Rubrica — Agroalimentare

Agricoltori a Roma, dalla Toscana contro il trattato UE Canada

Contro il falso Made in Italy, a rischio le filiere della carne in Mugello e del Pane a Prato


Partiranno nella notte da ogni angolo della Toscana gli agricoltori di Coldiretti che Mercoledì 5 luglio alle 9.30 si ritroveranno, con i loro colleghi delle altre regioni italiane, in Piazza Montecitorio davanti al Parlamento dove è in corso la discussione per la ratifica del Trattato Ue-Canada noto come CETA.

“Ci mobilitiamo a tutti i livelli – dice Tulio Marcelli leader degli agricoltori toscani - per fermare il trattato di libero scambio con il Canada che per la prima volta nella storia dell’Unione accorda a livello internazionale esplicitamente il via libera alle imitazioni dei prodotti italiani più tipici ma che spalanca anche le porte all’invasione di grano duro e a ingenti quantitativi di carne a dazio zero”.

Al presidio a Montecitorio insieme a Coldiretti un'inedita e importante alleanza con altre organizzazioni (Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch) espressione della società civile, del mondo ambientalista e sindacale tutti fortemente preoccupati dell’impatto del Trattato sul nostro Paese.

Sarà divulgato il Dossier Coldiretti sull’impatto del trattato sull’agroalimentare italiano ed esposto per la prima volta il “pacco” con le imitazioni delle specialità nazionali più prestigiose, dai formaggi ai salumi, realizzate in Canada che sarà legittimato a produrre e vendere ai consumatori di tutto il mondo con la ratifica de trattato.

“Sebbene l’accordo autorizzi l’accesso al mercato canadese di 171 prodotti ad indicazione geografica dell’UE tra cui figurano 41 nomi italiani (rispetto alle 289 denominazioni Made in Italy registrate), queste dovranno coesistere con i marchi canadesi registrati. Ad esempio, il nostro Prosciutto Toscano – continua Tulio Marcelli - potrà entrare nel mercato canadese con il suo nome ma sarà venduto assieme ai prodotti d’imitazione canadese. Come del resto il vino Chianti made in Italy che dovrà stare fianco a fianco al Chianti Made in Canada”. L’accordo mette a rischio anche le scelte UE ed italiane su OGM e, indirettamente, carne ormonizzata.

“Non siamo contrari ai trattati, ma occorre che in questi sia riservata alle produzioni agroalimentari una particolare attenzione che ne tuteli la distintività – dice Antonio De Concilio direttore regionale di Coldiretti Toscana - e possa garantirne la salubrità, la protezione dell’ambiente e la libertà di scelta dei consumatori. Il Ceta non elimina l’ambiguità in cui versano le indicazioni geografiche italiane - precisa De Concilio – al contrario interviene a vantaggio delle lobby su una situazione caratterizzata dal 90% per cento dei formaggi di tipo italiano consumati in Canada di produzione locale. Poi ci preoccupa in modo particolare la situazione del grano perché il Canada è il principale esportatore di grano in Italia. Con il Ceta – continua De Concilio – si uccide il grano duro italiano con il crollo dei prezzi favorito dall’azzeramento strutturale dei dazi per l’importazione dal Canada, dove peraltro viene fatto un uso intensivo di glifosate nella fase di pre-raccolta, vietato in Italia perché accusato di essere cancerogeno. Sono questi i motivi che ci hanno imposto di avviare una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei decisori, a cominciare da tutti i parlamentari, che sono chiamati ad esaminare ed a decidere sulla definitiva approvazione del trattato. E’ per questo che chiediamo il massimo livello di riflessione a tutti i livelli istituzionali – conclude De Concilio – ed abbiamo chiesto al Presidente Rossi la disponibilità a sostenere la nostra azione tesa ad un approfondimento su una materia così delicata per cittadini ed imprenditori agricoli e non solo. E’ per questo che a Roma in Piazza Montecitorio ci saranno al nostro fianco molte fasce tricolori in difesa dei nostri prodotti, dei nostri territori, delle nostre imprese”.

"Abbiamo chiesto alle amministrazioni comunali del territorio il loro impegno in questa battaglia, e le adesioni iniziano ad arrivare - spiega Roberto Nocentini, presidente di Coldiretti Firenze-Prato -. A Roma saremo in tanti ad urlare i rischi di un trattato passato sotto silenzio".

"Il Ceta manderebbe a monte le filiere della carne in Mugello o del pane a Prato -commenta Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Firenze-Prato-. Verrebbero spazzati via tutti gli sforzi per far capire ai consumatori la valenza delle produzioni tipiche, con rischi non solo per la qualità, ma pure per la salute". Il grano canadese, per esempio, contiene il glisofato, una sostanza attiva che Oltreoceano può essere usata intensivamente, mentre è vietata in Italia: serve per accelerare la maturazione e aumentare il livello proteico del grano.

Non mancheranno azioni provocatorie a difesa del Made in Italy gravemente minacciato. Sarà presente il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

Redazione Nove da Firenze