Rubrica — Mostre

Arezzo: una mostra dedicata agli scavi del Pionta

L’inaugurazione venerdì 1 dicembre alla Galleria Ivan Bruschi in Piazza San Francesco


Il sito archeologico del colle del Pionta rappresenta un luogo di grande importanza urbana, architettonica, artistica e di fede nel passato di Arezzo, riassume aspetti propri del patrimonio costruito e del patrimonio intangibile che hanno nel tempo sostenuto il ricordo di questo luogo seppur a seguito degli antichi eventi distruttivi.

La mostra “Sacre macerie Arezzo torna al Pionta”, che sarà inaugurata il giorno 1 dicembre alle ore 12.00 presso la Galleria Ivan Bruschi situata in Piazza San Francesco, è stata realizzata da Arezzo per la Storia – Associazione Academo, l’Istituzione che attualmente lavora agli scavi del Colle del Pionta e si muove attivamente sul territorio nazionale ed internazionale, fornendo servizi di utilità pubblica con operazioni e ricerche di natura archeologica e paleoantropologica al fine di apportare nuovi e decisivi elementi che possano far luce su eventi primitivi che si ritiene abbiano condizionato il comportamento dell’uomo in tutti i suoi aspetti, comportamentali, civili e religiosi.

In questa esposizione l’Associazione Culturale Academo presenta una selezione di pannelli e video per mostrare in maniera multimediale ed avvincente il complesso di ricerche architettoniche ed archeologiche portate avanti dal 2014 con il Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi di Firenze, il Dipartimento di Storia dell'Università di Roma Tor Vergata e con la piena collaborazione degli enti preposti alla tutela dei Beni Culturali. Questi impegnativi ed intensi interventi hanno portato alla realizzazione di un nuovo rilievo digitale e dettagliato dell'area, di nuove indagini e scavi archeologici e alla produzione di nuovi accurati materiali multimediali, alla presentazione e verifica delle ipotesi ricostruttive. Nella mostra, un articolato percorso tra nuove scoperte, proposte, teorie, opere e temi relativi all'antica cittadella fortificata, permetteranno al visitatore di riscoprire e interpretare la realtà culturale, archeologica e architettonica di un luogo “spesso” ignorato e mal compreso. Gli strumenti della ricostruzione virtuale, le nuove scoperte archeologiche, la lettura dell'esistente e lo sviluppo di nuove teorie incontrano una soluzione tecnologica di qualità per una mostra che vuole riportare una componente chiave della vicenda storica aretina nella mente e nel cuore della città contemporanea. Il progetto ha ottenuto riconoscimenti importantissimi, sia a livello locale meritandosi il patrocinio del Comune di Arezzo sia a livello nazionale con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l' UNESCO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura.

Redazione Nove da Firenze