danno sulla piazza appoggiano su due teli omaggiando i colori spagnoli. A queste iniziativa di solidarietà si aggiunge inoltre la proiezione a partire dalle 21.45 dell’immagine di Guernica, il quadro di Picasso, su Palazzo Vecchio, a cura di Silfi spa.
“Firenze abbraccia Barcellona e il suo popolo - ha detto il sindaco Dario Nardella-. Purtroppo quello di Barcellona è un film già visto, l’ennesimo, di una guerra nuova, imprevedibile, spietata, combattuta da bestie contro civili indifesi - ha detto il sindaco Dario Nardella- Ancora una volta una città europea colpita, ancora una volta sangue versato in nome di un Dio evocato come una bestemmia. Come ha detto il sindaco fiorentino Giorgio La Pira ‘le città non possono morire’. Dalla violenza deve nascere più cultura, dall’intolleranza deve nascere più cooperazione, dal terrorismo deve nascere una nuova pace che veda le città del Mediterraneo protagoniste - ha concluso -. Combattere il terrorismo senza tregua e promuovere la cultura ovunque senza tenere le rispettive identità: questa è la nostra missione, oggi più di ieri”.
Una bandiera della Spagna da stamani sventola dal terrazzino dell’ufficio del sindaco insieme a quelle della città di Firenze, dell’Italia e dell’Europa. Anche sul Palazzo comunale di Prato, su disposizione della presidenza del Consiglio del Ministri, sono state issate a mezz'asta la bandiera italiana e quella europea in segno di cordoglio e solidarietà al popolo inglese dopo l'attacco terroristico di Barcellona.

“La città di Prato è vicina alle famiglie delle vittime a alla città di Barcellona colpita da questo vile attacco terroristico. - ha dichiarato il Sindaco Matteo Biffoni- Hanno voluto colpire una città meravigliosa, simbolo di contemporaneità e libertà. Non piegheranno Barcellona, la paura e la violenza non fermeranno la città catalana, non fermeranno l’Europa”.

La Lega Nord ne approfitta per criticare quello che definisce un nuovo avamposto dell'invasione islamica nella nostra Toscana cristiana: "È tragicamente grottesco che proprio mentre gli attentati in Spagna mostrino ancora una volta la inconciliabilità del fondamentalismo islamico con la civiltà europea, venga annunciata l'imminente apertura di una grande moschea a Figline Valdarno. Il problema e che la regione islamica non può essere vissuta in armonia con la democrazia liberale". Dichiara il Segretario Provinciale Lega Nord Alessandro Scipioni. "L'Islam di fatto mega tutti i progressi fatti dalla nostra società successivamente alla rivoluzione francese. È antitetico con la nostra storia cristiana, è inconciliabile con le nostre Costituzioni. Mobiliteremo i cittadini per fermarla, è un nostro diritto di resistenza che va di pari passo ad un nostro diritto all'esistenza". " questo proliferare di mosche e centri islamici in città come in provincia, ci porta ad essere tutti sulla stessa barca ed a sentire l'obbligo di muoverci tutti insieme per fermare prima possibile questo fenomeno che sta assumendo proporzioni inquietanti". Aggiunge il segretario cittadino della Lega Nord di Firenze Filippo La Grassa."Mentre il responsabile della Lega Nord Valdarno Mario Cinque afferma:"Riprende vita il progetto della Moschea del Valdarno a Figline dopo che altri progetti simili erano naufragati. Adesso, quello che viene fatto passare come un centro cultuale, ma che sarà, a tutti gli effetti, una vera e propria moschea muove i primi passi in piena zona commerciale. Non posso fare altro che pensare a situazioni simili già in atto come Piazza dei Ciompi a Firenze dove attività storiche, decoro, sicurezza e vivibilità sono ormai solo un ricordo. Saranno pronti i figlinesi a supportarci nuovamente contro questo progetto? Presto lo vedremo!".Alle preoccupazioni nel Valdarno si aggiungono anche quelle dei comuni confinanti. A Reggello il consigliere Elisa Tozzi afferma:" Resto attonita dal singolare tempismo con cui, dopo l'ennesima strage terroristica a Barcellona firmata dal fondamentalismo islamico, oggi si apprende la notizia della nuova grande moschea a Figline Valdarno. Ora, qui non si tratta di voler negare la libertà di culto oppure di essere intolleranti e razzisti ma è innegabile che oggi siamo di fronte ad uno scontro di civiltà in cui e' la nostra identità quella che rischia di soccombere; e sino ad oggi a nessun livello sono state date risposte adeguate perché troppo spesso ci ritroviamo a piangere vittime innocenti di una cieca follia. L'annuncio della nuova moschea - oggi, in queste condizioni e con questi presupposti - rischia di innescare sul Valdarno e sulle zone limitrofe una situazione potenzialmente esplosiva.Invito l'amministrazione figlinese a ripensare seriamente sull'opportunità di autorizzare tale struttura in questo momento".Il Capogruppo nel comune di Greve in Chianti Simone Verniani aggiunge: "Pretendiamo il rispetto delle regole, la conoscenza della provenienza dei fondi per costruirle, la possibilità di poter entrare a sentire quanto viene professato all'interno, possibilmente in Italiano, visto che l'integrazione dovrebbe portare alla conoscenza della lingua del paese ospitante, la partecipazione dei cittadini a incontri propedeutici prima e non dopo, per far ben capire che quei territori che ospiteranno una moschea vedranno ridursi concretamente il valore commerciale degli immobili, la fedina penale dell ' Imam che la gestirà, e controlli periodici della istituzioni e forze dell'ordine".

Redazione Nove da Firenze