Neonati negli ospedali toscani: i primi del 2018 sono stranieri

Secondo il Report fornito dall'Azienda Usl Tc. Stasera a Firenze manifestazione a favore dell'accoglienza, organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio. A Sesto Fiorentino nuovo progetto di mediazione sociale del centro di accoglienza Il Gerlino


E' nata alle 3:57 all'Ospedale Santo Stefano di Prato, la prima nata del 2018 nei reparti Maternità dell'Azienda Usl Toscana Centro. E si tratta di una straniera, per la precisione di una bambina nigeriana. Seguita dalla prima femmina con cittadinanza italiana, alle 7.37 al Santa Maria Annunziata di Firenze e dall'italiano Fabio nato alle 11,36 a San Giovanni di Dio.

L'ultimo nato del 2017, invece, al Santa Maria Annunziata alle 22.38 è un maschio, che batte in questa particolare classifica la Martina, nata alle ore 19.56 al San Giovanni di Dio. Seguita dai due stranieri nati ieri al S.S. Cosma e Damiano di Pescia (la femmina Tabaku Ejsi) e una cinesina 16:53 al S. Stefano di Prato. Un dato assolutamente nella media dei sei reparti maternità degli ospedali dell'Azienda Usl Toscana Centro, dove nel 2017 sono nati 7586 bambini, di cui 3440 stranieri.

Proprio sul tema dell'integrazione, oggi pomeriggio a Firenze, nella Giornata mondiale della pace, la Comunità di Sant'Egidio ha promosso la manifestazione 'Pace in tutte le terre'. L'appuntamento alle ore 17 in Piazza Madonna della Neve da dove, il corteo ha raggiunto alcune tappe dedicate ai temi del messaggio di Papa Francesco: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Ad ogni sosta è stata viluppata una breve testimonianza. Al termine del corteo una festa.

Parlare liberamente delle paure, dei problemi percepiti e vissuti legati all’accoglienza e alla crisi migratoria e lavorare insieme per trovare soluzioni condivise ai problemi della città. Sono alcuni degli obiettivi del progetto del centro di accoglienza Il Gerlino che ha messo al lavoro i suoi operatori nelle piazze del centro storico di Sesto Fiorentino, P.zza Vittorio Veneto e P.zza del Mercato, al fine di creare sulla strada spazi di dialogo che possano facilitare le relazioni e la conoscenza tra migranti e sestesi. Vengono infatti dal Bangladesh, dal Senegal, dalla Liberia, dal Mali come dal Pakistan i nuovi frequentatori del centro storico della città, sono i richiedenti asilo del centro di accoglienza dell’ex hotel Il Gerlino gestito dalla cooperativa sociale Il Cenacolo (del gruppo cooperativo Co&So) e con la loro presenza le strade e le piazze sono diventate palcoscenico di una nuova quotidianità imperniata su differenze socio culturali e linguistiche, talvolta radicali, che rischiano di generare sentimenti di allarmismo, paura e distanza. Per affrontare questi sentimenti nasce l’azione di mediazione sociale sviluppata dagli operatori del centro di accoglienza di Via Mazzini, che lavorano per ascoltare e incoraggiare cambiamenti e soluzioni di possibili conflitti. Per quattro ore ogni giovedì mattina con il mediatore linguistico culturale Pape Diaw gli operatori del centro di accoglienza parlano con i cittadini per raccogliere percezioni, esigenze, proposte. Per risolvere alcuni dei problemi segnalati sono state già messe in pratica azioni come l’operazione anticicche che si è svolta a luglio, ma sarà replicata presto con altri volontari: migranti del centro Il Gerlino, scout e cittadini sestesi sono partiti per raccogliere carte e cicche e restituire decoro alla piazza e al parcheggio di fronte al palazzo comunale. Un’altra delle azioni condivise è il “Laboratorio di orientamento al lavoro” che prevede il coinvolgimento di sei ospiti del Gerlino e dei commercianti. Venerdì scorso i migranti che “si sono allenati” nella ricerca attiva di un lavoro hanno simulato un colloquio di lavoro grazie al titolare del Bar Blu Via Dante Alighieri. E le simulazioni continueranno in futuro con il coinvolgimento delle altre attività commerciali intercettate dai mediatori di strada. Oltre a garantire la presenza fissa in piazza tutti i giovedì, per l’ascolto e il dialogo, oltre a replicare i progetti già concretizzati (l’operazione di pulizia e la simulazione del colloquio di lavoro) gli operatori del centro di accoglienza organizzeranno nei prossimi mesi anche visite guidate (condotte dal gruppo di frequentatori abituali della piazza che porteranno i migranti del centro di accoglienza a conoscere i luoghi storici del centro di Sesto Fiorentino), workshop fotografici e laboratori in piazza che coinvolgeranno ancora insieme rappresentanti delle associazioni sestesi, negozianti, cittadini e migranti. Il centro di accoglienza straordinaria gestito dalla cooperativa sociale Il Cenacolo, aderente al gruppo cooperativo Co&So, è stato aperto due anni fa nei locali della ex biblioteca e da quest'anno si è trasferito accanto all'ex hotel Il Gerlino. Dal 2016 nell'ambito dei protocolli di intesa "MigrAzioni per gli altri" e "MigrAzioni per lo Sport" sviluppati dal Comune di Sesto Fiorentino, 25 ragazzi sono stati coinvolti in attività di volontariato, sport e attività teatrali grazie all’impegno di associazioni sestesi come Agesci, Misericordia, Doccia Calcio, Laboratorio Nove e Auser. Alcuni di loro sono riusciti a trovare un'occupazione nel campo della pelletteria e della ristorazione con un regolare contratto o sono inseriti in un percorso di formazione/orientamento al lavoro.

Redazione Nove da Firenze