Rubrica — Arte & Mercato

Arte Contemporanea a Firenze: piacerà Urs Fischer?

​Dopo Jeff Koons ed Ai Weiwei il protagonista assoluto sarà lo svizzero Urs Fischer


Un’opera monumentale in contrasto quantomeno provocante tra antico e contemporaneo. Big Clay è l’ingrandimento di piccoli pezzi di creta modellati dall'artista nel suo studio.

Firenze ci riprova ospitando un'opera dell'artista svizzero noto per aver liquefatto il Ratto delle Sabine del Giambologna. 
Una provocazione artistica che segue la linea culturale di una città che intende uscire dalle maglie di ferro del Rinascimento aprendosi al mondo, plasticamente. Piacerà stavolta?

Piazza della Signoria ospita nuovamente In Florence, il grande evento di arte contemporanea ideato da Fabrizio Moretti e Sergio Risaliti, promosso dal Comune di Firenze e organizzato dall’Associazione Mus.e. in concomitanza con la Biennale Internazionale d’Antiquariato di Firenze, giunta alla sua XXIX edizione. 

Urs Fischer nel 2011 in occasione della 50° Biennale di Venezia, ha fatto sciogliere una copia in cera a grandezza reale del Ratto delle Sabine presente dal 1583 sotto la Loggia dei Lanzi.
 Fischer torna con un progetto artistico che non mancherà di suscitare forti reazioni e discussioni sul linguaggio dell’arte contemporanea, sulla ridefinizione del gusto, sull’evoluzione delle tecniche e del concetto di bellezza, in un duello tematico e formale tra neo-classicismo e informe, tra antico e moderno, tra le immagini di Bandinelli, Cellini e Giambologna e quella di Urs Fischer, che da anni esplora l’imperfezione e l’entropia, la relazione tra opera e spazio, tra arte e mondo del cinema, tra vivere quotidiano e immaginario artistico con una carica sperimentale e una forza espressiva tanto inusuale quanto straordinaria, anche nel rinnovare o rischiare tecniche e temi senza limiti di tempo, di genere o di stile.

Il Sindaco di Firenze, Dario Nardella ha spiegato “Ci siamo cimentati in mostre internazionali pensate per la nostra città dai grandi artisti del mondo, creando cortocircuiti ed esperienze dialettiche anche spiazzanti tra antico e contemporaneo, tra linguaggi e stili, tecniche e materiali, con l’intento di incuriosire e restituire un poco di vitalità allo sguardo, molte volte disabituato a scoprire il nuovo perfino nell'antico. Dobbiamo sfidare i pregiudizi e le ideologie di comodo, godiamoci con stupore e sorpresa le opere di Urs Fischer, artista neo-rinascimentale. Una grande occasione per continuare con coraggio e determinazione nel percorso intrapreso due anni fa assieme alla Biennale Internazionale dell'Antiquariato. Siamo pronti ad accogliere l'energia poetica di questo straordinario artista, assieme alle emozioni e discussioni che le sue invenzioni provocheranno. Firenze ormai si è aperta al contemporaneo, è un laboratorio e non vuole ridursi a essere una bella vetrina, una città museificata. Vogliamo essere protagonisti del presente per non ridurre l'aureo rinascimento a un fossile del passato".

L’artista svizzero, residente da molti anni a New York, ha ideato un doppio progetto inedito. Oltre Big Clay, scultura di circa 12 metri in metallo, Fischer posizionerà due opere sull'Arengario di Palazzo Vecchio: tra la riproduzione del David di Michelangelo e quella di Giuditta e Oloferne di Donatello, in continuità con le esposizioni di Jeff Koons (2015) e Jan Fabre (2016), l’artista svizzero posizionerà due figure umane, trasformate in candele, che si consumeranno lentamente durante la durata della mostra, quali simboli della finitezza umana e della durevolezza dell’arte.

Le due figure sono Francesco BonamiFabrizio Moretti, visti dall'artista come cittadini del mondo che hanno le loro radici nel territorio e nella sua cultura, due ritratti che attraverso la consumazione della cera diventeranno corpi astratti. 

Redazione Nove da Firenze