Alluvione di Livorno: stato di emergenza e poteri straordinari

FOTO - Enrico Rossi propone il Lamma al ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti, che intende realizzare un centro meteo nazionale


Trasmessa alla Regione Toscana la richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza per l'alluvione del 10 settembre scorso. La richiesta porta la firma congiunta di Filippo Nogarin, sindaco di Livorno, di Alessandro Franchi, presidente della Priovincia di Livorno e sindaco di Rosignano Marittimo, e di Lorenzo Bacci, sindaco di Collesalvetti.

Nel documento si chiede al governatore di “attivare la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza al Governo della Repubblica, al fine di supportare adeguatamente i soccorsi alle popolazioni colpite e di attivare gli interventi straordinari e le eventuali modalità derogatorie utili al ripristino delle condizioni necessarie per il vivere civile e la ripresa delle attività economiche colpite”.

La sottoscrizione della richiesta da parte del presidente della Regione consentirà l'attivazione di una task force per la predisposizione di un piano straordinario di interventi atti a mitigare gli effetti del disastro che si è abbattuto sul territorio.

Enrico Rossi interviene su Facebook sul tema della spesa per il territorio in relazione alla tragedia di Livorno: "Il Piano per le aree metropolitane ha coinvolto la Regione Toscana per 106 milioni di euro di cui 64 finanziati dallo Stato e 42 dalla Regione. L'accordo con il governo è stato firmato il 4 novembre 2015 ed è diventato esecutivo solo a gennaio 2016. Le procedure sono ordinarie e non veloci come invece avevamo chiesto e tuttora chiediamo".

Il presidente della Toscana ha poi proseguito: "Nonostante ciò, la Regione Toscana ha fatto i progetti e avviato le fase di affidamento lavori per ben 91 milioni e 360 mila euro di interventi. Un risultato importante". Per poi concludere: "Noi ribadiamo che chiuderemo i lavori e spenderemo tutto entro il 2021 con l'ultimo intervento, come abbiamo sempre detto e comunicato ufficialmente al governo".

"Al ministro dell'ambiente offriamo volentieri il nostro Lamma, che è insuperabile" ha risposto così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ai giornalisti che gli chiedevano cosa pensasse della proposta del ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti, di realizzare un centro meteo nazionale. "Tutti coloro che vanno per mare - ha poi spiegato Rossi - per le previsioni meteorologiche si affidano al Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile, al Lamma appunto, il Consorzio che la Regione Toscana ha costituito insieme al Cnr. E noi siamo in grado, se il ministro lo vorrà, di proporci con il Lamma come riferimento nazionale dal punto di vista meteorologico".

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi chiede poteri straordinari per superare complessità burocratiche e contenziosi che sono all'origine dei ritardi. Come quelli che hanno bloccato i cantieri per la cassa di espansione del torrente Ugione e il consolidamento degli argini, opere finanziate con 4 milioni di euro (fondi statali) che la Provincia, ente competente, non ha mai potuto avviare. 

"Il senso della richiesta di poteri straordinari alla Regione per la fase della ricostruzione è proprio questo – spiega il presidente Rossi -: ci sono opere strategiche per la sicurezza dei cittadini e dei territori che, senza che magari venga violata alcuna norma di legge, si possono arenare e incagliare per la complessità burocratiche e contenziosi".

Opere completate
Tutte le altre opere programmate per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico a Livorno e nel livornese sono terminate. Si tratta di interventi realizzati da vari enti attuatori, fra cui la Regione Toscana, la provincia di Livorno, i Consorzi di Bonifica. Questo il quadro degli interventi:

  • Completamento delle arginature del nuovo Tora Vecchia nel tratto compreso tra podere Paduletta e la botte a sifone sottopassante il fiume Tora nel comune di Collesalvetti (250mila euro di fondi dal bilancio regionale) realizzato dalla Provincia di Pisa.
  • Ripristino della ventola del fiume Tora nel comune di Collesalvetti, il ripristino della cateratta Camilli sull'Arno nel comune di Cascina, il ripristino della Chiavica del Rio Filetto nel comune di Pontedera (3 milioni e 200mila euro su bilancio regionale) realizzato dalla Regione Toscana.
  • L'opera sul Fosso Ugione, finanziata con 2,1 milioni di euro grazie all'"Accordo di Programma per l'individuazione dei soggetti attuatori degli interventi di cui alla L. 183/89 (annualità 2001-2002) e al D.L. 180/98 convertito con L. 267/98 (fondi residui annualità 1998-2000 e fondi art.16 L. 179/2002 e fondi residui annualità 2003)" che ha consentito di portare a termine il consolidamento e il rifacimento degli argini del torrente, dal ponte della linea ferroviaria Pisa-Roma al ponte sulla vecchia ferrovia ex Saiet, in particolar modo attraverso la posa in opera di muri prefabbricati di sottoscarpa nella parte esterna degli argini nel tratto tra la linea ferroviaria Pisa-Roma e il ponte di via Enriques e il ripristino ed adeguamento delle sezioni arginali. Ente attuatore Consorzio Toscana Costa.
  • Intervento su Rio Ardenza. Un progetto di oltre 400mila euro finanziato dall'Accordo di Programma tra il Ministero dell'Ambiente e la Regione Toscana (3 novembre 2010), conclusosi a fine 2015, che ha previsto il consolidamento di un versante in frana in destra idraulica del Rio Ardenza a protezione dell'abitato di Via Remota nel comune di Livorno. Il tratto interessato è stato quello in località Molino Nuovo, dove si è realizzata una gabbionata in destra idraulica per un tratto di circa 130 m, una scogliera in sinistra idraulica per un tratto di circa 30m e la sistemazione del versante in destra idraulica mediante la realizzazione di opere di drenaggio. Un intervento decisivo che ha consentito la tenuta della collina dove si registrava una pericolosa frana indicata sulle carte. Realizzato dal Consorzio Toscana Costa
  • Sempre su Rio Ardenza il Consorzio di Bonifica Toscana Costa aveva portato a termine anche altri lavori ed in particolare in loc. Lo Stillo 2 diversi interventi: la realizzazione di una scogliera e i lavori di realizzazione di difesa in gabbioni al piede di sponda in frana e regimazione delle acque a monte della stessa, per un importo pari a circa 150.000 € e una difesa spondale eseguita tramite scogliera al piede e posa in opera di grata viva, per un importo pari a circa 200.000 €.
  • Interventi di manutenzione straordinaria sui torrenti Tora e Morra nei comuni di Collesalvetti e Fauglia ( 200mila euro) realizzati dal Consorzio Basso Valdarno.
  • Lavori urgenti sul torrente Tora (125mila euro) realizzati dal Consorzio Basso Valdarno
  • Miglioramento della funzionalità del fosso Cateratto (300mila euro) realizzati dal Consorzio Basso Valdarno

Tempo di ritorno duecentennale
Il Genio Civile ha omologato le casse di espansione del Rio Maggiore nel rispetto di norme nazionali. Il Piano di Assetto idrogeologico del Bacino di interesse regionale Toscana Costa, così come gli altri PAI di competenza ministeriale/statale (vedasi Autorità di Bacino del Fiume Arno, Fiume Po, ecc), nell'ambito dell'attuazione delle disposizioni nazionali (dettate dalla Legge 183/89) hanno assunto come obiettivo per la sicurezza idraulica del territorio il tempo di ritorno della piena duecentennale. Cosa peraltro prevista anche dalle norme tecniche per le costruzioni (ponti, attraversamenti).
Si aggiunge anche che nell'area a valle delle casse di espansione, il Comune di Livorno con la realizzazione delle casse ha chiesto di poter avere i presupposti per costruire (deperimentrazione). Sebbene la richiesta sia di molto tempo fa, il Genio civile ancora non l'ha evasa.

Manutenzioni dei fossi e fiumi a Livorno ad opera del Consorzio di bonifica Toscana Costa
Queste le manutenzioni ordinarie eseguite e completate dal Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa per un totale di circa 500.000 euro (comprendendo la gestione degli impianti idrovori, esclusi invece i costi indiretti come sopralluoghi, sorveglianza, spese gestione, spese mezzi):

  • manutenzione ordinaria del Bacino Ardenza (svolta in amministrazione diretta)
  • sfalcio dei canali Paduletta (svolta in amministrazione diretta)
  • manutenzione del bacino del Fosso Ugione (svolta in amministrazione diretta)
  • manutenzione del Rio Maggiore e relative casse (svolta in amministrazione diretta)
  • manutenzione del Rio Cigna e del rio Cignolo (svolta in amministrazione diretta)
  • manutenzione della cassa di espansione presente a porta a terra (svolta in amministrazione diretta)
  • manutenzione dei corsi d'acqua presenti nelle aree urbane del comune di Livorno

taglio delle piante su Botro Querciaio loc. Scopaia (svolta in amministrazione diretta)

L'attuale disciplina regionale sul sistema di allerta si fonda sulla direttiva del presidente del Consiglio dei ministri del 27 febbraio 2004 con la quale sono stati approvati gli "Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile".
L'ultimo aggiornamento della disciplina risale al 2015 quando fu emanata la delibera 395 sul "Sistema di Allertamento Regionale e Centro Funzionale Regionale", il cui allegato numero 1 prevedeva come massimo livello di allerta in caso di temporali solo quella di tipo arancione, precisando che non è previsto un codice di allerta rosso per i temporali.
"Il massimo livello di allerta previsto per i temporali – si legge nell'allegato - è quello arancione. Non è previsto un codice di allerta rosso specifico per i temporali perché tali fenomeni, in questo caso, sono associati a condizioni meteo perturbate intense e diffuse che già caratterizzano lo scenario di criticità idrogeologica rossa. Anche gli effetti e i danni prodotti sono gli stessi".
E' importante sottolineare inoltre che le norme di comportamento per i cittadini indicate in caso di rischio idrogeologico-idraulico causato da temporali forti - che i Comuni sono tenuti a comunicare ai cittadini in caso di emissione di allerta - prevedono lo stesso elenco di comportamenti da adottare sia per l'allerta arancione che per l'allerta rossa, con la sola differenza che in questo ultimo caso è necessario: prestare particolare attenzione a familiari e persone anziane e non autosufficienti; recarsi altrove prima dell'inizio della criticità se la zona è particolarmente a rischio; non cercare di mettere in salvo auto o mezzi agricoli.
Tali norme di comportamento sono, tra l'altro, pubblicate sul sito della Regione Toscana nella sezione "Allerta meteo" (http://www.regione.toscana.it/-/rischio-idrogeologico-idraulico).

Redazione Nove da Firenze