Al Mandela Forum per la preghiera del venerdì?

Lega: "Da quando la preghiera è un evento sportivo?". Stella (FI): "Soluzioni tampone non risolvono problemi. Nel quartiere troppi eventi". Le precisazioni dell'assessore Perra


Negli ultimi giorni si è molto parlato sui giornali dell'utilizzo del Mandela Forum per destinarlo alla preghiera del venerdì della Comunità islamica.

"Visto che non sono mancati episodi che definire offensivi e indecorosi è riduttivo" afferma Lorenzo Somigli Segretario Giovani Lega Nord Firenze "tra cui la macellazione di animali durante la tristemente nota festività islamica perpetrata nel più totale silenzio dei media dalla comunità islamica in un campo proprio vicino il Mandela Forum, visto che si tratta di una comunità chiusa, restia all'integrazione ma che certo non esita ad avanzare pretese o reclamare diritti con l'assenso della politica, visto che molti islamici non fanno alcun passo avanti verso coloro che dovrebbero, a detta di alcuni, accoglierli senza preconcetti, come può il quartiere accettare queste richieste? Il quartiere a queste condizioni non ci sta, il quartiere non si sottomette". Si annunciano due date dedicate alla raccolta firme i giorni 7 ottobre e 21 ottobre presso i giardini di Campo di Marte lato viale Fanti.

"Il Mandelaforum non è il luogo adatto per la preghiera del venerdì della comunità islamica. Sorge in un quartiere che già vede un carico notevole di eventi, tra partite domenicali e infrasettimanali allo stadio Franchi, e concerti nello stesso impianto polivalente in questione. Siamo per la libertà di culto garantita dalla Costituzione, ma non è con soluzioni-tampone raffazzonate che si può risolvere il problema". Lo afferma il coordinatore fiorentino di Forza Italia, Marco Stella, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, in merito alle trattative tra Comunità Islamica di Firenze, Comune e Mandelaforum per ospitare nella struttura le preghiere del venerdì dei fedeli islamici. "Il quartiere ha già fatto sapere di avere problemi al riguardo, visto il traffico correlato al gran numero di eventi sportivi e musicali tra stadio e Mandelaforum - sottolinea Stella -. Palazzo Vecchio non può non tenere conto di questi fattori. Il Mandelaforum (che prende 130 mila euro di finanziamenti annui dal Comune di Firenze) non ha tra le sue finalità statutarie la funzione di tempio per il culto religioso". Stella si dice "fermamente convinto della necessità di un referendum cittadino (previsto dallo Statuto Comunale) su un tema così delicato come quello della moschea a Firenze. Bisogna apporre un sigillo di democrazia a una decisione che, piaccia o no, suscita sentimenti contrastanti in una fetta rilevante della cittadinanza. Senza contare - aggiunge - che l'edificio religioso dovrà essere compatibile a livello urbanistico e architettonico con lo skyline di Firenze, patrimonio Unesco dal 1982, e che si dovrà accertare la provenienza dei fondi con i quali la Comunità musulmana vorrà eventualmente acquistare un terreno per edificare la moschea".

"Come ho dichiarato, non esiste alcuna trattativa tra il Comune di Firenze e la Comunità islamica per l’utilizzo del Mandela forum, sia per questioni di forma, che di sostanza. Di forma poiché il Mandela è in concessione a un soggetto privato che appunto ne può fare un utilizzo libero nell’ambito della concessione medesima (a questo si riferivano le mie parole di luglio); ma anche di sostanza, che emergerebbero da subito, poiché come abbiamo avuto modo di dire a più voci (il sindaco, l’assessore Andrea Vannucci, il presidente del Q2 Michele Pierguidi) quello non ci sembra un luogo appropriato alla settimanale preghiera del venerdì. Proverò a fare alcune precisazioni. A Firenze non è in discussione se può essere costruito un luogo di culto per la Comunità islamica. Tale argomentazione è contraria ai principi su cui si fonda l’Italia (come ci ricorda la Costituzione) e perché, ritengo sarebbe profondamente anche sbagliato. Le guerre nel mondo, il terrorismo in Europa nascono dalle prevaricazioni e dalle emarginazioni. Non dall’integrazione. A Firenze è invece piuttosto in discussione dove e come può essere costruito in nuovo luogo di culto. E come avviene per ogni chiesa, tempio o moschea, i temi da affrontare sono due: urbanistici e di analisi del contesto. Rispetto alle proposte sugli eventuali luoghi dove costruire, abbiamo chiarito che questi debbano essere in luoghi privati e non pubblici. Poi per ciascuna proposta vengono verificate le compatibilità con le destinazioni urbanistiche, nonché i carichi urbanistici e di traffico. Viene inoltre fatta con le comunità proponenti, un analisi del contesto sociale e del tessuto urbano circostante al fine di evitare tensioni e favorire invece l’inserimento e l’inclusione. Questa ultima analisi coinvolge sindaco, assessori, presidenti di quartiere e Consiglio comunale (in ultima istanza, ma in maniera fondamentale nella decisione definitiva). Il percorso quindi deve essere pragmatico e fondato sulle regole che sono uguali per tutti. Anzi è utile ricordare tutte le regole, comprese quelle che prevedono di chiudere i luoghi di culto non autorizzati. Il Mandela non è stato interessato da alcuna analisi, poiché nessuno ha sottoposto la proposta al Comune. Neppure informalmente. Informalmente ribadisco tuttavia che risponderei in prima istanza che anche a me non pare proprio un luogo adatto". Così l'assessore all'Urbanistica Lorenzo Perra in merito alle ipotesi sulla stampa di utilizzo del Mandela Forum.

Redazione Nove da Firenze