Alternanza scuola-lavoro: ecco il registro dei posti disponibili

Sei avvisi e 26 milioni di euro per una formazione che aiuti a creare posti di lavoro. Garanzia Giovani: se il 'neet' trova lavoro non perde diritto a completare il corso


Firenze, 31 agosto 2016- L’alternanza scuola-lavoro ha un luogo unico d’incontro: è il nuovo Registro nazionale delle imprese disponibili, operativo e gratuito dal 26 luglio 2016. Il portale, gestito dal sistema camerale italiano e curato da Infocamere, raccoglie le offerte delle aziende disposte a ospitare progetti di alternanza e ad attivare contratti di apprendistato. Al portale possono iscriversi senza oneri non solo le 137.186 imprese fiorentine iscritte al Registro Imprese, ma anche enti pubblici e privati, associazioni e liberi professionisti che siano disposti a rendere immediatamente pubblica e consultabile la propria candidatura. Il sistema prevede che la scuola offra l’istruzione di base ai ragazzi mentre l’impresa si occupi di proporre occasioni di apprendimento in contesti di lavoro: come previsto dalla legge sulla Buona scuola, i percorsi di alternanza scuola-lavoro dureranno 200 ore per i licei e 400 ore per gli istituti tecnici. Il sito, liberamente consultabile da tutti, ha anche un’area riservata ai dirigenti scolastici, che permette loro di visualizzare immediatamente le posizioni d’interesse libere nelle imprese.

«Burocrazia zero, tutto online, aiuto per le imprese che cercano nuove figure e supporto per le scuole e i ragazzi che stanno per entrare nel mondo del lavoro: è un progetto dove vincono tutti quello del portale nazionale dell’alternanza scuola-lavoro e rappresenta un chiaro esempio di come le Camere di Commercio stiano spostando il proprio baricentro dalla distribuzione di risorse all’erogazione di servizi», ha sottolineato Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di Commercio di Firenze.

Sul territorio fiorentino, l’'attenzione per l’alternanza scuola-lavoro non è una novità. Da alcuni mesi è operativo un progetto-pilota che, partendo dall’esperienza tedesca della formazione duale, sta coinvolgendo più di cento studenti di 13 istituti scolastici in contatto con altrettante grandi aziende presenti nell’area fiorentina. Con l’apertura del nuovo portale si passa adesso da una fase sperimentale a un coinvolgimento più massiccio del mondo scolastico e imprenditoriale. «Stimolo tutti gli imprenditori, i professionisti e le associazioni ad approfittare subito di questo nuovo strumento, non ci sono scuse per non farlo», ha concluso Bassilichi.

26 milioni di euro per sostenere la formazione (e poi l'offerta e la ricerca di lavoro) in cinque filiere ritenute strategiche: quella dell'agribusiness e quella della carta, la filiera del marmo, quella della meccanica e energia e quella di turismo e cultura. A luglio la Regione Toscana aveva approvato le linee guida per il loro utilizzo. Ora sono stati pubblicati gli avvisi, sei in tutto: cinque per percorsi di formazione strategica (uno per filiera, 21 milioni e 600 mila) con le imprese chiamate a presentare un progetto e l'ultimo avviso rivolto in particolare all'istruzione e formazione tecnica superiore, ovvero quei percorsi successivi alla scuola superiore ma non universitari, anche loro raggruppati nelle medesime filiere, che potranno beneficiare di 4 milioni e 709 mila euro. I 26 milioni complessivi messi a disposizione arrivano dai fondi strutturali europei Fse 2014-2020 e con il decreto e gli avvisi appena pubblicati tutte le risorse del programma disponibili fino al 2017 sono state a questo punto impegnate. Per presentare un progetto e dunque una domanda di contributo ci sarà tempo fino al 30 novembre 2016.

"L'obiettivo – aveva già commentato un mese fa l'assessore alla formazione e al lavoro, Cristina Grieco - è quello di concentrare le risorse su progetti capaci davvero di generare occupazione, tenendo conto delle specificità dei territori e dei singoli settori, partendo dall'analisi delle figure professionali più richieste".

La novità rispetto al passato, peraltro già annunciata, è che l'associazione temporanea di impresa o di scopo che potrà presentare un'idea dovrà essere composta obbligatoriamente da almeno un organismo formativo accreditato (o da accreditare prima dell'avvio delle attività), e da una o più imprese che operano in Toscana o da altri soggetti espressione di categorie economiche o del lavoro libero-professionale, naturalmente che si occupino di di temi coerenti con la macroarea prescelta. Potranno partecipare anche gli istituti di istruzione superiore, le Università e la fondazioni degli istituti tecnici superiori, sempre con almeno un indirizzo coerente con la filiera prescelta. Per quanto riguarda i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore, l'ulteriore specifica è che il pool di soggetti che proporrà un progetto dovrà obbligatoriamente avere al suo interno un istituto scolastico di istruzione secondaria superiore o una università degli studi. L'intervento è parte del progetto regionale "Giovanisì" che ha preso le mosse sei anni fa.

Un impiego e un corso di formazione possono coesistere: con buona pace di Martina, che, a metà del percorso di due anni finanziato con i fondi di Garanzia Giovani, si è vista offrire dopo uno stage un contratto da apprendista in un centro estetico. Potrà accettare l'offerta di lavoro, se vorrà, ma anche continuare il corso da estetista ed arrivare alla qualifica. Il paradosso del caso di Martina, che a sedici anni ha lasciato la scuola, non è riuscita a trovare un lavoro ed ha poi approfittato dell'ancora di salvezza offerta dal corso professionale gratuito di Garanzia Giovani, era stato sollevato da un sindacato e da un quotidiano a giugno. Gli uffici della Regione hanno quindi scritto al Ministero del lavoro, che ha chiarito che per godere di questa o di altre misure riservate ai cosiddetti neet, giovani che non studiano, non si stanno formando ma sono anche senza lavoro, basta che inoccupati si sia "al momento della registrazione e dell'inizio dell'erogazione della politica". Fuor dal burocratichese, significa che in questo caso basta che neet lo si sia all'inizio del primo dei due anni. "Era la nostra interpretazione, quella più di buon senso, e il Ministero l'ha confermata - chiarisce l'assessore al lavoro e alla formazione, Cristina Grieco - La ragazza potrà quindi proseguire il corso e lavorare se vorrà, senza vanificare in questo modo l'attività formativa finora svolta". Ugualmente un ragazzo o una ragazza che si trovi nelle stesse condizioni di Martina o frequenti uno dei corsi offerti a giovani tra quindici e diciotto anni che hanno mollato la scuola, potrà approfittare di un tirocinio o di altre esperienze nel mondo del lavoro, magari durante l'estate, senza perdere alcun beneficio. "In fondo – conclude l'assessore – anche la scuola ha cambiato pelle negli ultimi anni: mondo del lavoro e mondo della scuola si intrecciano, esiste l'alternanza scuola-lavoro ed è ragionevole pertanto andare in questa direzione".

Redazione Nove da Firenze