Rubrica — In cucina

“Appennino, Terra di Valore e di Valori”, raccolti 1.006 euro per il progetto “La Buona Strada”

Nel convegno sono stati trattati importanti temi come la difficoltà di produrre in Appennino, il difficile riconoscimento di un prezzo equo dei prodotti, la necessità di riconoscere il ruolo dell'agricoltore come custode del territorio


Una giornata di confronto fra realtà economiche, associative e produttive che vivono, lavorano e producono sull'Appennino, un territorio ricco di potenzialità, ma anche di fragilità, due punti ai quali si è provato a dare risposte nel convegno “Appennino, terra di valore e di valori” organizzato a Loro Ciuffenna (Ar) sabato 9 settembre scorso.

Una giornata di scambio e di progettualità, in cui sono stati trattati importanti temi come la difficoltà di produrre in Appennino, il difficile riconoscimento di un prezzo equo dei prodotti, la necessità di riconoscere il ruolo dell'agricoltore come custode del territorio. Una occasione anche per far ripartire il confronto con le istituzioni su problemi urgenti come la gestione dei danni provocati dalla fauna selvatica. Tanti i relatori intervenuti, alcuni dei quali anche dal centro Italia, che con i loro interessanti interventi hanno ricondotto ad una riflessione generale e portato importanti stimoli.

Il congresso si è svolto nell'ambito di una due giorni organizzata in occasione della Festa del Perdono sabato 9 e domenica 10 settembre scorso a Loro Ciuffenna (Ar). Una due giorni che ha visto anche una cena di solidarietà nel borgo di Loro Ciuffenna a base di prodotti tipici del territorio e raccolta fondi a favore del progetto “La Buona Strada” di Slow Food Italia. Tante le persone intervenute e raccolti 1.006 euro che verranno interamente devoluti al progetto rivolto alle aziende agricole e produttori artigiani vittime del sisma che ha colpito il centro Italia nel 2016. L'obiettivo è quello di fornire a queste aziende gli strumenti per riprendere a produrre e distribuire i loro prodotti con un caseificio mobile, un furgone mercato, uno spaccio e un Mercato della Terra. Il costo totale del progetto è di 180mila euro e la raccolta è attiva da tempo. Maggiori info: https://www.produzionidalbasso.com/project/la-buona-strada-ripartiamo-dal-cibo.

Proprio riguardo alla cena con raccolta fondi un ringraziamento speciale va all'Associazione Proloco di Loro Ciuffenna artefice dell'organizzazione e della gestione con i propri volontari, all'associazione produttori del Pratomagno che ha fornito con le aziende socie tutta la materia prima e ai cuochi di alcune osterie del territorio che, a titolo gratuito, hanno cucinato: Ristorante da Vivenz di Levane, Il Canto del Maggio della Penna, Cassia Vetus di Terranuova Bracciolini, La casa del Buono della Cicogna, Osteria da Sàgona a Loro Ciuffenna.

Un ringraziamento, infine, alla popolazione di Loro Ciuffenna che ha accolto e partecipato attivamente all'iniziativa, sia al convegno sia alla cena di solidarietà.

Unico neo della bellissima due giorni il meteo avverso della domenica che ha impedito lo svolgimento del Mercato della Terra della Montagna.

La manifestazione è stata promossa da: Comune di Loro Ciuffenna, Slow Food Toscana, Slow Food Colli Superiori del Valdarno, Associazione Produttori del Pratomagno, Associazione Proloco di Loro Ciuffenna, assieme al Comune di Terranuova Bracciolini. Ed ha ricevuto il patrocinio di: Regione Toscana, Provincia di Arezzo, Unione dei Comuni del Pratomagno, Unione dei Comuni Montani del Casentino ed è stata organizzata in collaborazione con gli stati Generali dell'Appennino e la Carta dei Valori del Pratomagno. 

Alcuni interventi del convegno “Appennino, terra di valore e di valori”

Tanti gli argomenti affrontati nel corso del convegno di sabato 9 settembre intitolato “Appennino, terra di valore e di valori” con il sindaco di Loro Ciuffenna: Moreno Botti, il sindaco di Terranuova Bracciolini Sergio Chienni, e le altre autorità.

Paolo Schiatti, presidente della Brigata di Raggiolo, ha sottolineato come il concetto di identità della montagna sia governato da codici esistenziali e come le varie progettualità e i meccanismi di collaborazione debbano essere ispirati ai principi della Carta dei Valori del Pratomagno. Per questo ha auspicato un ruolo incisivo delle istituzioni per la realizzazione di un progetto di area, considerando rilevante il ruolo del volontariato all’interno del progetto Carta dei Valori.

Francesco Nelli, sindaco di Cittareale, comune italiano di 476 abitanti della provincia di Rieti (Lazio), colpito dal sisma nel 2016 ha riportato l’esperienza di ricostruzione e rilancio economico del comune e illustrato i progetti di ricostruzione post terremoto attraverso la realizzazione di infrastrutture antisismiche e il rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici. Non ultimo ha esaminato il ruolo dei piccoli comuni nel contesto dell’Appennino sottolineando la necessità di potenziare le forme di comunicazione attraverso i social network e le infrastrutture telematiche.

Mara Mammuccini del Comune di Terranuova Bracciolini ha illustrato le modalità di gestione del progetto Pensa che mensa!la mensa scolastica del Comune di Terranuova Bracciolioni e dei rapporti di collaborazione sviluppati nel corso degli anni con i produttori del territorio al fine di fornire un’alimentazione sana ai bambini e al tempo stesso un’opportunità di crescita per i produttori locali. L’inserimento di prodotti biologici nella mensa dell’asilo nido è avvenuta a partire dall’inizio degli anni ’80. In questo percorso, la formazione dei menu ha visto l’introduzione di prodotti sempre più specifici, fino ad arrivare, di recente, alla proposizione della carne Chianina.

Il Comune ha poi avviato numerosi tavoli di concertazione con la Regione Toscana e numerosi progetti di filiera corta. Nella strutturazione dei menu, le normative comunitarie, impongono il rispetto dei costi proposti all’utenza e il raggiungimento degli equilibri alimentari attraverso la proposizione di prodotti biologici.

Domenico Nicoletti, direttore dell’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ha parlato dell’opportunità che i comuni montani della Toscana possono avere attraverso l’adesione al progetto di banda ultralarga proposto dalla Regione Toscana. Per l’Ente Parco del Gran Sasso, che vi ha già aderito partecipando ad un bando analogo proposto dalla Regione Abruzzo, ciò ha rappresentato un importante volano per lo sviluppo economico locale. Ha sottolineato la necessità di potenziare l’intervento legislativo, affinché possano essere rilanciate le attività economiche di questi luoghi. Ha citato la Convenzione Europea del Paesaggio, dove l’Italia è capofila, in riferimento all’opportunità di riacquistare una maggiore forza d’identità dei territori. In tal senso ha proposto di candidare i territori al premio del paesaggio facendo sì che gli stessi acquisiscano capacità specifiche di tutela e di valorizzazione. In fin ha invitato le amministrazioni locali presenti a verificare le criticità e sviluppare forme di rilancio puntando nel ruolo dell’imprenditoria giovanile e dei saperi locali.

Luca Santini, presidente dell’Ente Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna ha illustrato il progetto Oltreterra realizzato con Slow Food, riferito agli accordi di conservazione e di tutela della forestazione, dell’agricoltura dello sviluppo turistico.

Ha sottolineato alcuni aspetti rilevanti per il rilancio dei prodotti locali a partire dalle mense scolastiche per arrivare alla valorizzazione delle feste paesane. Ha illustrato un percorso avviato con Toscana Sviluppo per il rilancio economico delle aree protette. Inoltre ha illustrato i risultati positivi ottenuti attraverso la realizzazione di alcune progettualità nell’ambito dell’Ente Parco Foreste Casentinesi, che, negli ultimi cinque anni hanno portato ad un incremento delle presente turistiche passate da 200.000 a 600.000 pernottamenti.

Marco Noferi di Paterna Cooperativa Agricola ha spiegato l’esperienza produttiva dell’azienda agricola di proprietà, sottolineando come negli ultimi anni i cambiamenti climatici abbiano influenzato in maniera determinante le produzioni. Fra le necessità del processo produttivo ha messo in evidenza la necessità di implementare la ricerca e il potenziamento degli investimenti, cambiando approcci e applicando metodi sperimentali di produzione.

Fra gli aspetti che frenano lo sviluppo delle piccole aziende ha posto in rilievo le difficoltà che sta incontrando il mercato per quanto riguarda i prodotti del territorio soprattutto per i meccanismi di cattiva concorrenza pertanto ha proposto di riscrivere una serie di priorità rispetto alle quali rilanciare la qualità dei prodotti del territorio.

Leonardo Manetti della Cooperativa Toscana Giaggiolo ha illustrato la coltura del giaggiolo e sottolineato come gli agricoltori rivestano un ruolo fondamentale nella costruzione di un buon paesaggio. Il giaggiolo come prodotto autoctono e le rappresentazioni pittoriche nelle raffigurazioni paesaggistiche. Questa coltura contribuisce a disegnare i nostri territori e a scansionare alcune stagioni dell’anno, determinando una serie di incroci che realizzano un paesaggio variopinto. La coltivazione del giaggiolo in queste aree è favorita dalla tipologia dei terreni e rappresenta una coltura integrativa rispetto a quelle tradizionali, ha un basso impatto ambientale, in quanto non vengono utilizzati diserbanti e ha una funzione turistica per la sua grande forza attrattiva.

Daniele Corrotti presidente dell’Associazione Produttori del Pratomagno ha sottolineato l’importanza dei meccanismi di aggregazione fra agricoltori (l’aggregazione che fa agricoltura), rimarcando come l’agricoltura sviluppi sodalizi fra gli operatori del settore, essenzialmente per due motivazioni: per piacere, per necessità. Ha posto in rilievo il problema della mancanza delle risposte da parte della politica, soprattutto per quanto riguarda la necessità di interventi urgenti, come in riferimento ai problemi legati alla fauna selvatica. Ha rimarcato inoltre come i problemi burocratici costituiscano un ulteriore ostacolo, soprattutto per le piccole imprese agricole, che spesso finiscono con l’essere soverchiate dalle aziende più grandi. Ha invitato le Istituzioni a valutare la sopravvivenza di queste piccole realtà, dove spesso i ricavi piccoli non riescono a ricoprire i costi.

Sonia Chellini vicepresidente Slow Food Italia ha illustrato il progetto La buona strada improntato sull’importanza strategica dei percorsi di formazione e di crescita dei piccoli produttori.

Vincenzo Ceccarelli, assessore alle Infrastrutture, Mobilità, Urbanistica e Politiche abitative della Regione Toscana nel suo intervento ha sottolineato l'importanza di questo convegno definito “Stati Generali della Montagna”, rimarcando come occorra individuare le condizioni per operare in montagna attraverso il mantenimento e l’implementazione dei servizi e individuando forme di equilibrio che rilancino l’agricoltura. Rispetto ai problemi burocratici, emersi in vari interventi, ha fatto notare come gli stessi sono spesso dovuti ai disciplinari comunitari che impongono determinate prescrizioni. Inoltre il ruolo di un’agricoltura di montagna dovrebbe essere polifunzionale, ossia, oltre al suo ruolo principale, dovrebbe anche favorire forme di preservazione del paesaggio ed essere funzionale alla prevenzione degli incendi. Ha lanciato come spunto la cura della forestazione per l’avvio di una filiera del legno ed ha proposto l'elaborazione di un documento sulle problematiche emerse nel corso della giornata da sottoporre all’attenzione di Regione Toscana.

Fabbri ha parlato della Carta dell'olio, progetto di tutela e valorizzazione della produzione olearia dell’area Pratomagno/ Setteponti, ricordando come all’interno del progetto siano stati realizzati Corsi di aggiornamento per gli operatori e Corso di degustazione aperto alla cittadinanza, e 25 cittadini hanno partecipato alla manifestazione Master of Food con soggetti promotori: Slow Food, una decina di produttori, 7 ristoratori, Confesercenti e Confcommercio, i Comuni di Loro Ciuffenna e Terranuova Bracciolini. Al termine del suo intervento un dibattito avviato sul giusto prezzo dell’olio extravergine di oliva locale, ha individuato come quello “equo” in 13-16 €/kilo.

Enzo Brogi dell'Associazione culturale Altredirezioni ha raccontato l’esperienza nata nel Pratomagno 3 anni fa con Folco Terzani per portare tante persone a vedere l’alba in Pratomagno, partendo contemporaneamente da piazza della Signoria a Firenze e da Arezzo, realizzando un evento con forza emotiva – emozionale – culturale, il tutto camminando. L’esperienza si è ripetuta lungo il cammino della Setteponti da Reggello ad Arezzo (2016) /Castiglion Fibocchi (2017): 60-70 km in cui si incontrano Pievi romaniche, Borghi intatti e ricchi di storia e patrimonio artistico, un paesaggio disegnato dalle coltivazioni. Il cammino tocca sei comuni, e Loro Ciuffenna è epicentro ideale, tappe significative sono il museo Masaccio, le Pievi di Cascia di Reggello, Pian di Scò, Castelfranco, Gropina. Il cammino in tre giorni è realizzato con l’ospitalità di tutti i Comuni e la collaborazione della associazioni locali. Il cammino secondo Brogi alla luce di risultati ottenuti richiede un riconoscimento ufficiale come è successo per altri tratti (Francigena). Ha invitato i Sindaci a richiedere all’ente Regione Toscana un sostegno per rendere praticabile in ogni momento dell’anno il percorso mediante interventi di manutenzione e pulizia che attualmente vengono effettuati in prossimità dell’evento, per rendere il percorso praticabile interamente al di fuori della strada asfaltata. Ha proposto di costituire un’organizzazione dedicata alla progettazione di un cammino accessibile a tutti e realizzare un’occasione per il turismo.

Tommaso Campedelli, responsabile conservazione e monitoraggio progetto Life Granatha (Prog. Life = strumenti UE per finanziare progetti in campo ambientale). Il progetto si concentra su ambienti precedentemente coltivati a macchia montana, ma che in seguito all’abbandono della montagna si sono evoluti rapidamente in bosco, si propone di sperimentare la modalità del “fuoco prescritto”, utilizzato in molti paesi per conservare pascoli e prevenire gli incendi. Area centrale di intervento si stende su 160 ettari circa: Montrago-Cocullo-Area delle Casacce (Faeto/ Anciolina/ Casamona/ Chiassaia), l’obiettivo è ricreare una filiera produttiva sulla lavorazione della scopa, mediante l’indizione di un bando pubblico per la gestione del servizio di raccolta della materia prima in aree prescelte per la vicinanza a vie di comunicazione, rendendo disponibile l’infrastruttura per la lavorazione nonché uno sbocco di mercato presso cooperative di spazzamento.

Daniele Menabeni, presidente dell’Associazione Fagiolo Zolfino nata nel 2013 da un gruppo di agricoltori, ha ricordato come il fagiolo zolfino sia un prodotto che si vende molto e non ha problemi a trovare acquirenti, ma l’associazione mira a proteggere la qualità del seme locale nei confronti di materiali di non certa provenienza. Per questo si occupa direttamente dei procedimenti di confezionamento ed etichettatura: ha auspicato una collaborazione con le amministrazioni comunali per rientrare nel Presidio Slow Food. Lo statuto dell’Associazione prevede dei sopralluoghi sui campi di produzione per controllare il rispetto delle regole dell’Associazione: coltivazione senza diserbanti e limitata irrigazione per preservarne le caratteristiche (caratteristica consistenza della buccia). Le ripetute grandinate del 2016 hanno impedito l’accesso alla coltivazione per rimuovere le erbe manualmente, mentre l’annata 2017 è stata pesantemente segnata dalla siccità e dalla presenza di ungulati.

Mauro Mugnai, della Pro-Loco di Cetica, ha parlato della patata di Cetica, frazione che può definirsi scomparsa, in quanto sono cessate gran parte delle attività commerciali. Si è cercato di intervenire con la redazione di “mappe di comunità” contattando tutte le famiglie, sia quelle che sono rimaste, sia quelle che si sono trasferite altrove, e si è proceduto alla relativa pubblicazione dei dati e documenti raccolti, utilizzando per queste il ricavo delle feste di paese. Un altro intervento di promozione dell’identità della comunità è stata l’adesione all’ecomuseo del Casentino. Si è registrato in effetti un ritorno delle famiglie ed una rivitalizzazione del territorio.

Per quanto riguarda la patata rossa di Cetica gli studi del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche di Firenze hanno rilevato assenza della tossicità propria delle solanacee, presenza di acidi antiossidanti e antinfiammatori. Mugnai ha proposto inoltre l’estensione del Consorzio di tutela della patata ad un’area più vasta della sola frazione di Cetica, ma tenendo conto dei seguenti fattori: prodotto di nicchia troppo presente sul mercato e quindi probabilmente oggetto di plagio, coltivazione molto delicata in quanto necessita di frequente rigenerazione, estensione del consorzio deve rispettare le caratteristiche della coltivazione.

Andrea Giovannuzzi, presidente del Consorzio della farina di castagne del Pratomagno e del Casentino ha ricordato come il Consorzio si sia costituito nel 2007, e inizialmente si sono registrati una scarsa propensione all’aggregazione e la mancanza di una struttura organizzativa, oltre alle difficoltà legate al ricambio generazionale e alla crisi della produzione (cinipide del castagno).

Ha ricordato come per la promozione del prodotto tipico sia necessario fare rete fra i produttori, mantenendo piccole filiere locali, o più specificamente alla costituzione di una rete d’impresa che permetta di coordinare e tutelare la produzione anche nelle aree più marginali. Utile allo scopo sarebbe inoltre la definizione di standard comuni di confezionamento e utilizzazione a fini produttivi il “Molino di Morino” a Raggiolo. Dalla Valle del Teggina proviene la varietà Reggiolana con buona propensione alla trasformazione. L’attività di produzione e tutela può affiancarsi ad attività di accoglienza turistica, anche mediante una collaborazione con l’Ecomuseo del Casentino.

Paolo Cerofolini, presidente del Biodistretto del Casentino ha ricordato come la produzione biologica in Casentino sia resa possibile dalla coesione sociale presente nel territorio, che le amministrazioni dovrebbero appoggiare anziché impegnarsi in “progetti calati dall’alto”, vista l'attesa di una Legge Regionale sulla piccola agricoltura.

Raffaella Grana, coordinatrice dell’evento e Presidente di Slow Food Toscana, ha ricordato il progetto “La Buona Strada” con l'esperimento del furgone di trasformazione che va direttamente dai piccoli produttori per mettere a disposizione le apparecchiature invitando tutti a sostenerlo.

Infine Francesca Neri del Comune di Terranuova Bracciolini ha ricordato come per 2017 siano stati diversi i soggetti che hanno collaborato alla realizzazione della stagione culturale che ha svolto anche la funzione di promozione del territorio. Avvalendosi di strutture ricettive dall’appeal prestigioso si sono abbinati eventi culturali alla degustazione di vini e prodotti locali, somministrati dai produttori stessi, che hanno potuto far conoscere il “vissuto” dell’agricoltura, aggiungendo un ulteriore motivo di interesse all’evento. Si è trattato di una stagione sperimentale, promossa congiuntamente dai Comuni di Loro Ciuffenna e Terranuova Bracciolini che ha dato molti motivi di soddisfazione.

www.comune.loro-ciuffenna.ar.it

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Redazione Nove da Firenze