Anche il Comune di Pisa lancia il disciplinare per il Daspo urbano

Dario Nardella ha lanciato da Firenze la campagna dei sindaci per inasprire la legge Minniti


(DIRE) Firenze, 10 ott. - Il Comune di Pisa, di raccordo con la questura, lancia il disciplinare per l'applicazione del daspo urbano, lo strumento a tutela del decoro e della sicurezza cittadina previsto nella legge Minniti (come "impedire l'accessibilita' e la fruizione di aree pubbliche; trovarsi in stato di ubriachezza; compiere atti contrari alla pubblica decenza; esercitare il commercio abusivo; esercitare l'attivita' di parcheggiatore o guardiamacchine abusivo"). La novita' arriva pero' dall'intercettazione delle aree dove la nuova disciplina sara' applicata "immediatamente". Come il perimetro disegnato attorno alla stazione centrale di Pisa, tra cui piazza Stazione, via Corridoni, via Cristoforo Colombo, piazza Vittorio Emanuele II, via Mazzini e via D'Azeglio. Ma anche per tutto il complesso monumentale che ruota attorno al Duomo e alla Torre di Pisa, l'area conosciuta come piazza dei Miracoli. Infine, e' scritto nel documento diffuso dalla questura, i parcheggi con consistenti flussi turistici: piazza Santa Caterina, piazza San Francesco Carrara, piazza Sant'Antonio. Tra le zone caratterizzata dalla massiccia presenza turistica e quindi interessate dal daspo urbano anche Corso Italia, Ponte di Mezzo, piazza XX Settembre, piazza Garibaldi. Il primo passaggio, quindi, sara' l'ordine di allontanamento della durata di 48 ore formalizzato "per iscritto dagli agenti di polizia". Il secondo, in caso di reiterazione di condotte problematiche, e' in capo al questore che puo' disporre il divieto di accesso ad una determinata area per un periodo "non superiore a 6 mesi". Nel caso di persone condannate, con sentenza definitiva o confermata in appello negli ultimi 5 anni per reati contro la persona o il patrimonio, il questore puo' estendere la durata del divieto di accesso da 6 mesi a 2 anni.

"Ho parlato con il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che e' il responsabile sicurezza per l'Anci, e ho cominciato a contattare alcuni sindaci per condividere n testo che possa contenere le norme di cui abbiamo parlato", l'analogia del daspo urbano con quello applicato negli stadi, e l'estensione delle misure cautelari, in attesa del processo, per reati come spaccio, furti, scippi e aggressioni. Lo spiega il sindaco di Firenze Dario Nardella che ieri ha lanciato l'iniziativa politica, la campagna dei sindaci per inasprire sia la legge Minniti che la riforma Orlando. "Il testo e' ancora da scrivere pero', dopo l'assemblea di Vicenza, proporro' un lavoro specifico su questa iniziativa", aggiunge il primo cittadino.
Della proposta, inoltre, "ne ho parlato anche con il ministro dell'Interno Minniti, che e' informato". Detto questo, pero', Nardella precisa che si tratta "di una proposta che viene da tanti amministratori locali, per questo non pretendo certo diventi un'iniziativa del governo". Come amministratori, aggiunge, "vogliamo dare un contributo. Il decreto Minniti e' un ottimo passo in avanti, molto importante, proprio per questo dobbiamo fare in modo che questi strumenti siano davvero efficaci". Per questo, sull'input partito ieri da Palazzo Vecchio, "spero si possa creare un movimento nazionale in modo da sollecitare il Parlamento, in questo ultimo scorcio di legislatura, quanto meno ad avviare un esame del genere".
(Dig/ Dire)

Redazione Nove da Firenze