Rubrica — Agroalimentare

Allarme processionaria: a rischio la salute di uomini e animali domestici

Confagricoltura “Serve task force contro l’invasione”. A San Casciano rimossi 215 nidi e posizionate 34 trappole


Firenze, 17 marzo 2017 - “E’ necessario istituire una task force per combattere l’invasione delle processionarie”. E' quanto auspicato da Francesco Mati, vicepresidente di Confagricoltura Pistoia e presidente del distretto vivaistico all'indomani della nuova epidemia che ha riguardato viale Guidoni a Firenze. “Intervenire contro il proliferare delle processionarie sulle conifere e nei giardini della nostra città è difficile e costoso. Per il privato infatti vi è l’obbligo di procedere con la disinfestazione, ricorrendo a professionisti in grado di eliminare i nidi del bruco. Si tratta di un problema che interessa gran parte del nostro territorio in periferia, nelle zone demaniali di pertinenza delle Province dove si trovano decine di piante infestate che non saranno trattate per carenza di fondi. Questo mancato intervento rischia così di vanificare gli sforzi dei cittadini e delle amministrazioni comunali, facendo tornare le processionarie in città dalle zone più periferiche. Se è impossibile contrastare il lepidottero nei boschi, serve fare tutto il necessario negli spazi di confine." “I tempi per rispondere all’emergenza sono estremamente ristretti – continua Mati – negli ultimi anni, le soluzioni necessarie contro la recrudescenza di queste patologie sono state rallentate dalla lentezza della burocrazia. I tempi di intervento della pubblica amministrazione richiedono mesi di attesa, rendendo inutile qualsiasi iniziativa di contrasto al proliferare dei parassiti sulle piante degli spazi pubblici e privati. Il problema delle processionarie si manifesta molto velocemente e richiede quindi una risposta ed una soluzione decisa ed immediata. Per questo motivo, è necessario iniziare ad affrontare immediatamente il problema, iniziando a lavorare oggi per l’emergenza futura.” “Nelle zone dove non interviene la disinfestazione, il rischio è che i bruchi completino il loro ciclo biologico, trasformandosi in farfalle pronte a depositare uova in tutte le conifere presenti nel raggio di molti chilometri.” Rischi che non riguardano solo le piante, come Mati sottolinea: “L’emergenza si aggrava a causa delle conseguenze derivanti dal contatto umano con il parassita. La peluria della processionaria è infatti altamente urticante ed in grado di provocare shock anafilattico e altre gravi patologi. La processonaria inoltre rappresenta un rischio mortale per i nostri animali domestici. Un cane che morde una processionaria rischia l'amputazione della lingua fino a procurarne il decesso. Anche per queste ragioni la necessità di una task force è sempre più urgente”.

A San Casciano la lotta contro la proliferazione della processionaria del pino e della quercia prosegue a ritmi serrati. Il Comune e il gestore del servizio Quadrifoglio hanno messo a punto una fitta serie di interventi dallo scorso gennaio per eliminare e rimuovere le forme larvali presenti nei giardini e nelle aree pubbliche del territorio comunale. “Le condizioni meteorologiche della stagione primaverile - spiega l’assessore all’Ambiente Consuelo Cavallini - favoriscono la proliferazione della processionaria sulle alberature del pino e della quercia – un insetto i cui peli urticanti si possono rivelare pericolosi al contatto sia cutaneo che delle mucose degli occhi e delle vie respiratorie. Per questa ragione abbiamo fatto partire già da diverse settimane una campagna di interventi puntuali e diffusa con l’obiettivo di prevenire la formazione delle larve”. Sono stati rimossi 215 nidi nei giardini delle scuole materne di Mercatale, Montefiridolfi, Cerbaia, nelle aree verdi di via Pellizzari, via Allende, via Cofferi, via del Cassero e nel giardino della Resistenza a La Romola. Trentaquattro sono invece le trappole che sono state collocate nei giardini dell’asilo nido del Talente, delle scuole materne di Bargino, Chiesanuova, Mercatale, San Casciano e nelle aree verdi di via del Cassero. Le azioni di monitoraggio, controllo e rimozione stanno proseguendo in queste settimane in molte delle aree pubbliche del territorio. E' in corso il taglio dei nidi nei giardini pubblici di piazza della Repubblica, nel capoluogo. “Abbiamo introdotto sperimentalmente un metodo innovativo che consiste nell’applicazione di trappole legate ai tronchi degli alberi – aggiunge l’assessore Cavallini - grosse sacche che impediscono la discesa a terra dei bruchi di processionaria del pino. Lo strumento si affianca alla rimozione meccanica dei nidi presenti sulle alberature infestate”. Le trappole serviranno ad intercettare le processioni nel momento in cui stanno scendendo verso terra, fermandole mediante sistemi di bloccaggio differenti. I sacchetti, contenenti della terra, simulano la tendenza naturale delle processionarie ad interrarsi.

Redazione Nove da Firenze