"Appalti alberghieri, addetti senza lavoro né ammortizzatori"

Allarme Filcams Cgil Firenze. “Sono lavoratori fragili che ne avrebbero diritto ma né loro né le ditte attivano le pratiche di accesso. Ognuno deve fare la sua parte”

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
30 marzo 2020 12:44

Firenze, 30-3-2020 - In questi giorni di lockdown, la Filcams Cgil di Firenze resta in campo mettendo in atto azioni di tutela, individuali e collettive, che oggi, più che mai, sono divenute necessarie per non dire vitali.

Due le priorità: salute e sicurezza sul lavoro, continuità reddituale.

"Su quest'ultima, - spiega Maurizio Magi Filcams Cgil Firenze stiamo sottoscrivendo accordi di ammortizzatori sociali con le nostre controparti. Tra questi, assumono una certa importanza quelli del comparto ricettizio alberghiero, visto il numero impressionante di lavoratrici e dei lavoratori di questo settore in cassa integrazione (circa 2mila).

Vogliamo sottolineare tuttavia che si tratta, perlopiù, dei dipendenti diretti degli alberghi e non di quelli delle società che in appalto a quest'ultimi svolgono i vari servizi di pulizia, facchinaggio, ristorazione, eccetera.

Abbiamo sempre denunciato - prosegue Magi - le condizioni di forzata "invisibilità" di queste lavoratrici e di questi lavoratori (deboli economicamente, precari, poco tutelati, spesso stranieri) e le politiche di terziarizzazioni anomale messe in atto dalle società appaltatrici e dagli alberghi loro committenti.

Ebbene, di fronte all'emergenza di questi giorni, ci domandiamo che fine abbiano fatto questi lavoratori "invisibili", che a Firenze - si stima - sono oltre 2mila (in quanto negli alberghi spesso sono più dei diretti).

Perchè - sia chiaro - la sospensione dei licenziamenti ed i provvedimenti di estensione degli ammortizzatori sociali varati in questi giorni dal Governo valgono ovviamente anche e soprattutto per loro.

Anche loro hanno diritto agli ammortizzatori sociali, ma né loro né le loro aziende stanno chiedendo o espletando le apposite pratiche, e quindi questi addetti adesso sono senza lavoro e senza cassa integrazione.

E se a loro ci rivolgiamo, esortandoli a superare legittime paure e a venire ai nostri sportelli, il nostro appello intendiamo indirizzarlo alle società appaltatrici e ai loro committenti, richiamando da una parte ai loro obblighi giuridici e sociali, e avvertendoli dall'altra che, in caso contrario, forte e determinata sarà la nostra risposta ad ogni livello.

Tutti dicono che solo una buona gestione della crisi potrà prefigurarci un mondo migliore. Se davvero però vogliamo che queste parole abbiano un senso concreto, è venuto allora il momento, ed è già tragicamente tardi, che ciascuno svolga la sua parte", conclude Magi.

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