Alluvione di Livorno: via la tombatura e nuova foce per il rio Stringaio Banditella

Fino al 20 novembre le domande per borse di studio e alloggi per gli studenti. Martedì 31 ottobre convegno a Firenze sulle attività svolte dal Comitato 2016


FIRENZE– Il rio Stringaio nasce sopra Montenero, in località Castellaccio, ma dopo circa un chilometro, unendosi al botro ai Fichi e al fosso del Governatore, dà origine al fosso della Banditella, che entra in mare alla foce del Sale, nel rione di Antignano. Non è un corso d'acqua famoso, lo Stringaio, che prima di attraversare la zona bassa di Montenero è poco più di un rigagnolo. Ma la notte tra il 9 e 10 settembre, pur senza provocare vittime, è diventato tristemente famoso per i danni che ha provocato al borgo di Montenero, devastandolo nella parte bassa, in particolare nella zona di piazza delle Carrozze. Lo Stringaio, considerando anche il tratto in cui si chiama Banditella, è lungo in tutto neanche quattro chilometri. Ma in quella tragica notte, gonfiato da oltre duecento millimetri d'acqua caduti in poco più di due ore, è diventato un fiume in piena. E furioso. Come gli altri fossi e rigagnoli della zona, incapace di contenere tutta quella mole d'acqua, è esondato allagando la frazione collinare. Il paesaggio è diventato spettrale. Case e botteghe hanno subito danni enormi, così come i ristoranti che si affacciano sulla piazza, fuori uso è stata messa la funicolare che porta al celebre Santuario e colpita la sede dalla Misericordia di Montenero, una delle istituzioni di soccorso più antiche di Livorno, che ha visto distrutte o compromesse anche diverse ambulanze. Proprio dalle sorgenti dello Stringaio e da piazza delle Carrozze comincia il nostro viaggio, teso a fare il punto della situazione ed a "fotografare" l'avanzamento dei lavori in corso d'opera sotto la responsabilità del commissario delegato dal Governo per la gestione emergenza a Livorno, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, il cui scopo è ripristinare, migliorandolo, lo stato delle cose dopo l'alluvione di settembre.

Gli studenti residenti nei comuni di Livorno, Collesalvetti e Rosignano Marittimo i cui nuclei familiari abbiano subito danni dimostrabili o gravi disagi in seguito all'alluvione che ha colpito i loro comuni il 9 e 10 settembre scorsi possono presentare entro le 13 del 20 novembre prossimo domanda per la concessione di borse di studio e posti alloggio. Lo prevede il bando di concorso varato dall'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario della Toscana, che applica così quanto previsto dalla delibera della Giunta regionale del 9 ottobre scorso che si poneva l'obiettivo di venire incontro a quegli studenti che a causa della situazione di emergenza non avevano potuto presentare le domande nei termini previsti. Ulteriori informazioni circa i requisiti da possedere e i documenti da presentare possono essere ottenute collegandosi a http://www.dsu.toscana.it/servizi/benefici-agli-studenti/borsa-di-studio-e-posto-alloggio/bando-studenti-colpiti-dagli-eventi-alluvionali-del-9-10-settembre-2017/.

Il Comune di Cerreto Guidiha donato 2100 euro a favore degli alluvionati di Livorno. È stata Simona Rossetti, sindaco di Cerreto Guidi, a consegnare personalmente la somma al sindaco Filippo Nogarin, giovedì 26 ottobre, a palazzo comunale. Il Comune di Livorno ha aperto un conto corrente unico dedicato alla raccolta fondi per sostenere le spese dei danni provocati dall'alluvione. Il conto è intestato “Comune Livorno - Fondo solidarietà alluvione Livorno”ed è attivo presso la Tesoreria Comunale, Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. Le coordinate bancarie sono IBAN - IT 02 X 01030 13900 000006800927. Nella causale va riportata la dicitura “Alluvione di Livorno”. I cittadini sono quotidianamente informati sulla cifra raggiunta attraverso il sito del comune consultando il banner dedicato all'emergenza alluvione.

Diventa virtuale la mostra “La Bellezza salvata”, esposizione sul restauro dei tesori di arte danneggiati dall’alluvione del 1966 a Firenze, che tra novembre 2016 e luglio 2017 ha riscosso un grande successo di pubblico a Palazzo Medici Riccardi. E presso l’Ateneo fiorentino viene costituito un Centro di Documentazione sulle alluvioni di Firenze. Sono alcune delle iniziative che saranno presentate nel convegno “Il cinquantesimo dell’alluvione di Firenze del 1966. Un anniversario diverso”, in programma martedì 31 ottobre nell’Aula magna dell’Ateneo fiorentino (ore 9 – piazza San Marco, 4) e promosso dal Comitato Firenze 2016.

In questa occasione il Comitato - rete di soggetti pubblici e privati costituitasi con il coordinamento dell’Ateneo – farà un bilancio delle attività svolte negli ultimi cinque anni per promuovere la memoria dell’evento catastrofico e la sensibilizzazione alla prevenzione del rischio. Dopo i saluti del rettore Luigi Dei, dell’assessore all’ambiente del Comune di Firenze Alessia Bettini e del direttore del Dipartimento universitario di Ingegneria civile e ambientale Claudio Lubello sarà il segretario del Comitato Firenze 2016Giorgio Valentino Federici a tracciare il quadro delle azioni avviare in occasione dei 50 anni dall’alluvione di Firenze. Il presidente del comitato internazionale di esperti Jerry G. Galloway, quindi, presenterà il lavoro dell’International Technical Scientific Committee: il contributo scientifico sulle soluzioni adottate e sulle misure future per l’attenuazione del rischio idraulico è stato pubblicato dalla casa editrice dell’Ateneo Firenze University Press. Dopo il dibattito, Cristina Acidini, presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, e la storica dell’arte Elena Capretti intervengono su “Firenze 1966-2016: La Bellezza salvata. Le ragioni e il bilancio di una mostra” – mostra che è diventata ora virtuale, con il contributo del Sistema Bibliotecario dell’Università di Firenze. La direttrice della Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze Floriana Tagliabue illustrerà la nascita del Centro di Documentazione sulle alluvioni di Firenze. Nella sessione mattutina sono previsti anche gli interventi di Enio Paris e Fabio Castelli, Università di Firenze) sul monitoraggio dell’Arno realizzato dal Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale e dal CERAFRI (Centro per la Ricerca e l’Alta Formazione per la prevenzione del Rischio Idrogeologico), di Antonio Sgamellotti (Accademia dei Lincei) e di Francesco Laio (Politecnico di Torino), che illustreranno due iniziative nazionali – il Gruppo Alluvioni e il Centre of Resilience on Heritage - nell’ambito della riduzione del rischio legato alle catastrofi naturali. Nel pomeriggio è prevista una tavola rotonda dal titolo “Il rischio idraulico a Firenze. Presente e futuro”, coordinata dal direttore de “La Nazione” Francesco Carrassi, a cui sono stati invitati Mauro Grassi (Italia Sicura- Governo italiano),Gennarino Costabile (Regione Toscana), Alessia Bettini (Comune di Firenze), Massimo Lucchesi (Autorità di Distretto Appennino Settentrionale), Alessandro Mazzei (Autorità Idrica Toscana), Marco Bottino (ANBI - Associazione Nazionale Consorzi di Bonifica – Toscana), Luca Solari (Università di Firenze).

Redazione Nove da Firenze