​Arresti per corruzione a Firenze, un funzionario pubblico e due professionisti 

Una complessa inchiesta concernente appalti pubblici all’epoca gestiti dall’Ente per i Servizi Tecnico-amministrativi di Area Vasta


Nella mattinata odierna, militari del Comando Provinciale Guardia di Finanza di Firenze hanno dato esecuzione ad una ordinanza applicativa di misure cautelari agli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale del Capoluogo Toscano – Dott. Angelo Antonio Pezzuti – su richiesta della locale Procura della Repubblica diretta dal Procuratore Capo, Dott. Giuseppe Creazzo, nell’ambito di una complessa inchiesta concernente appalti pubblici all’epoca gestiti dall’Ente per i Servizi Tecnico-amministrativi di Area Vasta (ex “ESTAV”, ente pubblico regionale di supporto alle Aziende Sanitarie Toscane, ora “ESTAR”) che vede coinvolti, tra gli altri, nr. 3 soggetti ritenuti responsabili di aver indotto degli imprenditori privati a dare o promettere utilità (ex art. 319 quater c.p.).

In particolare, il citato provvedimento giudiziario ha riguardato un funzionario pubblico regionale, all’epoca dei fatti in servizio presso l’ESTAV che rivestiva anche la mansione di Responsabile Unico del Procedimento (RUP) nell’ambito della procedura ad evidenza pubblica diretta all’acquisizione, per un importo di oltre € 17 milioni, di un immobile da adibire a magazzino logistico di deposito e distribuzione di farmaci e presidi sanitari delle Aziende sanitarie di Firenze, Empoli, Prato e Pistoia. Analogo provvedimento restrittivo è stato emesso nei confronti di due professionisti, sodali nell’attività delittuosa posta in essere dal menzionato RUP.

Più nel dettaglio, nel corso delle investigazioni coordinate dal Sost. Proc. Dott. Paolo Barlucchi, i Finanzieri del Gruppo Tutela Spesa Pubblica del Nucleo di Polizia Tributaria di Firenze hanno accertato che il pubblico ufficiale aveva indotto l’amministratore della società venditrice dell’immobile ubicato in Calenzano, a concedergli diverse utilità, consistenti sia nell’”assegnazione” dell’incarico di progettazione e direzione dei lavori di ristrutturazione dell’immobile in argomento a favore di un ingegnere per un importo complessivo di € 250.000 (somme in parte poi girate attraverso gli incarichi di progettazione commissionati a terzi), sia nell’affidamento dei successivi lavori di ristrutturazione e pulizia dello stesso immobile, per un importo di oltre € 5 milioni ad una società riconducibile al pubblico ufficiale. Appalto poi non eseguito per non aver prestato garanzie bancarie tali da essere ritenuta affidabile dall’istituto di credito che doveva finanziare le spese da sostenere per l’esecuzione dei lavori.

Nel medesimo contesto investigativo, le Fiamme Gialle fiorentine hanno altresì rilevato che lo stesso, nell’ambito di ulteriori 3 gare ad evidenza pubblica, afferenti, rispettivamente, all’affidamento dei lavori di ripristino del tetto della palazzina 14 di San Salvi, danneggiato da un evento atmosferico, all’impianto di condizionamento della medesima, nonché dei lavori per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’impianto antincendio ad idranti per il nuovo MAV di Calenzano, per un importo complessivo di circa € 500 mila, ha indotto il legale rappresentante della ditta aggiudicataria di tutti i lavori ad affidare: ad un socio occulto, l’incarico della progettazione esecutiva dei lavori di condizionamento della palazzina 14 di San Salvi e dell’impianto antincendio ad idranti per il nuovo MAV di Calenzano; in subappalto non autorizzato i lavori per il condizionamento della menzionata palazzina ed i lavori per la realizzazione dell’impianto antincendio ad idranti per il nuovo MAV di Calenzano; in subappalto non autorizzato i lavori per il ripristino della palazzina 14 di San Salvi danneggiata da un evento atmosferico. 

Era il 2015: Stefano Mugnai (oggi Capogruppo di Forza Italia in Regione) portava in Consiglio regionale gli esiti del lavoro condotto nel semestre precedente come presidente della Commissione d’inchiesta sulla gestione del patrimonio immobiliare delle Asl rilevando "una situazione sconfortante" la cui definizione era affidata a una relazione approvata all’unanimità.

"Il quadro che denunciai allora era tragico ed è coerente con le notizie odierne sull’arresto di un funzionario Estar. A chiusura di quei lavori, in cui rilevammo una gestione come minimo approssimativa, quando non oscura, degli immobili in capo alle Aziende sanitarie, approvammo la relazione all’unanimità. Compreso – ricorda Mugnai – il commissario del Pd. Proprio come accaduto per le Commissioni d’inchiesta sul Forteto. E anche in questo frangente, la sovrapponibilità di quanto da noi ricostruito rispetto alle ipotesi investigative che hanno portato all’arresto di oggi è impressionante. San Salvi, Calenzano, alcuni immobili di Firenze, impiego di fondi ministeriali a destinazione vincolata… tanto di quanto si va delineando oggi, lo segnalammo noi allora individuando l’assenza di meccanismi di controllo e un’eccessiva frammentazione che non consentiva di tracciare responsabilità e competenze. I frutti di questa gestione della cosa pubblica sono notizia di oggi".

Redazione Nove da Firenze