Asili nido: in arrivo 14 milioni di euro

La Regione sceglie di abbassare le tariffe. L'abbattimento sarà generalizzato, indipendentemente dall'Isee, e si sommerà alle agevolazioni già esistenti. Le risorse saranno utilizzate per sostenere economicamente le famiglie e realizzare percorsi di crescita dei bambini 0-6. Toccafondi: “In arrivo 1,5 milioni di euro solo per Firenze. Ecco il risultato del nostro Governo. Scegliere l'alternativa significa tornare indietro”. Scuola con moduli prefabbricati per riportare gli alunni a Ribolla


FIRENZE- Tariffe più basse per gli asili nido, comunali e privati convenzionati, a partire dal prossimo anno scolastico. Con il d.lgs. n.65 del 13 aprile 2017, attuativo della riforma del sistema scolastico nazionale La Buona Scuola il Governo ha messo a disposizione dei Comuni risorse che per la Toscana ammontano a 14 milioni di euro. Si tratta di contributi per il sostegno economico delle famiglie dei bambini che frequentano i servizi all’infanzia da zero a sei anni.

A differenza di chi parla senza fare, noi ogni giorno raccontiamo cosa abbiamo fatto perché siamo in grado di garantire le promesse. A cominciare dalle risorse messe sull'istruzione pubblica dopo anni di tagli. Ben il 14% di fondi pubblici alla scuola erano stati tagliati fra il 2008 e il 2013, noi abbiamo invertito la rotta, abbiamo cambiato passo. A testimoniarlo anche i 14 milioni in arrivo in Toscana di cui circa 1,5 per il Comune di Firenze per l'educazione 0-6. Fondi che serviranno per diminuire le tariffe degli asili nido e dei servizi all'infanzia.” E' quanto dichiarato da Gabriele Toccafondi, sottosegretario all'Istruzione e candidato a Firenze per la coalizione del Centrosinistra“Grazie alla riforma dello 0-6 abbiamo così permesso che queste strutture diventassero forme di educazione e non più servizi a domanda individuale. Questo significa rette più basse per le famiglie e più posti nei nidi per garantire anche alle mamme di poter lavorare con tranquillità. Chi parla di famiglia senza fare è il principale nemico della nostra famiglia. Noi al contrario facciamo rispettando le promesse fatte ad inizio legislatura e raccogliendo oggi risultati del buon governo. Chi scegli l'alternativa vuole riportare indietro il nostro Paese.”

Le risorse che il fondo nazionale per l'educazione da zero a sei anni destina alla Toscana, in tutto circa 14 milioni di euro, saranno utilizzate dalla Regione per ridurre le tariffe degli asili nido e dei servizi all'infanzia. La Regione Toscana, forte della competenza sulla programmazione degli interventi, ha scelto di destinare le risorse, che sono in corso di erogazione a favore dei Comuni toscani, per ridurre il costo dei servizi a carico delle famiglie. L'assessore all'istruzione, formazione e lavoro sottolinea il fatto che le risorse messe a disposizione della Toscana dal piano nazionale per l'educazione zerosei, sono considerevoli: quasi 14 milioni di euro. Le indicazioni fornite alle amministrazioni comunali responsabili della progettazione degli interventi sono quindi state quelle di agire prioritariamente per un abbattimento delle tariffe di nidi e scuole dell'infanzia e, in generale, di operare per un ampliamento dell'offerta esistente, come ad esempio tramite prolungamenti di orario di funzionamento dei nidi e delle attività nel periodo estivo. Anche grazie al contributo della Conferenza delle Regioni, i fondi statali sono stati ripartiti su base nazionale per perseguire due obiettivi principali: sviluppare il sistema "zerosei" in modo da ampliare la platea dei bambini accolti e sostenere quei territori che con le loro forze hanno fatto sì che negli anni una quota rilevante di bambini abbia potuto accedere ai servizi per l'infanzia. Sullo sfondo, la finalità trasversale di riduzione del costo dei servizi a carico delle famiglie. L'assessore ricorda che in questo modo è stato premiato lo sforzo della Regione Toscana che destina annualmente oltre 18 mln di euro di risorse regionali al sostegno e allo sviluppo del sistema di educazione prescolare da zero a sei anni, agendo sia sul versante del sostegno dell'offerta da parte dei Comuni, sia sul versante del sostegno della domanda da parte delle famiglie. A queste risorse, spiega, da quest'anno e per almeno tre anni, si devono quindi aggiungere le risorse statali per lo zerosei.

Tariffe più basse per le rette dei nidi presenti nel territorio comunale, ampliamento dei centri estivi, progettazioni condivise nido-infanzia e sostegno per i bambini anticipatari nell’unica scuola che al momento ne accetta l’iscrizione, la paritaria del capoluogo. Sono queste le tipologie di intervento individuate dal Comune di San Casciano nell’ambito del piano regionale di riparto del Fondo Nazionale per il sistema integrato dei servizi di educazione e istruzione. Una progettualità di investimenti mirati a favorire la continuità educativa 0-6 per la quale la giunta Pescini ha ottenuto oltre 52 mila euro. Sulla base delle scelte effettuate dall’amministrazione comunale, le risorse assegnate saranno utilizzate per alleggerire i costi delle rette dei nidi per l’anno in corso. “Un sostegno concreto alle famiglie, in particolare alla fascia debole della popolazione – dichiara l’assessore alla Pubblica Istruzione Chiara Molducci - di quei nuclei familiari indeboliti dalla crisi, genitori che hanno dovuto riorganizzarsi per la perdita del posto di lavoro o stanno cercando un’occupazione e si trovano in condizioni non favorevoli dal punto di vista economico”. Il sostegno dei servizi per la prima infanzia alle famiglie si realizza attraverso una compartecipazione alle tariffe per l’anno 2018. I fondi saranno destinati anche alla realizzazione del Polo Infanzia attraverso una progettazione condivisa e all’estensione dei centri estivi per tutto il mese di luglio. “Anche questa - aggiunge l’assessore Molducci – è una soluzione che va incontro alle esigenze dei genitori che lavorano e necessitano dell’allungamento del servizio nel periodo estivo”. Grazie ai fondi del governo il Comune potrà attivare per la prima volta un polo per l‘infanzia che coinvolga un nido e una scuola per l’infanzia. Il centro infanzia comprende due edifici scolastici attigui o adiacenti in cui si potranno costruire, elaborare e sviluppare progetti educativi incentrati sul tema della continuità. I bambini 0-6 saranno coinvolti nello stesso percorso educativo, al centro di una progettualità condivisa di servizi, interventi, spazi collettivi dove mettere in piedi laboratori di ricerca, innovazione, partecipazione e apertura al territorio. Terza tipologia di intervento, mirata alle esigenze delle famiglie, è il sostegno alle rette dei bambini anticipatari, pur non essendo questo ambito di diretta competenza del Comune, con una quota mensile per quattro mesi destinata alla scuola paritaria del capoluogo che è l'unica scuola dell'infanzia che attualmente ammette gli anticipatari. La riduzione della tariffa varia e giunge fino al 16 per cento. Si riportano alcuni esempi, calcolati sulla base delle riduzioni attuali con Isee. Le famiglie potranno accedere ad una riduzione pari a 56 euro (da 430 euro a 374 euro) nel caso in cui il figlio è iscritto al tempo lungo con tariffa piena. La riduzione è pari a 52 euro da 400 euro a 348 euro per il tempo corto a fascia piena e scende da 200 euro a 158 euro per il tempo corto a tariffa ridotta.

Anche a Dicomano per le famiglie si riduce del 50% il costo dell'asilo nido. Quest'anno gli utenti potranno beneficiare di tariffe dimezzate con un voucher garantito dal Comune attraverso il finanziamento statale di quasi 54.000 euro assegnato nell'ambito del Piano nazionale 0-6 anni: per il servizio di nido di 5 giorni e 9 ore settimanali - spiega l'Amministrazione comunale - una famiglia con Isee fino a 5.000 euro pagherà 82,5 euro (contro 165 euro annui), una famiglia con Isee oltre 22.500 euro 247,5 euro (contro 495 euro annui). Oltre a ciò, diventa stabile e gratuito il servizio "Mamma, stasera esco", con l'apertura serale del nido alcuni venerdì fino alle 22,30: novità, queste, che saranno illustrate in un'assemblea con i genitori il 19 febbraio.

Per il Comune di Prato il finanziamento ammonta a 800.000 euro che saranno destinati all’abbattimento delle tariffe degli asili nido comunali e privati convenzionati a partire dal momento in cui le risorse si renderanno effettivamente disponibili (presumibilmente da settembre). Parte delle risorse saranno invece utilizzate per il sostegno economico delle famiglie dei bambini che frequentano la scuola d’infanzia privata convenzionata, attraverso ad esempio l’offerta di alcuni servizi gratuiti. La promozione dei servizi all’infanzia passerà anche attraverso un sostegno economico per la riqualificazione degli spazi, in modo da abbinare l’incentivo alle famiglie al miglioramento della qualità del servizio offerto. Il contributo per la frequenza dell’asilo nido, che si va a sommare alle agevolazioni già riconosciute alle famiglie su base ISEE, riguarderà anche le famiglie che superano la soglia massima che dà diritto alle riduzioni tariffarie, concretizzandosi di fatto in un abbattimento generalizzato delle tariffe. In pratica sarà applicata una riduzione della tariffa mensile di 50 euro per il tempo corto, 65 per il tempo lungo e 75 per il tempo prolungato e riguarderà 1300 bambini frequentanti gli asili nido comunali e privati convenzionati ed una riduzione di 25 euro della tariffa mensile per i mille bambini frequentanti la scuola d’infanzia paritaria.

L’impianto di riscaldamento della scuola dell’infanzia di San Martino alla Tognazza, nel comune di Monteriggioni, è nuovamente operativo da venerdì 16 febbraio e sta gradualmente tornando a funzionare a pieno regime. Già questa mattina, lunedì 19 febbraio, i bambini e le insegnanti sono stati, infatti, accolti in aule riscaldate, dopo un ulteriore controllo da parte dei tecnici del Comune. E’ quanto afferma l’amministrazione comunale di Monteriggioni dando risposta anche alle segnalazioni ricevute nei giorni scorsi da parte dei genitori degli alunni e delle insegnanti. Nei giorni scorsi l’impianto era stato sottoposto a regolazioni di calore che non hanno dato l’esito auspicato e che sono state riviste e corrette nel pomeriggio di venerdì 16 febbraio per garantire al più presto la corretta funzionalità dell’impianto e il rientro in aula in maniera confortevole. Il monitoraggio continuerà anche nei prossimi giorni da parte di tecnici del Comune e soggetti coinvolti nella realizzazione dell’impianto.

Diventa realtà l’ipotesi di realizzare una struttura con moduli prefabbricati per riportare a Ribolla gli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado trasferiti a Roccastrada dopo il sequestro da parte del Tribunale di Grosseto. La giunta comunale ha approvato venerdì 16 febbraio lo stanziamento delle risorse necessarie - pari a circa 250 mila euro fino alla fine dell’anno scolastico di cui 100 mila euro in arrivo dalla Regione Toscana - e gli uffici stanno già predisponendo gli atti necessari ad avviare la gara di appalto per realizzare la struttura entro le prossime settimane nel Piazzale della Paga, da cui sarà spostato il mercato settimanale. Nei prossimi giorni il Comune convocherà un nuovo incontro con i genitori per fare il punto sullo stato attuale e fornire ulteriori informazioni sull’intervento in programma. “Il ritorno a Ribolla nel minor tempo possibile degli alunni trasferiti a Roccastrada - afferma il primo cittadino Francesco Limatola - era una promessa fatta ai genitori una settimana fa, durante l’assemblea pubblica, e un obiettivo che avevamo annunciato poche ore dopo la sentenza di sequestro della scuola per mantenere le attività didattiche nella frazione e permettere alle famiglie di essere vicini ai bambini più piccoli. Ci siamo messi subito a lavoro per valutare la fattibilità tecnica ed economica di una struttura con moduli prefabbricati e ieri abbiamo avviato ufficialmente l’iter per riportare gli alunni a Ribolla. L’area individuata è il Piazzale della Paga, ritenuto idoneo per la sua ampiezza e per la vicinanza ad altre strutture scolastiche e pubbliche, e il nostro auspicio è quello di poter inaugurare i nuovi spazi entro i primi giorni di aprile, accogliendo qui i 216 bambini e ragazzi trasferiti a Roccastrada”. “Le difficoltà economiche e i disagi seguiti al sequestro della scuola di Ribolla - aggiunge Limatola - non hanno fermato il lavoro dell’amministrazione comunale per realizzare una nuova struttura scolastica. Il bando per la progettazione scade il 28 febbraio e siamo in costante contatto con la Regione Toscana, che ringrazio, per reperire nuove risorse da destinare all’intervento. Al tempo stesso, stiamo monitorando ogni giorno il trasferimento degli alunni, con particolare attenzione per quelli che si recano a Roccastrada, e stiamo cercando di ridurre i disagi ottimizzando i servizi messi a disposizione. Ogni mattina mi reco personalmente in Piazza della Libertà quando partono i cinque autobus che accompagnano gli alunni a Roccastrada per parlare con i genitori e le insegnanti e continuerò a farlo finché i bambini e i ragazzi non torneranno a Ribolla”.

Redazione Nove da Firenze