Aggressione al sindaco Nardella: i messaggi di solidarietà

Il primo cittadino abbandona il presidio al ponte Vespucci


Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, dopo aver dichiarato che l'Amministrazione si costituirà parte civile nel processo al cittadino fermato con l'accusa di omicidio, si è recato sul luogo del delitto su invito della comunità senegalese.
Giunto sul posto ha ricevuti insulti verbali ed alcuni sputi, secondo le testimonianze da parte di esponenti dei centri sociali fiorentini, ed ha deciso pertanto di abbandonare il presidio per non alimentare la protesta rinnovando il messaggio di cordoglio ed esprimendo comprensione, ma tornando a rinnegare atti di violenza.

Solidarietà al sindaco è giunta immediatamente da parte degli esponenti della destra fiorentina come Francesco Torselli, consigliere capogruppo di Fratelli d'Italia: "Dal Sindaco di Firenze, Dario Nardella, mi divide politicamente tutto. Ma le regole della democrazia prevedono che chi vince le elezioni indossi la fascia tricolore e rappresenti l’intera città di Firenze. Sputare in faccia al Sindaco di Firenze, significa sputare in faccia a tutti i fiorentini. Per questo il comportamento dei quattro figli di papà dei centri sociali che stanno strumentalizzando la follia (inaccettabile) dei senegalesi è intollerabile. Al Sindaco Nardella va la mia solidarietà, ma anche un invito perentorio: ripristini l’ordine e la legalità a Firenze! Subito! Basta tolleranza per questi delinquenti".

“Esprimo tutta la mia solidarietà al Sindaco di Firenze Dario Nardella per la contestazione e aggressione subita oggi al presidio della comunità senegalese. Non cediamo alla demagogia da qualsiasi parte arrivi, l’unico antidoto sono il dialogo, l’ascolto e il buonsenso” dichiara sul suo profilo Twitter dal neoeletto deputato alla Camera dei Deputati Gabriele Toccafondi.

“Sputare addosso a una Sindaco è una violenza inaccettabile, la notizia che Dario Nardella è stato aggredito da esponenti dei centri sociali è davvero gravissima”. Il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani esprime a nome dell’assemblea toscana “un affettuoso saluto e tutta la vicinanza” al sindaco di Firenze “per quanto subito nello svolgimento del suo ruolo istituzionale”. “Già nel periodo elettorale – aggiunge Giani – abbiamo assistito ad una escalation di violenza fondata su opposti estremismi, che ha creato un clima di paura e di pericolo per la sicurezza pubblica”. Secondo il presidente il fatto che questo clima si alimenti anche all’indomani delle elezioni “è davvero sconcertante: tutti dobbiamo adoperarci per contrastare ogni surriscaldamento degli animi e ogni atto di violenza”. E tutti, continua Giani, “dobbiamo essere molto fermi nell’isolare i singoli o i gruppi che si attivano per fare violenza o che la giustificano”.

Angelo Bassi, capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Vecchio, a nome di tutto il gruppo consiliare, condanna la vile aggressione subita dal sindaco DarioNardella. “Firenze è sempre stata città del dialogo – spiega Angelo Bassi – e non accettiamo offese e provocazioni da parte di gruppi di facinorosi che non fanno altro che alimentare divisioni ed odio. L'aggressione subita dal sindaco Dario Nardella, che si era recato sul Ponte Vespucci col solo scopo di dialogare con gli esponenti della comunità senegalese, e che poi è stato assalito da una persona facente parte dei gruppi antagonisti, è inaccettabile. Firenze ha sempre difeso i principi della democrazia e della convivenza civile. Non si possono più tollerare – conclude il capogruppo PD Angelo Bassi – queste forme di violenza”.

Redazione Nove da Firenze