Alia: in crisi l’appalto della carta nell’impianto di San Donnino

In coincidenza con l'apertura dell'inchiesta della magistratura sulla qualità della selezione


Sciopero giovedì scorso e presidio sotto la sede della Città Metropolitana di Firenze in concomitanza con l'incontro all'unità di crisi sulla situazione che si è determinata per i 22 lavoratori di Italiana Servizi dell'appalto Alia di selezione della carta. I lavoratori operano nell'impianto di San Donnino (stazione di recupero e trasferenza di rifiuti), oggetto di un'indagine della magistratura.

In Palazzo Medici Riccardi, presenti i rappresentanti di Alia SpA nel ruolo di committente e della Società Italiana Servizi SpA in quello di appaltatrice, e i sindacati dei lavoratori, le istituzioni hanno preso atto delle posizioni delle parti, per evitare che la situazione produca esuberi occupazionali.

La Filcams aveva attivato il tavolo con l'auspicio che si in sede istituzionale si facesse chiarezza su cosa ha realmente determinato la crisi che si è sviluppata in concomitanza dell'apertura –due mesi fa- dell'inchiesta della magistratura sui rifiuti riciclabili, a seguito di una operazione dei carabinieri insieme ad operatori dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana. Nelle indagini della procura fiorentina che hanno portato anche alla perquisizione della sede di Alia, la società che gestisce i rifiuti nei 49 comuni dell'Ato Toscana centro, fra gli indagati l'ex Amministratore Delegato di Quadrifoglio (società confluita in Alia) Giannotti.

Filcams sottolinea in un comunicato che: "Nonostante che le condizioni dell'appalto non siano state modificate, come ha dichiarato Alia, la sostenibilità economica dello stesso ha cominciato a vacillare proprio due mesi fa, quando cioè sono aumentati i controlli da parte del committente sull'operato della società appaltatrice per ammissione di entrambi".

E' singolare notare come gli Enti locali da anni facciano appello a tutti i cittadini per rispettate le regole ecologiche e l’ambiente. E le Amministrazioni comunali perseguano, con sanzioni che possono arrivare fino a € 500, gli incivili che abbandonano rifiuti fuori dai cassonetti, ma poi gli impianti di selezione della differenziata finiscano talvolta nell'occhio del ciclone.

Non è la prima volta che la qualità degli impianti di selezione viene messa in discussione. Tornando indietro negli anni possiamo ricordare le vicende del Gassificatore di Testi, poi chiuso, e dell'impianto di selezione e vagliatura di Case Passerini, distrutto da un incendio una domenica mattina del 2010. L'augurio è che non subisca un simile destino anche l'impianto di selezione di carta e cartone di San Donnino, ospitato nell'ex impianto di incenerimento, chiuso alla fine degli anni '70, perché produceva diossina.

ITALIANA SERVIZI SPA: Tavolo di crisi apre spiraglio.

Nicola Novelli