Ammortizzatori: la firma di Boeri

Ex Nca: continua il presidio permanente dei due lavoratori licenziati. ChiantiBanca finanzia la cassa integrazione dei dipendenti della Malo. Floriamiata: azioni di sostegno ai lavoratori. Ieri vertice Regione-INPS


FIRENZE– Si apprende da twitter che il presidente dell'Inps, Tito Boeri, ha firmato il decreto necessario a sbloccare le risorse per il sostegno al reddito dei lavoratori toscani delle aree di crisi. Lo ringraziamo – è il commento del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi – perché dopo otto mesi di richieste da parte dei sindacati e della Regione Toscana, il presidente dell'Inps ha messo la sua firma. I lavoratori delle aree di crisi come quelle di Livorno e Piombino non potevano attendere un solo minuto in più".

Al cantiere Adimiral Tecnomar (ex Nca) di Carrara continua il presidio permanente (notte e giorno) dei due lavoratori incatenati davanti l’azienda perché licenziati.

"Sembra che all’interno del cantiere il rispetto ed i diritti dei lavoratori non esistano -afferma Massimo Braccini, segretario generale Fiom Toscana- Emerge un quadro lavorativo molto pesante e grave, fatto di controlli capillari sui lavoratori, continue contestazioni e sanzioni, multe con richiesta di risarcimento danni, ditte in appalto pressate sulle condizioni economiche e condizioni di lavoro e sicurezza preoccupanti. La fuoriuscita di lavoratori dal cantiere é infatti impressionante, molti se ne vanno per le condizioni impossibili, altri sono stati licenziati e gli orari di lavoro non appaiono a norma. Si producono belle imbarcazioni, il cantiere presenta una bella facciata, ma il lavoro viene svilito ed i lavoratori sono umiliati. Due lavoratori incatenati stanno segnando il loro dramma ed evidenziando la prepotenza di chi li ha licenziati, ma nello stesso tempo fanno risaltare anche una situazione generale della nautica negativa che parte da Carrara e passa per Viareggio, Navicelli e arriva a Livorno. La nautica in Toscana non si può riempire la bocca solo con il pur importante salone nautico, perché se non è fondata sulla qualità delle imbarcazioni, sulle professionalità e sui diritti dei lavoratori, non ha futuro. Ci vogliono scelte coraggiose se vogliamo continuare ad essere una regione ed un paese civile, le concessioni pubbliche demaniali su cui operano i cantieri vanno tolte a chi non favorisce uno sviluppo fondato sul rispetto, sulla dignità di chi lavora e nel maggior interesse della collettività".

A conferma del suo ruolo di banca di riferimento dei territori in cui opera, sempre attenta a recepirne le esigenze economiche e sociali che possono presentarsi, ChiantiBanca stanzia centomila euro per finanziare la cassa integrazione straordinaria di venti dipendenti della Malo, la storica azienda di alta moda con sede a Campi Bisenzio.L’operazione, condotta a termine in collaborazione con Fidi Toscana e con l’intervento a monte della Regione Toscana, consentirà di “traghettare” i dipendenti dell’azienda all’effettivo ingresso in cassa integrazione, garantendo il sostegno per le mensilità che – senza l’intervento della banca – sarebbero rimaste senza stipendio.

“Quando siamo stiamo interessati da Regione Toscana e Fidi Toscana sul pericolo a cui andavano incontro parte dei dipendenti della Malo, abbiamo immediatamente concesso la nostra disponibilità a sostenere qualsiasi tipo di iniziativa utile per la risoluzione del problema in tempi rapidi – le parole del Direttore Generale di ChiantiBanca, Mauro Focardi Olmi -. La nostra banca si è da sempre contraddistinta per sostenere fattivamente le varie realtà del territorio, in un’ottica di reciproca collaborazione che costituisce la forza dell’economia locale. Sono felice che il nostro intervento abbia contribuito alla serenità di venti famiglie”.“L’intervento di ChiantiBanca – dice Alessandro Picchioni, sindacalista Filctem Cgil – permette ai lavoratori, e quindi alle loro famiglie, di non restare senza stipendio per qualche mese, dovuti ai tempi tecnici necessari all’Inps fra la concessione della cassa integrazione e l’effettiva erogazione. Ci tengo a ringraziare pubblicamente la struttura di ChiantiBanca e i funzionari della Regione Toscana per il meraviglioso gioco di squadra svolto finora: in un momento di grande difficoltà, anche dell’economia locale in generale, è stata data una grande risposta sia per i lavoratori, che direttamente ne hanno beneficiato, che per l’azienda Malo, realtà di grande importanza per il territorio di Campi Bisenzio che dobbiamo riuscire a salvare da una situazione critica”.

Sbloccare risorse per riconoscere le spettanze arretrate ai lavoratori ex Floriamiata e per il sostegno al reddito di chi è rimasto disoccupato, con misure specifiche, tra coloro che hanno perso il lavoro, per gli over 50. Il Consiglio regionale della Toscana approva a larga maggioranza una mozione a firma dei consiglieri Pd, Simone Bezzini, Stefano Scaramelli e Leonardo Marras. È stato il consigliere Bezzini a illustrare la mozione in Aula: “La situazione richiede una accelerazione – ha spiegato –. C’è la difficoltà particolare e specifica dei lavoratori che hanno perso il lavoro a causa del loro particolare inquadramento contrattuale nella vicenda fallimentare che ha interessato la vecchia azienda. E c’è un tema di ordine generale in quel territorio. La Giunta regionale – ha ricordato – ha avviato un progetto di rilancio del territorio dell’Amiata e, in particolare, è impegnata con Inps per cercare di sbloccare alcuni arretrati che spettano ai dipendenti di Floriamiata”. Di qui le richieste della mozione: “Sbloccare risorse che spettano ai lavoratori; agire sul Governo nazionale per ottenere ulteriori risorse per il sostegno al reddito dei disoccupati nelle aree di crisi, compresa quella dell’Amiata; prevedere misure specifiche per i lavoratori over 50”. E ancora, ha spiegato Bezzini, si richiedono “interventi di valorizzazione turistica, investimenti sulle infrastrutture e piani per la manutenzione e la messa in sicurezza del territorio”. L’Aula ha respinto una mozione a firma dei consiglieri del gruppo Lega nord Marco Casucci e Roberto Salvini, incentrata sul sostegno ai “lavoratori avventizi, che sono privi di tutele sociali e per i quali occorre trovare strumenti finanziari”, come ha spiegato il consigliere Casucci. Voto favorevole alle due mozioni è stato annunciato in Aula da Monica Pecori (gruppo misto-Tpt) e Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra).

Vertice ieri in Regione tra l'Assessore al Lavoro Cristina Grieco e il direttore regionale dell'Inps Marco Ghersevich per affrontare alcune questioni aperte che coinvolgono le aree di crisi di Livorno e dell'Amiata per gli ex lavoratori TRW e Floramiata. L'incontro, improntato alla massima collaborazione tra gli enti, ha cercato di dare risposte ai disagi dei lavoratori. Si è discusso della verifica all'accesso alla pensione per i lavoratori TRW, tramite la misura 'Ottava salvaguardia degli esodati'. Per quanto riguarda Floramiata, invece, sono stati analizzati i periodi pregressi di cassa in deroga, ma soprattutto ci si è soffermati sulla situazione dei lavoratori della vecchia Floramiata, in particolare coloro che non sono stati riassunti nella nuova società ed al momento sono quindi senza reddito perché soggetti all'indennità di disoccupazione agricola che prevede la riscossione posticipata. Al termine dell'incontro Regione ed Inps hanno concordato su TRW di procedere alla verifica delle situazioni dell'ottava salvaguardia rimaste non definite (che la Regione identificherà e segnalerà alla Direzione Inps della Toscana), mentre riguardo a Floramiata Inps ha confermato che le sue sedi territoriali pongono già la massima attenzione alle domande presentate, richiedendo là dove necessario l'eventuale documentazione mancante, e sono pronte a ricevere e istruire le istanze dei lavoratori che fino ad oggi non hanno ancora provveduto ad inoltrare le loro richieste. Quanto alle spettanze della cassa in deroga, Inps è pronta a procedere al pagamento non appena tutti i lavoratori Floramiata avranno completato l'invio del modello SR163.

“Mentre il Governo liquida l’esperienza fallimentare di Rebrab per le acciaierie di Piombino, Rossi faccia i conti con quelle promesse che aveva fatto sue”, affermano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, commentando l'invito della lettera da parte del Governo che contesta ad Aferpi il mancato rispetto degli accordi firmati il 30 giugno scorso per l'impianto siderurgico ex Lucchini che fa capo al gruppo Cevital.
"Il Governo -hanno ricordato Fattori e Sarti- ha inviato la lettera anche se Cevital aveva cercato di prendere tempo, chiamando in causa due possibili partner per il cofinanziamento del piano industriale, cosa a cui evidentemente non dà credito neppure il MISE. Oltre a rinnovare la nostra preoccupazione per le sorti delle migliaia di famiglie dei lavoratori della ex Lucchini e del suo indotto, non possiamo non ricordare le responsabilità del presidente Rossi, per aver gestito nel peggiore dei modi questa drammatica vicenda fatta di promesse mancate e fumosi progetti industriali. Nell’estate del 2015 - ricorda Fattori - incontrai una delegazione dei lavoratori della Lucchini, esprimendo loro le mie perplessità su una vertenza per la quale Rossi assicurava di aver già raggiunto un approdo felice. Noi, come Sì-Toscana a Sinistra, continuavamo a chiedere di poter leggere le carte del piano industriale e avere la certezza degli investimenti da parte dell’imprenditore algerino. Due anni e mezzo dopo, eccoci ancora alla ricerca di una soluzione per la proprietà della ex Lucchini, con la perdurante necessità che il Governo continui a finanziare gli ammortizzatori sociali”.
“Rossi, anziché controllare scrupolosamente le promesse di Rebrab, le aveva fatte proprie e rilanciate, il che lo rende oggettivamente corresponsabile di questa situazione. Il 30 giugno 2015 diceva: ‘grazie a Rebrab si salveranno migliaia di posti di lavori’, alimentando così non le speranze dei lavoratori, ma le loro illusioni, purtroppo. Compito della politica, e tanto più di un governatore di Regione, è provare a dare un vero indirizzo alle politiche industriali e semmai fare da cane da guardia degli investitori, non comportarsi come un’ancella di corte. Rossi ancora prometteva che avrebbe compiuto un viaggio in Cabilia, in Algeria, ‘dove nel 1170 - teneva a puntualizzare il presidente della Toscana- il pisano Fibonacci andò ad imparare l’algebra. Oggi Rebrab -diceva allora Rossi- è un grande imprenditore “italiano”, ha investito e salvato posti di lavoro come altri imprenditori italiani non sono stati capaci di fare. Presto -rassicurava il Presidente - andrò in Tunisia e andrò nella bella Cabilia’. Ma forse - conclude Fattori - avessero viaggiato meno con la fantasia, tanto Rebrab quanto Rossi, non ci saremmo trovati a questo punto”.
“In tutti questi anni, sia Rossi che il governo nazionale hanno aspettato invano che il capitale privato trovasse una soluzione produttiva per Piombino, sollevando la politica dalle proprie responsabilità. Siamo ad un nulla di fatto, in mezzo all’esasperazione dei lavoratori costretti ad ascoltare solo promesse. Adesso il governo regionale e nazionale prendano atto della gravità della situazione e lavorino ad un piano concreto che deve prevedere il ricorso a forme di controllo pubblico su uno dei settori strategici per l’Italia”. “Come ho ripetuto più volte, non si tratta solo del futuro dei lavoratori ma anche del fatto che il nostro paese non può perdere l’industria siderurgica, che con le nuove tecnologie disponibili oggi può e deve produrre acciaio nel pieno rispetto dell’ambiente”, conclude Fattori.

Redazione Nove da Firenze